Da una parte Flavio Briatore, che definisce “cretino” chi spende quasi cento euro per un cono gelato. Dall’altra la Mokambo Gelateria di Ruvo di Puglia, che risponde mostrando numeri, prenotazioni e clienti arrivati da ogni parte del mondo.
È il nuovo capitolo della discussione sui prezzi nel settore del food di lusso, nata attorno a uno dei prodotti più particolari del panorama gastronomico italiano: il celebre gelato allo zafferano con foglia d’oro, oggi venduto a 95 euro.
Le parole di Briatore
La polemica è esplosa dopo un intervento di Briatore durante la trasmissione Pomeriggio Cinque Estate. Commentando il caso del gelato pugliese, l’imprenditore ha ironizzato sul prezzo del cono, sottolineando come una pizza servita nei locali del suo marchio Crazy Pizza costi meno.
Il passaggio che ha fatto maggiormente discutere è stato però un altro: secondo Briatore, chi spende una cifra simile per un gelato “rimane un cretino“.
Le sue dichiarazioni hanno rapidamente alimentato il dibattito sui social, dividendo gli utenti tra chi considera eccessivi certi prezzi e chi invece ritiene legittimo pagare per un prodotto esclusivo.
Perché il gelato costa 95 euro
La risposta è arrivata direttamente da Vincenzo Paparella, che insieme alla sorella Giuliana guida la storica attività di famiglia.
Secondo il titolare della Mokambo Gelateria, il prodotto viene spesso frainteso. Non si tratterebbe infatti di un semplice gelato impreziosito da una foglia d’oro per giustificarne il prezzo, ma di un progetto sviluppato negli anni e pensato come un’esperienza gastronomica.
“Se fosse soltanto un normale fiordilatte con una foglia d’oro sopra, Briatore avrebbe ragione”, ha spiegato Paparella, sottolineando come il valore del prodotto non dipenda dall’oro alimentare ma dall’utilizzo di ingredienti particolarmente ricercati, tra cui lo zafferano puro, considerato una delle spezie più costose al mondo.
Il cono, lanciato circa otto anni fa inizialmente a 70 euro, oggi viene proposto a 95 euro.
Visualizza questo post su Instagram
“Non vendiamo un gelato, ma un’esperienza”
Il punto centrale della replica riguarda proprio il concetto di esperienza.
Paparella sostiene che chi raggiunge Ruvo di Puglia non lo faccia semplicemente per mangiare un cono, ma per vivere un percorso costruito attorno al prodotto e alla sua storia.
“In questi anni abbiamo accolto oltre duemila persone arrivate esclusivamente per vivere questa esperienza”, ha spiegato l’imprenditore.
Un ragionamento che, curiosamente, richiama lo stesso modello spesso utilizzato per giustificare i prezzi elevati nella ristorazione di fascia alta: non si paga soltanto il prodotto, ma tutto ciò che lo circonda, dalla ricerca sulle materie prime al servizio, fino al valore simbolico dell’esperienza stessa.
La lista d’attesa e i clienti internazionali
Al di là delle polemiche, il dato che più colpisce è quello relativo alle prenotazioni.
Secondo la gelateria, al momento esistono ancora circa 150 richieste in lista d’attesa, con prenotazioni che arrivano fino alla seconda metà di settembre.
I clienti provengono da numerosi Paesi, tra cui Stati Uniti, Germania, Francia, Polonia, Giappone e Australia. Un risultato che i titolari rivendicano con orgoglio, considerando che Ruvo di Puglia non rientra tra le principali mete del turismo internazionale.
Il parallelo con Crazy Pizza
Nella sua replica, Paparella ha anche evitato lo scontro diretto con Briatore, riconoscendo anzi il successo imprenditoriale del fondatore di Crazy Pizza.
Secondo il gelatiere, il principio alla base sarebbe molto simile: chi sceglie un prodotto premium non acquista soltanto il bene materiale, ma una proposta esclusiva.
“Chi vuole una margherita va nella pizzeria sotto casa. Chi cerca qualcosa di diverso sceglie un’esperienza”, ha spiegato.
Una posizione che riporta la discussione al tema centrale: nel food contemporaneo il valore percepito non dipende più soltanto dagli ingredienti, ma sempre più spesso dalla capacità di trasformare un prodotto in un evento da raccontare, condividere e ricordare.
In questo senso, al netto delle polemiche, il gelato da 95 euro di Ruvo di Puglia sembra aver raggiunto il suo obiettivo: far parlare di sé ben oltre i confini della gelateria.
