I contribuenti residenti e non residenti in Italia possono ottenere una detrazione fino al 50% per l’acquisto e l’installazione di condizionatori ad alta efficienza, con finestra operativa fino al 31 dicembre 2026. L’agevolazione copre nuove installazioni e sostituzioni, ma segue canali diversi a seconda della tipologia di intervento. L’accesso passa dall’Ecobonus o dal Bonus Ristrutturazioni (Bonus Casa) e, per le sostituzioni, anche dal Conto Termico 3.0, con obblighi stringenti su pagamenti tracciati e comunicazioni tecniche.
Chi ha diritto
Possono beneficiare dell’incentivo persone fisiche, inquilini con il consenso del proprietario, condomìni, persone giuridiche, cooperative edilizie e istituti autonomi per le case popolari. Per l’Ecobonus è esplicitato che il vantaggio si applica anche ai contribuenti non residenti in Italia se in possesso dei requisiti previsti. La misura copre sia la sostituzione di impianti esistenti con sistemi ad alta efficienza sia, in determinati casi, le nuove installazioni.
Requisiti tecnici e documenti essenziali
I climatizzatori devono rispettare standard minimi di efficienza: la classe minima richiesta è A+ per i monosplit e A++ per i multisplit. In alcuni casi viene richiesto l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) per certificare il miglioramento dell’efficienza dell’immobile. Per gli interventi di riqualificazione energetica, la comunicazione all’ENEA è obbligatoria entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori e comprende l’invio della scheda informativa degli interventi e dei relativi costi sostenuti. La detrazione è riconosciuta esclusivamente a fronte di fatture e della ricevuta del pagamento conforme alle modalità previste.
Pagamenti vincolanti e dati da inserire nel bonifico
Il pagamento deve avvenire con bonifico bancario o postale “parlante”. La mancata tracciabilità (contanti, assegni o strumenti non idonei) espone al rischio di perdita della detrazione. Nel bonifico vanno riportati con precisione:
- la causale con riferimento alla norma agevolativa applicata;
- il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
- la partita IVA o il codice fiscale dell’impresa installatrice;
- i riferimenti della fattura a cui il pagamento si riferisce.
Quando previsto, la pratica ENEA deve essere inviata entro 90 giorni dalla fine dei lavori: si tratta di un adempimento formale che, al pari del bonifico “parlante”, incide sul diritto all’agevolazione.
Scegliere tra Ecobonus, Bonus Casa e Conto Termico 3.0
L’Ecobonus si applica in via ordinaria quando l’intervento comporta la sostituzione di un impianto con uno a pompa di calore o ad alta efficienza; richiede la pratica ENEA e rientra nella detrazione ripartita in 10 quote annuali. Il Bonus Casa consente la detrazione anche per la nuova installazione in edilizia libera, con regole specifiche su limiti e modalità di pagamento. Per gli interventi in Ecobonus o Bonus Casa la percentuale ordinaria per il 2025–2026 è pari al 36%, ma può salire al 50% quando l’intervento riguarda l’abitazione principale e il contribuente detiene un diritto reale sull’immobile.
Il Conto Termico 3.0, gestito dal GSE, è un incentivo diretto pensato soprattutto per la sostituzione di generatori con pompe di calore ad alta efficienza. L’ammontare può arrivare fino al 65% con tempi di erogazione potenzialmente più rapidi rispetto alla detrazione decennale; in alcune formule commerciali può essere previsto lo sconto in fattura. La scelta del canale dipende dal tipo di intervento, dalla disponibilità del fornitore a gestire le pratiche e dall’esigenza di recuperare la spesa in tempi più brevi.
Controlli prima dell’acquisto e limiti di spesa
Prima di firmare il preventivo o procedere all’ordine è opportuno verificare: la classe energetica dell’unità proposta, l’eventuale necessità dell’APE per attestare il miglioramento energetico, la modalità di pagamento prevista dal fornitore e chi, tra installatore o cliente, gestisce la pratica ENEA o in alternativa il Conto Termico 3.0. Su massimali e tetti di spesa le indicazioni non sono univoche: Desivero segnala un tetto di 96.000 euro, mentre altri testi indicano 60.000 euro. In ogni caso, quando spettante, la detrazione è ripartita in 10 rate annuali di pari importo. Per evitare errori, conviene chiedere conferma scritta a venditore o installatore e consultare le istruzioni aggiornate dell’Agenzia delle Entrate e del GSE.
La misura resta operativa fino al 31 dicembre 2026. Per gli interventi che richiedono la comunicazione all’ENEA il termine resta fissato in 90 giorni dalla conclusione dei lavori, mentre il bonifico “parlante” costituisce una condizione essenziale per il mantenimento del diritto alla detrazione. Nella cornice 2025–2026 l’aliquota base è il 36%, con possibilità di arrivare al 50% per l’abitazione principale in presenza di un diritto reale sull’immobile; per le sostituzioni con pompe di calore ad alta efficienza, il Conto Termico 3.0 può riconoscere fino al 65% come contributo diretto, offrendo opzioni di erogazione più rapide rispetto alla detrazione fiscale.
