3 luglio 2026 – Scontri tra manifestanti dei Sudd Cobs e le forze dell’ordine si sono verificati attorno alle 10.15 davanti ai magazzini Acca. Il sindacato aveva organizzato in mattinata un presidio di operai per protestare contro la chiusura del polo logistico. Dopo lo sgombero, i manifestanti rimasti sul posto hanno tentato di rientrare nell’area: trattenuti dagli agenti, ne sono seguiti momenti di scontro.
Magazzini Acca, lo sgombero del presidio
Secondo quanto riportato dall’Ansa, lo sgombero sarebbe avvenuto in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dalla Procura di Prato. L’inchiesta riguarderebbe alcuni cittadini italiani legati al Sudd Cobas, denunciati per violenza privata da una ventina di imprenditori cinesi. La Procura avrebbe delegato la Digos all’esecuzione del provvedimento; nelle prossime ore la merce trattenuta all’interno del polo sarà sottoposta a verifica.
Toscano: “Carta straccia del diritto allo sciopero”
Sulla vicenda interviene Luca Toscano, coordinatore del sindacato Sudd Cobas: “Sono tornate le scene che questa città sperava di non rivedere più. Operai e sindacalisti trascinati sull’asfalto e caricati a forza in un pullman per essere portati in questura”. Secondo Toscano, i manifestanti sono stati trattati come criminali mentre “lottano contro la mafia, lo sfruttamento e l’illegalità. Lo Stato a Prato ha deciso di essere forte con i deboli e debole con i forti”, aggiunge.
Secondo Toscano, è bastata “la lagna di qualche pronto moda per la merce ferma in magazzino per scatenare un operazione di polizia impressionante e fare carta straccia del diritto di sciopero e dell’articolo 40 della Costituzione”.
“Oggi ha vinto lo Stato”
“Oggi ha vinto lo Stato. Ha vinto la legalità. Ha vinto il diritto“, con queste parolel’avvocato Nunzio Giudice, legale degli imprenditori coinvolti nella vicenda del polo della logistica Acca, commentando lo “sblocco avvenuto questa mattina a seguito dell’intervento delle forze dell’ordine e dell’autorità giudiziaria, che ha consentito il ripristino dell’accesso al sito e il recupero della merce da parte dei legittimi aventi diritto”.
Secondo il legale, non era accettabile che decine di imprenditori, proprietari di merce acquistata regolarmente e già interamente pagata, continuassero a vedersi negare l’accesso ai propri beni, fermi all’interno dello stabilimento. Una situazione che, sottolinea, stava causando un danno economico molto pesante, arrivando a mettere in pericolo la sopravvivenza stessa delle aziende e l’occupazione. Nella nota si ricorda poi che, fin dall’inizio della vicenda, Giudice ha depositato una querela con la richiesta alla Procura di fare piena luce su eventuali profili penali. A suo avviso i fatti configurerebbero ipotesi di reato che spetterà ora ai magistrati valutare: sarà dunque l’autorità giudiziaria, nel rispetto delle garanzie di legge, ad accertare le singole responsabilità.
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