Coloni israeliani hanno attaccato e incendiato un ristorante a Luban al-Sharqiya, nell’area dei villaggi di Luban al-Sharqiya e Amuriya, a sud di Nablus in Cisgiordania, nelle prime ore di domenica. Secondo l’agenzia palestinese Wafa, un gruppo è entrato nel locale, ha sfondato le porte, ha rubato denaro e ha appiccato il fuoco, distruggendo l’esercizio. Il ristorante si trova vicino all’Università di Al-Zaytuna; il proprietario, Yaqoub Awwis, che è anche capo del consiglio di Luban al-Sharqiya, ha parlato di danni ingenti e di una distruzione completa.
«i coloni hanno fatto irruzione nel ristorante situato vicino all’Università di Al-Zaytuna, hanno sfondato le porte e rubato denaro prima di appiccare il fuoco, distruggendolo completamente», ha dichiarato Awwis, stimando i danni in circa un milione di shekel (oltre 290mila euro). La notizia dell’assalto e dell’incendio è stata diffusa domenica mattina da Wafa, che ha attribuito la ricostruzione al proprietario del locale e responsabile del consiglio del villaggio.
Contesto in Cisgiordania
L’episodio arriva mentre le Nazioni Unite segnalano un incremento della violenza in Cisgiordania. Il portavoce Stephane Dujarric ha riferito che, nei primi tre mesi del 2026, 33 palestinesi sono stati uccisi e 790 sono rimasti feriti da forze israeliane o coloni. Dujarric ha inoltre indicato che si sono verificati oltre 540 attacchi attribuiti a coloni israeliani, con vittime o danni materiali, dati resi noti durante il briefing quotidiano con i media internazionali. Nel richiamare la posizione dell’Ocha, l’agenzia Onu per il coordinamento degli aiuti umanitari, il portavoce ha ricordato che «gli attacchi che colpiscono i civili devono essere messi sotto inchiesta e che i civili devono essere protetti».
I numeri forniti dalle Nazioni Unite sono riportati a titolo di contesto generale e non sono collegati automaticamente al singolo episodio di Luban al-Sharqiya. La collocazione del ristorante, nelle vicinanze dell’Università di Al-Zaytuna e nella zona dei villaggi a sud di Nablus, è stata indicata nella segnalazione diffusa domenica, insieme alla dinamica descritta: porte sfondate, denaro sottratto e incendio appiccato dopo il furto. La stima economica comunicata dal proprietario — circa un milione di shekel — quantifica l’entità dei danni subiti dall’attività.
Dichiarazioni e stato delle reazioni
La ricostruzione dell’accaduto è basata sulle dichiarazioni di Yaqoub Awwis, in qualità di capo del consiglio di Luban al-Sharqiya e proprietario del ristorante. Non risultano, al momento, dichiarazioni ufficiali da parte di autorità israeliane sul caso specifico. L’indicazione del luogo — nei pressi dell’Università di Al-Zaytuna — e la sequenza degli eventi riportata dal proprietario delineano un’azione mirata: ingresso forzato, sottrazione di denaro e incendio con distruzione del locale.
Resta centrale la quantificazione dei danni indicata dal proprietario, pari a circa un milione di shekel (oltre 290mila euro), mentre il riferimento dell’Onu ai 33 morti, ai 790 feriti e a oltre 540 attacchi in tre mesi offre il quadro in cui si inserisce l’episodio di Luban al-Sharqiya. La notizia è stata diffusa da Wafa domenica mattina.
