La perequazione automatica legata all’indice FOI dell’Istat dovrebbe far crescere gli assegni in Italia nel 2027. Le simulazioni elaborate sui parametri della legge di Bilancio, assumendo un’inflazione al 2,8% come indicato nel Documento programmatico di bilancio, stimano un adeguamento circa doppio rispetto all’1,4% applicato nel 2026. L’impatto tocca trattamenti minimi, assegno sociale e prestazioni di invalidità civile, con importi che saranno confermati dai dati Istat e da eventuali decisioni del legislatore.
Come funziona la perequazione e le soglie di applicazione
La perequazione automatica adegua gli importi delle pensioni all’andamento dei prezzi al consumo misurato dall’Istat. Nelle proiezioni utilizzate, il parametro FOI del Documento programmatico di bilancio è fissato al 2,8% per il 2026: su questa base si costruisce la stima degli aumenti attesi nel 2027, in attesa della conferma statistica. Il meccanismo prevede una scala: la rivalutazione piena si applica fino a quattro volte il trattamento minimo; oltre questa soglia, le percentuali di adeguamento diminuiscono secondo le regole vigenti. In pratica, gli assegni più bassi recuperano integralmente l’inflazione rilevata, mentre quelli superiori beneficiano di una quota parziale. Questo schema influenza sia gli importi previdenziali sia le prestazioni assistenziali, incidendo in misura diversa a seconda della fascia di riferimento e della presenza di maggiorazioni o integrazioni collegate alla normativa corrente.
Pensione minima e maggiorazioni: gli importi stimati
Le simulazioni indicano un trattamento minimo di riferimento pari a 611,85 euro mensili; applicando il tasso del 2,8% l’importo salirebbe a circa 628,98 euro, con un aumento di poco superiore a 17 euro al mese. Restano però variabili che dipendono da decisioni politiche: la maggiorazione straordinaria introdotta negli ultimi anni ha portato il minimo a 619,80 euro nel 2026, ma la misura è in scadenza e la sua eventuale conferma o rimodulazione richiede un intervento normativo. Incide anche l’“incremento al milione”: oggi la maggiorazione è pari a 136,44 euro. Se il legislatore confermasse un innalzamento fino a 156,44 euro, le proiezioni portano l’assegno complessivo intorno a 765 euro o, nel caso dell’importo maggiorato, a circa 785 euro mensili. La combinazione tra perequazione e maggiorazioni determina dunque il livello finale dei trattamenti minimi.
Assegno sociale 2027: importi e limiti di reddito
Per il 2026 l’INPS indica un importo dell’assegno sociale pari a 546,24 euro per 13 mensilità. Proiettando il tasso del 2,8%, la stima per il 2027 è di circa 561,54 euro mensili. Le soglie di reddito verrebbero adeguate di conseguenza: il limite personale passerebbe da 7.101 euro a circa 7.300 euro annui; il limite coniugale da 14.202 euro a circa 14.600 euro. Le proiezioni considerano anche l’adeguamento anagrafico legato alla speranza di vita: dal 2027 per accedere all’assegno sociale servirebbero 67 anni e 1 mese, con un’ulteriore variazione a 67 anni e 3 mesi nel 2028. Questi elementi incrociano sia la dinamica dei prezzi sia l’evoluzione demografica, con impatti diretti sull’accesso e sull’importo effettivamente percepito.
Invalidità civile: gli aumenti stimati per le prestazioni
Le prestazioni di invalidità civile risentirebbero delle stesse ipotesi di perequazione. Con un tasso del 2,8%, gli importi indicativi salirebbero come segue: pensione base da 340,71 a circa 350,25 euro; indennità per ciechi assoluti non ricoverati da 368,46 a circa 378,78 euro; indennità speciale per ciechi parziali da 238,14 a circa 244,81 euro; assegno per ipovedenti gravi da 252,88 a circa 259,96 euro. Gli incrementi, pur contenuti in valore assoluto, assumono rilievo per chi vive esclusivamente di queste prestazioni e si sommano ad altri eventuali istituti previsti dalla normativa vigente. Anche in questo capitolo, la definizione esatta dei valori dipenderà dall’ufficializzazione dei dati Istat e dall’eventuale aggiornamento dei parametri in sede di legge di Bilancio.
Assegni previdenziali: effetti per fasce e pianificazione
Per gli assegni previdenziali calcolati con metodo contributivo o retributivo, le simulazioni applicano lo stesso riferimento del 2,8%. In termini lordi mensili l’aumento stimato è di circa +28 euro per un assegno da 1.000 euro, +42 euro per uno da 1.500 euro e +56 euro per uno da 2.000 euro. Resta centrale la scala di rivalutazione: la rivalutazione piena copre importi fino a quattro volte il minimo, mentre per le fasce superiori si applicano percentuali ridotte. Queste stime sono utili per la pianificazione di enti locali e uffici del personale, anche in relazione a uscite e pagamenti di TFS/TFR. Il quadro finale, tuttavia, dipenderà dalla conferma del parametro FOI da parte dell’Istat e da eventuali interventi normativi che potrebbero confermare, prorogare o rimodulare misure temporanee come le maggiorazioni straordinarie.
I valori definitivi della rivalutazione e gli importi 2027 saranno ufficializzati a fine anno, quando saranno disponibili i dati Istat consolidati e dopo l’eventuale passaggio in legge di Bilancio o in provvedimenti successivi.
