Meriel Dickinson, mezzosoprano britannica, è morta a Londra oggi a 86 anni. La notizia è stata resa nota oggi dai media. Formata al Royal Manchester College of Music e perfezionata a Vienna con Hans Karg, ha intrecciato concerti sinfonici, prime esecuzioni e un progressivo avvicinamento al teatro musicale del Novecento.
Formazione e primi passi
Nata l’8 aprile 1940 a Lytham St Annes, nel Lancashire, Dickinson è entrata nei BBC Singers all’inizio degli anni Sessanta. Ha preso parte ai Proms nel 1963, ingresso che l’ha consolidata nel circuito britannico prima dell’avvio dell’attività internazionale. Nel 1969 ha partecipato all’esecuzione della Nona di Beethoven al Festival di Vienna diretta da George Szell. Nel corso degli anni ha lavorato con figure come Benjamin Britten, Pierre Boulez, John Cage, Aaron Copland, Adrian Boult, Colin Davis e Simon Rattle, collaborazioni che hanno segnato il suo profilo di interprete attenta sia al repertorio che alla nuova musica.
Il sodalizio con Peter Dickinson
Dagli anni Sessanta si è consolidata la collaborazione con il fratello Peter Dickinson, compositore e pianista. Insieme hanno costruito un repertorio di recital, registrazioni e programmi radiofonici che ha spaziato da Erik Satie a George Gershwin e Charles Ives, accanto a commissioni e prime esecuzioni contemporanee. Tra queste figurano lavori di Lennox Berkeley, Gordon Crosse e Andrzej Panufnik. La BBC commissionò a Crosse Memories of Morning: Night, presentata ai Proms all’inizio degli anni Settanta: Dickinson la eseguì con la BBC Symphony Orchestra sotto la direzione di Colin Davis. Questo asse familiare e professionale ha alimentato una pratica alternata tra standard del repertorio e nuove pagine, spesso presentate in prima esecuzione o in contesti di diffusione radiofonica.
Weill, teatro musicale e discografia
Dalla metà degli anni Settanta la cantante ha concentrato una parte importante del lavoro sulla riscoperta di Kurt Weill. Le interpretazioni in Mahagonny Songspiel e Happy End, incise con la London Sinfonietta e pubblicate da Deutsche Grammophon, hanno ottenuto riconoscimenti, tra cui un Grand Prix du Disque legato a questo repertorio. Negli anni Ottanta ruoli di teatro musicale come Emma Jones in Street Scene sono entrati stabilmente nel suo repertorio; l’interpretazione del 1989 con Scottish Opera ed English National Opera rientra tra gli impegni più citati. Il catalogo discografico, anche in collaborazione con il fratello, documenta un percorso che alterna cicli dedicati a Weill, raccolte di canzoni inglesi e programmi rivolti ai compositori moderni. Tra le ultime apparizioni figurano concerti con Electric Phoenix e con la City of Birmingham Symphony Orchestra diretta da Simon Rattle; dopo quelle tournée Dickinson si è ritirata progressivamente dall’attività dal vivo.
Ritiro e insegnamento
Il ritiro dalle scene, formalizzato alla fine degli anni Novanta, ha coinciso con una nuova stagione dedicata all’insegnamento e alla formazione. L’attività didattica ha compreso lezioni private, workshop e incarichi in ambito accademico e conservatoriale, oltre a ruoli di valutazione in concorsi e commissioni professionali. In parallelo, Dickinson ha continuato a promuovere il repertorio contemporaneo attraverso registrazioni e trasmissioni radiofoniche sviluppate con Peter Dickinson, mantenendo un filo diretto con la musica del suo tempo anche oltre la scena. Le cronache ricordano un episodio curioso legato a una recita di Street Scene, quando un cane in scena interruppe la performance, rimasto come nota aneddotica nella memoria di quel ruolo.
L’ultima fase della carriera è segnata dalla scelta di concentrare energie sulla didattica: Dickinson ha cessato l’attività concertistica principale nel 1997, focalizzandosi sulle attività formative. Il lungo rapporto artistico con il fratello si è chiuso nel 2023 con la scomparsa di Peter Dickinson, evento che completa il quadro di una vicenda musicale intrecciata in oltre tre decenni di progetti condivisi.
