La mossa con cui Nigel Farage sperava di trasformare le polemiche sui suoi rapporti finanziari in una prova di forza elettorale rischia di diventare una delle campagne più surreali della recente storia politica britannica. Secondo un sondaggio nazionale pubblicato da Ipsos, infatti, i britannici preferirebbero vedere vincitore nel collegio di Clacton Count Binface, il candidato satirico che si presenta in pubblico con un bidone argentato sulla testa.
Nel confronto diretto proposto dall’istituto demoscopico, il 33% degli intervistati ha indicato Count Binface come vincitore preferito, contro il 21% che ha scelto Farage. Il 32% non vorrebbe vedere prevalere nessuno dei due, mentre il 13% non ha espresso un’opinione. Il dato non rappresenta però una rilevazione delle intenzioni di voto nel collegio di Clacton: Ipsos ha intervistato online mille cittadini britannici tra gli 8 e il 9 luglio 2026, non un campione specifico degli elettori locali.
Perché Farage ha lasciato il seggio
Il leader di Reform UK ha annunciato il 7 luglio le proprie dimissioni da deputato, con l’obiettivo dichiarato di sottoporre il proprio operato al giudizio degli elettori di Clacton e presentarsi nuovamente alle elezioni suppletive.
La decisione è arrivata mentre Farage è al centro di verifiche parlamentari su alcuni presunti finanziamenti e presunti regali ricevuti da sostenitori facoltosi. Una delle indagini riguarda una donazione da cinque milioni di sterline proveniente da un miliardario attivo nel settore delle criptovalute, che secondo i critici non sarebbe stata dichiarata correttamente. L’autorità parlamentare competente non ha ancora emesso una decisione e Farage ha respinto ogni accusa di irregolarità.
Farage ha presentato il voto come una battaglia tra “il popolo e l’establishment”, accusando parte della politica e dei media di utilizzare le indagini per colpire lui e Reform UK. Labour, Conservatori e altri principali partiti britannici hanno però deciso di non schierare propri candidati, definendo l’iniziativa una trovata politica destinata a distogliere l’attenzione dalle contestazioni sui finanziamenti.
Chi è Count Binface
Tra i pochi avversari annunciati è così emerso Count Binface, personaggio creato dal comico britannico Jon Harvey. Con un costume argentato, un mantello e un bidone della spazzatura utilizzato come elmo, il candidato parodia partecipa da anni alle consultazioni elettorali britanniche per ironizzare sulla politica nazionale e, allo stesso tempo, richiamare l’attenzione sull’importanza del voto.
Harvey ha già sfidato diversi primi ministri ed esponenti di primo piano. Prima di assumere l’identità di Count Binface si era presentato come Lord Buckethead. Tra le sue proposte figurano il ritorno del gelato “99 Flake” al prezzo di 99 pence e un tetto di una sterlina per i croissant. Le due misure hanno ottenuto rispettivamente il 69% e il 53% dei consensi nel sondaggio Ipsos.
L’indagine resta il problema principale per Farage
Al di là dell’aspetto satirico, la rilevazione mostra il livello di difficoltà personale attraversato dal leader di Reform UK. Il 74% degli intervistati ritiene corretto che il commissario parlamentare per gli standard continui a indagare sul caso della donazione da cinque milioni di sterline. Il 73% sostiene inoltre che gli accertamenti dovrebbero proseguire anche in caso di rielezione di Farage.
Soltanto il 16% considera giusta la scelta di dimettersi per poi candidarsi nuovamente, mentre il 54% ritiene che Farage avrebbe dovuto lasciare definitivamente il Parlamento. Un ulteriore 16% avrebbe preferito che restasse deputato senza provocare nuove elezioni.
Il voto suppletivo di Clacton è stato fissato per il 13 agosto 2026. Farage resta un candidato con un forte radicamento nel collegio, dove alle elezioni generali del 2024 Reform UK aveva ottenuto il 46% dei voti contro il 28% dei Conservatori. In assenza di un sondaggio specifico tra gli elettori locali, non è quindi possibile sostenere che Count Binface sia realmente favorito. La candidatura del personaggio satirico ha però trasformato l’operazione politica di Farage in una sfida dall’esito mediatico tutt’altro che scontato.
