Il ministero dell’Istruzione e del Merito compie un netto passo indietro rispetto alle bozze iniziali e decide di non stravolgere l’insegnamento dei classici della letteratura italiana. Il ministro Giuseppe Valditara e la Commissione ministeriale, dopo le accese polemiche delle scorse settimane, hanno optato per una linea di cambiamenti graduali: lo studio dei Promessi Sposi rimarrà al secondo anno delle superiori, mentre la Divina Commedia continuerà a essere spalmata sull’intero triennio. La versione definitiva della proposta viene presentata oggi al Consiglio superiore della pubblica istruzione.
Il fallimento della bozza iniziale e le nuove letture contemporanee
L’idea originaria della Commissione guidata da Loredana Perla era quella di posticipare Manzoni al quarto anno, ritenendolo troppo complesso per i quindicenni, e concentrare Dante solo tra il terzo e il quarto anno per evitare frammentazioni. Con il dietrofront di Giuseppe Valditara, l’impianto tradizionale resta saldo, ma dal 2027 sarà affiancato da significative novità. I primi due anni vedranno l’introduzione di almeno sei opere di autori contemporanei come Moravia, Pasolini, Ammaniti e Jane Austen, oltre a saggi, sceneggiature cinematografiche e serie TV. Accanto all’epica classica farà inoltre il suo ingresso lo studio della Bibbia come testo religioso e culturale.
Il ritorno dei filosofi, la geografia autonoma e lo sbarco dell’IA
La riforma tocca profondamente anche le altre discipline storiche e scientifiche. In ambito filosofico si registra il reinserimento nei programmi di Karl Marx e Baruch Spinoza, inizialmente esclusi, mentre al quinto anno verrà introdotto un percorso sulle radici filosofiche della Costituzione. La geografia si separerà ufficialmente dalla storia, tornando a essere una materia autonoma. Sul fronte scientifico, la matematica abbandonerà l’astrazione pura per concentrarsi sul riscontro pratico. Infine, la vera novità è l’ingresso dello studio critico dell’intelligenza artificiale, applicata anche alle materie Stem, al latino e al greco.
