L’Italia entra nell’ultima parte di giugno stretta tra due estremi: da un lato il caldo intenso, con temperature ancora elevate e notti tropicali in diverse aree del Paese; dall’altro l’aumento dell’instabilità, con temporali, grandinate e raffiche di vento soprattutto al Nord e nelle zone interne. Il mese di luglio, secondo le tendenze meteorologiche disponibili, dovrebbe iniziare con valori termici ancora superiori alla norma, pur in un contesto meno statico rispetto ai giorni del picco dell’anticiclone africano.
Il quadro, dunque, non è quello di una fine netta dell’ondata di calore, ma di una possibile transizione. L’aria più fresca in arrivo dall’Atlantico dovrebbe progressivamente indebolire il promontorio subtropicale che ha dominato il Mediterraneo centrale nelle ultime settimane. Il risultato sarà un’Italia ancora calda, ma più esposta al passaggio di perturbazioni e a fenomeni localmente violenti.
Luglio sopra la media, ma con più instabilità
Le previsioni mensili del Servizio meteorologico dell’Aeronautica Militare, relative al periodo dal 29 giugno al 26 luglio, indicano per la prima settimana un probabile cambio di circolazione. È atteso un indebolimento dell’alta pressione di matrice subtropicale, con l’ingresso di correnti occidentali più fresche dall’Atlantico.
Questo scenario dovrebbe favorire il passaggio di due perturbazioni, con precipitazioni sopra la media in particolare su Emilia-Romagna, regioni centro-meridionali e Isole Maggiori. Le temperature, pur in probabile calo rispetto ai valori più estremi degli ultimi giorni, resteranno comunque al di sopra delle medie del periodo su gran parte del Paese.
Anche per le settimane successive il segnale termico resta orientato verso il caldo. Tra il 6 e il 12 luglio è possibile un ritorno a condizioni più stabili, soprattutto al Centro-Sud, mentre al Nord le precipitazioni potrebbero risultare anche inferiori alla media. Nella seconda metà del mese, l’anomalia positiva delle temperature dovrebbe persistere, con un quadro ancora favorevole a fasi anticicloniche e valori superiori alla norma.
Allerte e temporali dopo il grande caldo
La Protezione Civile ha segnalato per lunedì 29 giugno condizioni di ordinaria criticità, con allerta gialla per rischio temporali in diverse aree del Paese. Tra le zone interessate figurano settori di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Lombardia, Molise, Piemonte, Sicilia, Trentino-Alto Adige, Umbria e Veneto. In Calabria è indicata anche un’allerta gialla per rischio idraulico, mentre in Abruzzo, Calabria e Sicilia è presente criticità per rischio idrogeologico.
Il rischio principale, in questa fase, riguarda il contrasto tra l’aria molto calda accumulata nei bassi strati e l’ingresso di correnti più instabili. In situazioni di questo tipo i temporali possono svilupparsi rapidamente, con fenomeni localmente intensi: piogge forti in poco tempo, grandine, colpi di vento e bruschi cali della temperatura.
Nelle ultime ore episodi di maltempo hanno già interessato il Piemonte, con nubifragi, allagamenti e grandinate nel Torinese e nel Cuneese. Si tratta di fenomeni coerenti con una fase di passaggio: il caldo non scompare subito, ma l’atmosfera diventa più instabile e aumenta la probabilità di eventi improvvisi.
Resta alto il rischio per la salute
Il Ministero della Salute mantiene attivo il sistema dei bollettini sulle ondate di calore, pubblicati per 27 città italiane con previsioni a 24, 48 e 72 ore. Il monitoraggio resterà disponibile fino al 20 settembre e serve a indicare i possibili effetti delle alte temperature sulla salute, in particolare per anziani, bambini, persone fragili e lavoratori esposti all’aperto.
Le ondate di calore, ricorda il Ministero, si verificano quando temperature molto elevate durano per più giorni consecutivi e sono spesso associate ad alti tassi di umidità, forte irraggiamento e scarsa ventilazione. Condizioni che possono favorire disidratazione, colpi di calore e aggravamento di patologie cardiovascolari o respiratorie.
Per questo l’arrivo dei temporali non deve essere letto automaticamente come la conclusione dell’emergenza caldo. Il calo termico potrà essere graduale e non uniforme, mentre l’umidità precedente ai fenomeni temporaleschi può aumentare la sensazione di afa.
Un’estate sempre più estrema
Le tendenze stagionali del Consorzio LaMMA indicano per luglio temperature superiori alla norma e un numero di giorni piovosi complessivamente nella media. Il dato, però, non esclude episodi intensi: in un contesto più caldo, anche fasi instabili di breve durata possono produrre fenomeni violenti.
L’avvio di luglio si annuncia quindi come una fase delicata. Dopo il picco del caldo africano, l’Italia potrebbe sperimentare un primo ridimensionamento delle temperature, ma non un ritorno immediato a condizioni pienamente normali. La parola chiave resta prudenza: attenzione al caldo residuo nelle città e alle allerte locali nelle aree esposte ai temporali.
