5 giugno 2026 – Maria Concetta Riina, figlia dello storico capo di Cosa Nostra Totò Riina, torna in piena libertà. Il giudice per le indagini preliminari ha revocato l’obbligo di dimora a Corleone a cui la donna era sottoposta insieme al marito, Antonino Ciavarello. Il provvedimento, datato 5 luglio, arriva dopo la chiusura delle indagini della Procura di Firenze, che contesta alla coppia i reati di estorsione e tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso nei confronti di due imprenditori della Toscana.
Il gip ha così accolto l’istanza presentata dai legali dei due indagati, nonostante il parere contrario della procura. Nei mesi scorsi la misura era stata confermata dal tribunale del Riesame, che aveva respinto l’appello con cui i pm fiorentini chiedevano il ritorno in carcere di entrambi.
Maria Concetta Riina: le accuse
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Maria Concetta Riina e il marito avrebbero avanzato ripetute richieste di denaro agli imprenditori, accompagnate da toni minacciosi e intimidatori, al punto da indurre almeno una delle vittime a cedere e consegnare una somma. L’aggravante contestata è quella del metodo mafioso, che aveva motivato l’applicazione della misura cautelare a carico della coppia. Con la revoca dell’obbligo di dimora, i due indagati tornano liberi in attesa della prosecuzione del procedimento giudiziario.
Posizione della difesa e dichiarazioni degli avvocati
Gli avvocati della coppia hanno ottenuto l’accoglimento dell’istanza e hanno commentato la revoca come elemento favorevole alla linea difensiva. “La revoca dell’obbligo di dimora rappresenta un importante riconoscimento della fondatezza delle argomentazioni difensive che abbiamo sottoposto al giudice”, commentano gli avvocati Francesco Olivieri e Tiziana dell’Anna, che hanno aggiunto: “Continueremo a difendere i nostri assistiti con la convinzione che il processo consentirà di chiarire definitivamente i fatti contestati”.
La Procura di Firenze aveva espresso parere contrario all’istanza; il gip tuttavia ha ritenuto di accoglierla, motivando la revoca nel provvedimento depositato. Il rigetto dell’appello dei pm da parte del Riesame era stato l’ultimo atto prima della decisione di luglio, ma non l’atto conclusivo dell’iter processuale.
Fasi successive del procedimento e atti da attendersi
Il ritorno in libertà non altera l’avviso di conclusione delle indagini notificato a fine maggio: l’indagine resta aperta e il procedimento istruttorio proseguirà davanti all’autorità giudiziaria competente. Eventuali atti successivi, inclusa la richiesta di rinvio a giudizio o altre misure, dipenderanno dagli sviluppi dell’istruttoria e dalle valutazioni del pubblico ministero. Il fascicolo rimane nelle mani della Procura di Firenze che ha già formalizzato la chiusura dell’istruttoria con l’avviso di fine indagini. La difesa ha annunciato che continuerà a seguire il procedimento nei prossimi atti processuali. L’avviso di conclusione delle indagini era stato notificato a fine maggio alla donna e al marito: tale notifica costituisce al momento l’atto formale più recente nel fascicolo istruttorio.
