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Wired Italia chiude: Condé Nast riorganizza, sindacati chiedono formazione sull’IA

Condé Nast riorganizza il portafoglio: i sindacati chiedono formazione continua per i giornalisti tra IA e sostenibilità.

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Federico Perrone di Federico Perrone

Wired Italia ha cessato le pubblicazioni in Italia nell’ambito della riorganizzazione di Condé Nast il 30 giugno 2026. Il ceo Roger Lynch ha annunciato il 16 aprile la revisione del portafoglio, ha indicato che alcune testate non erano redditizie e ha motivato il riassetto così: «La loro gestione nella forma attuale limita la nostra capacità di investire nelle idee e nelle aree che guideranno la crescita futura». Nata nel 2009 e dedicata a tecnologia, innovazione e cultura digitale, la rivista chiude dopo quasi due decenni; l’editore ha chiuso il 2025 con risultati in crescita, ma ha avviato una riorganizzazione interna.

La cessazione delle pubblicazioni è stata ufficializzata il 30 giugno con la pubblicazione di una lettera della redazione e con la sospensione delle uscite cartacee e dei contenuti sul sito italiano. Nella comunicazione di aprile Lynch ha richiamato la sostenibilità economica delle singole testate; la frase citata è stata inserita nella nota della società che ha accompagnato l’annuncio.

Lettera di commiato e richieste dei sindacati

I redattori di Wired Italia hanno salutato i lettori con un testo diffuso sui canali ufficiali: «Oggi Wired Italia chiude. E questo messaggio è per te. No, non ci conosciamo». Nella stessa lettera la redazione ha aggiunto: «Comprenderai che, avendo spento i motori il 30 giugno 2026, ci rimangono tante domande su cosa si sarebbe svelato dopo l’ennesima curva. Chissà se nel tempo in cui ci stai leggendo i robot sono diventati compagni quotidiani di vita e colleghi di lavoro. Chissà se il paesaggio fuori dalla finestra è tornato a colorarsi di un sano azzurro e di un verde brillante e siamo riusciti a impedire le peggiori catastrofi climatiche».

I sindacati del settore hanno legato la chiusura al tema più ampio della transizione tecnologica nel lavoro editoriale. «L’IA non va combattuta, va governata», hanno detto rappresentanti sindacali, chiedendo investimenti su formazione continua e aggiornamento delle competenze. Condé Nast non ha reso pubblici i dettagli operativi sulle misure per il personale coinvolto né i tempi per eventuali riallocazioni o la cessione di asset editoriali.

Impatto editoriale e prossimi passi

Wired Italia è stata tra le prime edizioni estere del marchio a sviluppare un progetto dedicato alla tecnologia e alla cultura digitale e ha raccontato l’evoluzione dei settori tecnologici in Italia dal 2009. Dal punto di vista del gruppo, la scelta è stata presentata come una concentrazione delle risorse su titoli ritenuti prioritari per la crescita futura, posizione ribadita da Roger Lynch nella comunicazione di aprile.

Nel breve, la chiusura apre un interrogativo sulla copertura dei temi tecnologici nel panorama italiano e sulla capacità degli editori di coniugare sostenibilità economica e investimento in redazioni specializzate, tra nuovi strumenti di automazione e competenze da aggiornare.

L’evoluzione a breve termine riguarda la gestione del personale e degli archivi editoriali: la lettera della redazione pubblicata il 30 giugno 2026 rappresenta il punto di partenza per eventuali trattative sindacali o per decisioni sulla conservazione e sull’uso del patrimonio informativo. La società editrice ha annunciato che comunicherà nelle prossime settimane le misure operative per i redattori e la destinazione dei contenuti e dei brand collegati.

Al momento non risultano scadenze fissate per comunicazioni ufficiali su piani di ricollocazione o altre misure: Condé Nast non ha indicato scadenze per eventuali comunicazioni sulle misure per il personale coinvolto.

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