29 giugno 2026 – Anna Ferzetti ha vinto il Nastro d’argento come miglior attrice al Teatro Argentina. Il premio, assegnato dal Sngci, le è stato conferito per il ruolo di Dorotea nel film La grazia di Paolo Sorrentino. In merito, sul Corriere della Sera, Ferzetti ha detto: “È il coronamento di un anno di grazia, letteralmente. Un bell’allineamento dei pianeti“. Sorrentino l’aveva cercata anni fa: il progetto era rimasto in sospeso dopo Parthenope e poi è ripartito. Sul set, ha detto Ferzetti, l’emozione non è mancata: il primo giorno, girando una scena con una tazzina in mano, ha iniziato a tremare. Toni Servillo e Paolo Sorrentino erano lì, e la prima difficoltà si è trasformata in un rapporto professionale. “Con Servillo si è cementata un’amicizia”, ha raccontato.
“Volevo aprire un albergo”
Il ritratto che emerge dall’intervista è fatto di contrasti: figlia d’arte ma non attrice per vocazione immediata; atleta da giovane – praticava pentathlon – con progetti di vita molto concreti, come gestire un albergo o un villaggio. “Non volevo fare l’attrice da ragazza. Avevo due passioni: gestire un albergo o un villaggio. Oppure una carriera sportiva o militare”, ha ricordato Ferzetti. Poi la carriera l’ha scelta, passo dopo passo, tra tanti no e la costanza che le aveva consigliato il padre: “Impara l’arte e mettila da parte”, frase che all’epoca la faceva arrabbiare e che oggi riconosce corretta.
Il 2026 è stato denso di progetti. Ferzetti ha interpretato il ruolo da protagonista in Domani interrogo, è nel cast di Gli occhi degli altri di Andrea De Sica e ha ripreso il palcoscenico con People, Places & Things, sotto la regia del compagno Pierfrancesco Favino. “Anche qui conta l’allineamento dei pianeti”, ha detto riferendosi alla tournée che ripartirà in autunno; Favino aveva acquistato i diritti della pièce dieci anni fa, ma lei non si sentiva pronta fino ad oggi.
La vita di Ferzetti
Il rapporto con Favino è tornato più volte nell’intervista. Si sono conosciuti a una festa e, ha raccontato Ferzetti, “abbiamo ballato per ore”. Ha detto di aver studiato danza da piccola e di trovare nel movimento una forma di liberazione, pur non definendosi una ballerina professionista. Condivide con Favino anche il modo di affrontare il mestiere: “Ho la fortuna di avere accanto un uomo che mi ha aiutato nel mio percorso”, ha detto, e ha descritto la recitazione come un mestiere che richiede “carattere” oltre al talento.
Ferzetti ha ricordato anche Ferzan Özpetek come un incontro decisivo: “Gli devo molto“, ha detto riferendosi ai ruoli in Un giorno perfetto , nella serie Le fate ignoranti e in Diamanti. Ferzetti ha, inoltre, denunciato come il cinema tenda a ingabbiare gli attori in ruoli ripetuti; la sua scelta è stata invece provare registri diversi, dal cinema al teatro e alla serie televisiva.
