2 Luglio 2026 – La Procura di Potenza ha riaperto da circa due anni le indagini sul caso di Elisa Claps, la studentessa sedicenne scomparsa il 12 settembre 1993 e ritrovata senza vita il 17 marzo 2010 nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità di Potenza. La novità emersa nelle ultime ore riguarda l’ipotesi di reato al centro del nuovo fascicolo: “concorso in omicidio” con Danilo Restivo, già condannato in via definitiva a 30 anni di carcere per l’assassinio della giovane.
La notizia era stata anticipata dal fratello di Elisa, Gildo Claps, durante l’ultima puntata di Chi l’ha visto? su Rai 3 e ha trovato conferma negli ambienti giudiziari potentini. L’inchiesta, al momento, procede contro ignoti e punta a verificare se altre persone possano aver avuto un ruolo nell’omicidio o nelle fasi successive alla scomparsa della ragazza.
La Procura riapre il fascicolo: l’ipotesi è “concorso in omicidio”
“Da due anni la Procura di Potenza ha riaperto con coraggio le indagini sul ritrovamento del corpo e sulle complicità”, aveva dichiarato nel corso della trasmissione Gildo Claps.
Secondo quanto emerso, il nuovo filone investigativo non si limita più ad approfondire eventuali omissioni e anomalie nella gestione del ritrovamento del cadavere nel 2010, ma si concentra anche sulla possibilità che vi siano stati soggetti che abbiano agito insieme a Danilo Restivo o che abbiano contribuito in qualche modo a coprire quanto accaduto.
Interpellato dall’ANSA, il procuratore della Repubblica di Potenza, Camillo Falvo, non ha confermato né smentito formalmente l’esistenza dell’inchiesta, limitandosi a dichiarare che “ci sono alcuni casi che meritano una piena verità, al di là dell’aspetto prettamente giudiziario, per rispetto delle vittime e delle loro famiglie”.
I nuovi accertamenti del RIS nella Chiesa della Trinità
Tra gli elementi più significativi emersi dall’aggiornamento investigativo ci sono i nuovi accertamenti tecnico-scientifici eseguiti negli ultimi mesi dai Carabinieri del RIS.
Secondo quanto appreso da fonti giudiziarie, gli specialisti hanno effettuato verifiche utilizzando tecnologie più avanzate rispetto a quelle disponibili in passato, compiendo rilievi anche all’interno del sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità, il luogo dove il corpo di Elisa fu rinvenuto diciassette anni dopo la sua scomparsa.
L’obiettivo degli investigatori è verificare se le moderne tecniche forensi possano fornire nuovi elementi utili per chiarire aspetti rimasti irrisolti della vicenda e individuare eventuali responsabilità mai accertate.
Una storia giudiziaria lunga oltre trent’anni
La scomparsa di Elisa Claps risale al 12 settembre 1993. Per anni il caso è rimasto senza una soluzione definitiva fino al ritrovamento del corpo nel sottotetto della chiesa potentina nel marzo 2010.
Danilo Restivo è stato successivamente riconosciuto come autore dell’omicidio di Elisa e condannato in via definitiva a 30 anni di reclusione dalla giustizia italiana. Nel frattempo era stato condannato anche nel Regno Unito per l’omicidio di Heather Barnett, avvenuto a Bournemouth nel 2002.
Negli anni la famiglia Claps ha più volte denunciato presunti depistaggi, omissioni investigative e anomalie legate alle ispezioni effettuate nella Chiesa della Trinità prima del ritrovamento del corpo, chiedendo che venissero chiarite tutte le responsabilità ancora oscure.
La famiglia: “Siamo ottimisti”
Durante l’intervento a Chi l’ha visto?, Gildo Claps e la madre Filomena Iemma hanno espresso fiducia nel lavoro della magistratura.
“È un’indagine difficile, complessa, però siamo ottimisti”, hanno dichiarato, definendo la riapertura del fascicolo “un bel segnale anche per le tante famiglie i cui casi sono ormai sepolti”.
A oltre trent’anni dalla scomparsa di Elisa, il nuovo filone investigativo rappresenta dunque un ulteriore tentativo di fare piena luce su una delle vicende giudiziarie più dolorose e discusse della cronaca italiana, con l’obiettivo di accertare se accanto a Danilo Restivo vi siano state altre responsabilità mai emerse fino a oggi.
