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Chat control, lo stop dell’Ue alla scansione delle chat criptate per la lotta agli abusi sui minori

Il Parlamento Ue esclude le chat end-to-end, inviando gli emendamenti al Consiglio che avrà tre mesi per accettarli o respingerli

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Telefono con chat. Chat control, lo stop dell'Ue alla scansione delle chat criptate per la lotta agli abusi sui minori 09 07 2026 alanews.jpg

Chat control, lo stop dell'Ue alla scansione delle chat criptate per la lotta agli abusi sui minori | Unsplash @freestocks

Marta Colazzo di Marta Colazzo

Chat control, il Parlamento Ue ha approvato oggi modifiche alla deroga alle norme ePrivacy, restringendone il perimetro e inviando il testo emendato al Consiglio. La novità centrale esclude dall’ambito le comunicazioni protette da crittografia end-to-end. Gli emendamenti mantengono la possibilità per i fornitori di servizi di individuare volontariamente abusi sessuali online sui minori, ma con limiti più netti rispetto alla precedente impostazione del Consiglio.

Chat control, cosa cambia nella deroga ePrivacy del Parlamento Ue

Nel pacchetto approvato, gli eurodeputati chiedono di escludere esplicitamente dall’eccezione ePrivacy le “comunicazioni alle quali è, è stata o sarà applicata la crittografia end-to-end“. La posizione del Consiglio, nella versione precedente, avrebbe ripristinato una deroga scaduta consentendo fino ad aprile 2028 ai fornitori di servizi di individuare volontariamente casi di abuso sessuale su minori e di adescamento nelle comunicazioni private, nonché di rimuovere e segnalare il materiale rilevante. Con le modifiche votate, l’attività di rilevamento resta confinata fuori dal perimetro delle conversazioni cifrate, rafforzando la distinzione tra tutela dei minori e protezioni tecniche della riservatezza.

Procedura e numeri del voto

La posizione emendata del Parlamento sarà trasmessa al Consiglio, che avrà tre mesi per approvare o respingere gli emendamenti. Se il Consiglio non accetterà tutte le modifiche, si aprirà la procedura di conciliazione per tentare un accordo su un testo condiviso tra le istituzioni.

Nella seconda lettura non è previsto un voto finale per respingere la posizione del Consiglio salvo il raggiungimento della maggioranza assoluta dei deputati, fissata a 360 voti. La prima proposta di respingimento ha ottenuto 314 voti a favore, 276 contrari e 17 astensioni; la seconda ha raccolto 276 voti a favore, 286 contrari e 30 astensioni. Con il voto odierno, l’Aula ha chiuso la seconda lettura modificando la posizione del Consiglio e definendo il perimetro dell’eccezione.

Contesto e prossimi passaggi

La Commissione aveva proposto una seconda proroga della deroga oltre la scadenza originaria; in una fase precedente del processo legislativo, il Parlamento aveva adottato una posizione che includeva limitazioni dell’ambito di applicazione e la subordinazione delle attività di rilevamento all’autorizzazione dell’autorità giudiziaria, avviando negoziati con il Consiglio senza però giungere a un accordo.

Il 26 marzo il Parlamento ha respinto la proposta della Commissione, determinando la scadenza della normativa transitoria il 3 aprile 2026. La deroga era stata concepita come misura temporanea per colmare un vuoto giuridico nell’attesa di un regime permanente per la lotta agli abusi sessuali online sui minori; la maggior parte degli elementi della normativa permanente è stata discussa durante la presidenza cipriota del Consiglio nel primo semestre del 2026, pur restando alcune questioni da definire.

Parallelamente alle discussioni sulla deroga, Parlamento e Consiglio hanno raggiunto un accordo sull’aggiornamento di una direttiva sulle sanzioni penali destinate a contrastare gli abusi sessuali sui minori.

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