Davide Cesaroni (41 anni) e Chiara Pesaresi (38), i due escursionisti dispersi da 5 giorni sulle Dolomiti, sono stati ritrovati nella zona di Col Cadorine. La coppia di escursionisti era rimasta bloccata dalla sera del 2 luglio dopo essersi smarrita su tratti franati e ghiaioni, con il telefono scarico e senza copertura. I soccorritori li hanno localizzati dopo cinque giorni di ricerche tra sentieri impervi e condizioni avverse, con un’operazione congiunta che si è chiusa con il recupero e il trasferimento al rifugio Pordenone.
Le ricerche erano scattate in seguito alla segnalazione di un familiare, dopo che l’auto della coppia era stata trovata parcheggiata nei pressi del rifugio Pordenone. L’ultimo contatto con i parenti risaliva a mercoledì, intorno alle 22.30, con un piano che prevedeva i sentieri Cai 352 e 353 verso il rifugio Padova, attraversando la Val d’Arade. Dal primo allarme, l’intervento si è allargato progressivamente fino a coinvolgere decine di squadre a terra e supporto aereo dedicato.
Davide e Chiara ritrovati vivi sulle Dolomiti
Nel primo pomeriggio successivo alla segnalazione si è alzata in volo una componente aerea consistente: quattro elicotteri e il coinvolgimento di centinaia di operatori, tra vigili del fuoco, stazioni del Cnsas e militari della Guardia di finanza. L’Alta Valcellina e la Val d’Arade sono state sorvolate dall’elicottero Drago dei vigili del fuoco e da un velivolo della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, senza esito nelle prime fasi. Verso le 18 gli elicotteri hanno trasportato in quota squadre del Soccorso alpino che hanno iniziato le perlustrazioni a piedi lungo sentieri, canaloni e ghiaioni, estendendo il raggio tra i versanti pordenonese e bellunese.
Il ritrovamento e l’assistenza sul posto
Durante un volo di ricognizione i tecnici del Soccorso alpino hanno individuato i due escursionisti. Un soccorritore è stato calato per parlare con l’uomo e confermare l’identità della coppia. Cesaroni e Pesaresi si erano fermati vicino ai ruderi di una casera, dove scorreva un torrentello da cui si sono potuti dissetare. Tre volontari sono rimasti con loro per valutarne le condizioni e preparare il recupero. Successivamente la coppia è stata imbarcata su un elicottero dell’Air service e trasferita al rifugio Pordenone, punto di partenza programmato dell’escursione.
Controlli medici e coordinamento sul campo
Al momento del ritrovamento non sono emerse condizioni sanitarie evidenti, riferiscono i soccorritori. Per precauzione i due sono stati accompagnati a Cimolais per controlli più approfonditi e per incontrare alcuni parenti giunti dalle Marche. Sul terreno hanno operato i vigili del fuoco dei comandi di Pordenone e Belluno, insieme alle stazioni del Soccorso alpino della Valcellina e della provincia di Belluno. Il coordinamento è stato gestito dal campo base allestito sull’aviosuperficie di Pian Pinedo, a Claut. L’individuazione dall’alto, in una porzione impervia tra i due versanti, e il successivo impiego congiunto di elicotteri e tecnici specializzati hanno permesso la messa in sicurezza dell’area e il completamento delle operazioni di recupero.
