Houston, 27 giugno 2026 – Capo Verde è diventata la nazione più piccola di sempre ad approdare alla fase a eliminazione diretta di una Coppa del Mondo. Lo 0-0 contro l’Arabia Saudita ha garantito il passaggio del turno. È il terzo risultato utile consecutivo nel girone e ha permesso alla nazionale di poco più di 500.000 abitanti di chiudere seconda dietro la Spagna. Il prossimo impegno sarà contro l’Argentina, campione in carica, il 3 luglio a Miami.
Lo 0-0 è stato registrato allo stadio di Houston davanti a 68.278 spettatori. Il portiere Vozinha, 40 anni, è stato protagonista con tre interventi decisivi: una parata nel recupero del primo tempo su un colpo di testa di Mohamed Kanno, una deviazione al 66′ su un tiro di Mohammed Abu Al-Shamat e un intervento al 92′ su un tiro di Abdullah Al-Hamdan. Capo Verde ha creato alcune occasioni in attacco: al 50′ un tiro da lontano di Kevin Pina è terminato sopra la traversa, al 74′ un tentativo di Laros Duarte è stato fermato dal portiere Mohammed Al-Owais e negli ultimi secondi Nuno da Costa ha mandato largo un tiro dal centro dell’area.
“Rappresentiamo tutti i piccoli del mondo”
Nello spogliatoio di Houston Bubista festeggiava fumando un sigaro tra i balli dei suoi giocatori, prima di presentarsi in conferenza stampa avvolto nella bandiera nazionale. “Noi rappresentiamo tutti i piccoli del mondo, e ora il mondo ci conosce”, ha detto il commissario tecnico. “Non rappresentiamo solo i 500.000 abitanti delle nostre isole, ma tutta l’Africa e tutti i piccoli del mondo. Siamo la dimostrazione che se lavori con dedizione e spirito di sacrificio, prima o poi arrivi dove vuoi”. E ha ricordato il motto che ha accompagnato la squadra fin dal primo giorno. Parole forti anche da Vozinha: “Il nostro è sempre stato un Paese povero, e i nostri nonni hanno fatto molti sacrifici per darci un’educazione. Per questo sappiamo il valore delle cose, per questo facciamo il nostro lavoro con passione e riconoscenza. Molti pensavano che non fossimo all’altezza, ma abbiamo dimostrato di poter giocare al Mondiale e in qualsiasi torneo nel mondo”. Poi, guardando già a Miami: “Messi è il più grande, ma faremo di tutto per vincere”
Una storia lunga mezzo secolo, costruita lontano da casa
La nazionale capoverdiana è nata nel 1978, tre anni dopo l’indipendenza dal Portogallo. La sua vera forza è la diaspora: si stima che perV9 ogni abitante dell’arcipelago ce ne siano tre all’estero, e sono proprio i figli di quegli emigrati, cresciuti sui campi di cemento delle periferie europee, ad aver costruito gli Squali Blu. Nel 2013 arrivò la semifinale della Coppa d’Africa, eliminando Angola e Sudafrica. Il 13 ottobre 2025, con la vittoria sull’Eswatini, arrivò per la prima volta la qualificazione a un Mondiale. Il miglior piazzamento nel ranking FIFA fu il 27° posto nel febbraio 2014. Il 13 ottobre 2025, con la vittoria per 3-0 contro l’Eswatini, Capo Verde strappò per la prima volta nella storia l’accesso alla Coppa del Mondo. Il governo dichiarò una giornata di festa nazionale, e in tutte le isole dell’arcipelago la gente scese in strada tra balli, canti e celebrazioni a ritmo di funaná, la musica popolare capoverdiana.
Anche nel 2026 nelle isole dell’arcipelago è esplosa una festa collettiva senza precedenti. Una celebrazione che unisce l’arcipelago nell’Atlantico alle comunità della diaspora sparse tra Lisbona, Rotterdam, Boston e Dakar – gli stessi emigrati per cui, come ha ricordato Vozinha, questa nazionale scende in campo ogni volta che indossa la maglia blu.
