ARERA introduce un indennizzo automatico in bolletta per i blackout prolungati, valido su tutto il territorio nazionale, da Torino ai piccoli comuni. Il riconoscimento scatta oltre soglie temporali definite, varia in funzione della popolazione del comune e viene accreditato senza che l’utente presenti reclami. I distributori devono rispettare standard minimi di continuità del servizio e, se non li raggiungono, sono obbligati a corrispondere l’indennizzo.
Il calcolo è forfettario e separato per utenze domestiche e non domestiche. L’evento è verificato dal distributore e l’accredito avviene tramite il venditore direttamente nella prima bolletta utile. Se la corrente torna e cade di nuovo entro 60 minuti, le due interruzioni sono considerate un unico episodio ai fini del conteggio.
Soglie temporali per attivare l’indennizzo
La disciplina prevede soglie diverse in base alla dimensione demografica. Nei comuni con più di 5.000 abitanti l’indennizzo scatta oltre 8 ore continuative di interruzione. Nei comuni con meno di 5.000 residenti la soglia sale a 12 ore. La regola di accorpamento entro 60 minuti evita conteggi frazionati di brevi ripristini seguiti da nuove cadute, trattando come continuativo ciò che per l’utente è un unico disservizio prolungato.
Importi e tetti: come cresce il riconoscimento
Per le utenze domestiche in bassa tensione è previsto un importo base di 34,50 euro, al quale si sommano 17,25 euro per ogni ulteriore blocco di 4 ore oltre la soglia, fino a un massimo calcolato su 240 ore complessive di interruzione. Il meccanismo è progressivo: più a lungo dura il blackout oltre il limite, più aumenta l’indennizzo entro il tetto stabilito.
Per le utenze non domestiche in media tensione — come negozi, ristoranti e strutture ricettive — gli importi base risultano più elevati, a riflettere l’impatto economico potenzialmente maggiore sulle attività produttive. Anche per queste utenze l’accredito segue lo stesso principio: automatismo, progressività e liquidazione in bolletta.
Automatismo in bolletta e risarcimenti per danni materiali
L’indennizzo forfettario riconosce il disagio dell’interruzione in sé e non richiede documentazione. Non sostituisce però il risarcimento di danni patrimoniali specifici (ad esempio elettrodomestici danneggiati, merci deperite, perdita di produzione), che deve essere richiesto con una pratica separata al distributore.
Per il risarcimento occorre presentare una domanda corredata da prove che attestino il danno e il nesso causale con il blackout: documenti fiscali, perizie, fotografie e ogni altro elemento utile alla valutazione. La procedura è distinta dall’indennizzo automatico e viene esaminata caso per caso secondo la disciplina vigente.
Cosa fare in pratica
- Per l’indennizzo automatico non è necessaria alcuna istanza: il distributore verifica e accredita in bolletta tramite il venditore.
- Se il riconoscimento non compare, è consigliabile sollecitare il distributore indicando contratto, indirizzo di fornitura e data/ora dell’interruzione.
- In presenza di danni materiali, aprire una pratica separata allegando fotografie, ricevute e ogni prova utile.
- Per tutela probatoria, annotare con precisione data e orario dell’inizio e della fine del blackout, anche quando si attende l’indennizzo automatico.
Gli standard per i distributori e i tempi di accredito
ARERA impone ai distributori standard minimi di continuità del servizio e l’obbligo di corrispondere l’indennizzo quando tali standard non sono rispettati. La catena operativa è definita: il distributore certifica l’evento e trasferisce l’importo alla società di vendita, che provvede all’addebito a credito nella prima fattura utile. L’utente riceve così il rimborso in modo automatico e tracciabile, senza oneri procedurali.
Le richieste dei consumatori
Accanto all’automatismo in bolletta, le associazioni segnalano l’urgenza di ridurre frequenza e durata dei disservizi. Assoutenti ha sollecitato ARERA a promuovere un tavolo tecnico con distributori, fornitori e operatori economici per definire un piano di emergenza estivo e meccanismi indennitari più robusti. L’associazione ha chiesto formalmente un confronto che coinvolga anche commercianti, albergatori e rappresentanti dei consumatori, con l’obiettivo di rafforzare gli interventi sulle reti e migliorare la resilienza del servizio elettrico.
