“Sono venuto senza discorso, però con fame, fame di giustizia, con fame di autentica carità”. Con queste parole forti e spontanee, il Pontefice si è rivolto ai duecento commensali assistiti dalla diocesi di Roma, riuniti per un pranzo solidale nel Borgo Laudato si’ a Castel Gandolfo. Nel corso del suo toccante saluto, Papa Leone ha lanciato un profondo appello globale, auspicando che la comunità internazionale e le istituzioni si impegnino concretamente per eliminare alla radice le cause della povertà e dell’ingiustizia che continuano a piagare e a dividere il mondo contemporaneo.
La Chiesa dell’accoglienza e la via di Papa Leone XIV
Il Santo Padre ha tratteggiato la sua visione di una comunità cristiana inclusiva, descrivendola come una casa dalle porte aperte, capace di accogliere e ricevere tutti, dove l’amore regna sovrano e nessuno viene considerato un nemico. Ricordando uno dei suoi titoli storici più significativi, Papa Leone ha esortato i presenti a farsi promotori di legami sociali: “Il Papa è un costruttore di ponti. Oggi vorremmo fare un ponte, tutti voi, con le vostre famiglie e con la società nella quale vogliamo vivere. Ma vivere nella giustizia”.
Una mensa comune contro l’odio e la violenza del mondo
Nel ringraziare calorosamente gli organizzatori dell’evento, Papa Leone XIV ha sottolineato il valore spirituale e civile della condivisione fraterna. Sedersi tutti insieme alla stessa mensa, dove Gesù è presente, diventa un atto rivoluzionario per edificare un mondo alternativo, guidato dalla speranza e dalla luce. Si tratta di un segnale necessario in un’epoca storica troppo spesso ferita e rotta dall’odio, dalla violenza e dalle discriminazioni. Prima di benedire il cibo e dare inizio al pranzo comune, il Pontefice ha invitato tutti a restare saldi in questa esperienza di pace e amore.
