Il ministro per lo Sport e i giovani Andrea Abodi ha commentato il prossimo Mondiale di calcio del 2026 soffermandosi sull’assenza dell’Italia e sulle squadre che, a suo giudizio, possono rappresentare un modello tecnico e identitario. Le sue dichiarazioni sono arrivate a Rimini, a margine della manifestazione ExpoAid ospitata al Palacongressi.
Abodi commenta l’assenza dell’Italia dai Mondiali
Parlando dell’appuntamento iridato, Abodi ha descritto la sua prospettiva come segnata da una sensazione di forte coinvolgimento emotivo, resa ancora più intensa dall’assenza della Nazionale italiana. Una mancanza che, secondo il ministro, influisce inevitabilmente sul modo di vivere la competizione.
Al tempo stesso, ha precisato che il calcio di alto livello resta comunque apprezzabile indipendentemente dalla partecipazione della propria squadra del cuore, sottolineando come il valore tecnico delle partite rimanga un elemento centrale dell’esperienza sportiva.
Tra Brasile e Marocco l’idea di calcio del futuro
Alla domanda su quali squadre possano rappresentare un punto di riferimento per il Mondiale 2026, Abodi ha indicato una combinazione ideale tra due realtà calcistiche molto diverse tra loro: Brasile e Marocco.
Secondo il ministro, la forza di queste due nazionali risiede nella loro diversità, che rappresenta due modi differenti ma complementari di interpretare il gioco. Un modello che unisce tecnica, identità e approccio collettivo.
Ha inoltre evidenziato come il calcio che preferisce sia quello “giocato”, caratterizzato da passione e creatività, più che da una mera impostazione fisica o schematica.
L’incontro tra Abodi e Malagò
Nel corso del suo intervento Abodi ha parlato anche del sistema sportivo italiano e del prossimo incontro previsto con Giovanni Malagò. L’appuntamento, fissato nel pomeriggio, sarà occasione per discutere le prospettive di ripartenza del movimento calcistico.
Il ministro ha sottolineato l’importanza di sfruttare quella che ha definito una “fase iniziale favorevole” dopo le recenti dinamiche elettive, durante la quale il clima positivo potrebbe agevolare l’avvio di riforme rimaste ferme per anni.
Ascolto, sistema calcio e responsabilità istituzionali
Abodi ha insistito anche sulla necessità di maggiore capacità di ascolto all’interno del sistema calcistico, evidenziando come questo atteggiamento debba partire innanzitutto dalle istituzioni e da chi ricopre ruoli di responsabilità.
Ha quindi auspicato che il sistema del calcio italiano, forte del consenso espresso nei confronti dei suoi vertici, possa avanzare proposte concrete. Secondo il ministro, esistono già margini di intervento che potrebbero essere attivati senza attendere ulteriori sollecitazioni da parte del governo.
