La transizione green e la digitalizzazione spingono in Italia la domanda di lavoro, con una previsione di circa 4 milioni di nuovi occupati nei prossimi cinque anni. Il traino arriva da energie rinnovabili, bioedilizia e tecnologie digitali. Sul piano delle politiche è operativo il Piano Transizione 5.0, finanziato con 6,3 miliardi di euro di REPowerEU integrati nel PNRR, misura che incide sul profilo delle competenze richieste e sui tempi di attivazione dei posti.
La spinta riguarda attività di progettazione, installazione, manutenzione e monitoraggio di impianti ed edifici a basso consumo. L’allargamento degli strumenti digitali in industria e servizi aumenta il fabbisogno di sviluppatori software, specialisti di cybersecurity e data analyst, figure richieste sia nelle imprese private sia nelle strutture pubbliche.
- Bioedilizia
- Energie rinnovabili
- Gestione dei rifiuti ed economia circolare
- Tecnologie digitali
Domanda prevista per professione al 2029
Le proiezioni disponibili segnalano fabbisogni differenziati per profilo. Nella bioedilizia e nella riqualificazione energetica il fabbisogno operativo è stimato tra 124.000–148.000 addetti. Per la finanza legata alla transizione green sono attesi tra 105.000–114.000 specialisti in scienze gestionali, a supporto della valutazione e del funding dei progetti. I tecnici per l’installazione e il monitoraggio ambientale sono stimati tra 59.000–72.000 unità. Per la chimica verde la previsione è compresa tra 16.000–19.000 chimici necessari all’adeguamento di processi e prodotti.
Questi intervalli indicano una domanda combinata di profili tecnici e specializzati, con una componente rilevante di lavoro in cantiere e nei laboratori di processo. La distribuzione per competenze mira a coprire sia l’implementazione fisica degli interventi (impianti, edifici, cicli di trattamento) sia le funzioni di progettazione, controllo e rendicontazione richieste dai nuovi standard energetici e ambientali.
Competenze richieste e percorsi formativi
Il fabbisogno combina competenze tecniche e abilità digitali. Per la transizione energetica servono capacità di progettazione e manutenzione di impianti, lettura dei dati di monitoraggio e conoscenza delle normative ambientali. Nel digitale sono richieste competenze di programmazione, sicurezza informatica e analisi dei dati, competenze che abilitano l’integrazione degli strumenti digitali nei processi produttivi e nei servizi.
La formazione continua resta centrale per aggiornare la forza lavoro. Corsi online e certificazioni professionali aumentano l’occupabilità e favoriscono la mobilità delle competenze, integrando (ma non sostituendo) i percorsi tecnici riconosciuti a livello nazionale e aziendale. Piattaforme internazionali e percorsi certificati possono accelerare l’upskilling, mentre gli istituti tecnici e la formazione in impresa restano decisivi per le qualifiche operative.
Transizione 5.0 e Green Deal: leve e strumenti
Il Piano Transizione 5.0 sostiene investimenti in digitalizzazione, sostenibilità e formazione, con crediti d’imposta per tecnologie e misure di efficienza energetica. L’accesso agli incentivi è legato a requisiti di riduzione dei consumi e a perizie ex ante/ex post, elementi che orientano la qualità dei progetti e la domanda di profili tecnici per audit e monitoraggio.
A livello europeo, il Green Deal mette a disposizione strumenti per incentivare riforme e investimenti. Le misure comunitarie supportano iniziative di decarbonizzazione, efficienza energetica e infrastrutture per la mobilità sostenibile, fattori in grado di modificare nel tempo la composizione della domanda di lavoro nazionale, spostando l’attenzione su competenze capaci di integrare processi industriali, supply chain e gestione dei dati.
Come può evolvere il fabbisogno di manodopera
L’andamento dipenderà dall’attuazione delle misure finanziarie e dalla capacità delle imprese di integrare tecnologia e formazione. Se gli interventi previsti dal Piano Transizione 5.0 e dalle iniziative europee saranno realizzati su ampia scala, gli investimenti potranno tradursi più rapidamente in posti di lavoro specializzati. Se invece l’adeguamento dei percorsi formativi e degli impianti procederà con lentezza, la domanda di competenze rischierà di rimanere scoperta in alcuni ambiti, con possibili spostamenti del fabbisogno tra regioni e comparti.
Il Piano Transizione 5.0 prevede 6,3 miliardi di euro di risorse REPowerEU integrate nel PNRR per sostenere investimenti e formazione nel biennio di intervento.
