Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un’intesa per fermare le ostilità e riaprire lo Stretto di Hormuz. La tensione nel Golfo però non si attenua.
Israele mantiene operazioni nel Libano meridionale e in una regione occupata con raid mirati e pattugliamenti armati.
Secondo comunicazioni diffuse dalle parti, l’esercito israeliano ha bombardato le periferie di Barashit e Beit Yahoun e ha condotto perlustrazioni con raffiche di mitragliatrici. Hezbollah ha denunciato attacchi contro civili con due morti e un ferito nell’area di Zouat al-Sharqiyah – Mifdoun.
Libano meridionale: bombardamenti e denuncia di vittime civili
Le azioni militari hanno interessato le periferie di Barashit e Beit Yahoun, dove sono stati segnalati colpi di artiglieria e movimenti di pattuglia accompagnati da fuoco di mitragliatrici. La geografia degli attacchi resta circoscritta a punti specifici lungo il confine.
Hezbollah attribuisce quei colpi a operazioni israeliane e parla di due vittime e un ferito tra i civili nella zona di Zouat al-Sharqiyah – Mifdoun.
Operazioni israeliane nella regione occupata
In una località della regione occupata le forze israeliane sono entrate e hanno lanciato granate sonore; non risultano feriti.
Questo episodio rientra in una serie di attività locali che proseguono indipendentemente dall’accordo tra Stati Uniti e Iran.
Intesa Usa-Iran e riapertura dello Stretto di Hormuz
L’obiettivo dichiarato dell’intesa è riaprire lo Stretto di Hormuz e all’eggerire le pressioni sulle rotte marittime. Raid e perlustrazioni in Libano e nella regione occupata, però, mantengono una cornice instabile che può condizionare le operazioni nell’area.
Hezbollah segnala due morti e un ferito a Zouat al-Sharqiyah – Mifdoun; l’esercito israeliano ha bombardato Barashit e Beit Yahoun ed è entrato in una località della regione occupata lanciando granate sonore senza causare feriti.
Guerra in Iran, la diretta di oggi, 25 giugno
Nuovi sviluppi nella Guerra in Iran tra diplomazia e sicurezza regionale. Il segretario di Stato americano Marco Rubio è arrivato in Bahrein, dove ha assicurato che gli Stati Uniti continueranno a difendere gli interessi dei Paesi del Golfo. Sul fronte del programma nucleare iraniano, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica conferma l’intenzione di riprendere le ispezioni, ma Teheran precisa che gli accessi ai siti nucleari saranno autorizzati solo dopo un accordo definitivo con Washington. Intanto il conflitto si estende anche al Libano, dove un raid israeliano ha provocato due vittime.
Cosa sapere:
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Marco Rubio in Bahrein: gli Usa garantiranno la sicurezza degli alleati del Golfo
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Iran: le ispezioni ai siti nucleari solo dopo un accordo definitivo con Washington
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L’Aiea conferma l’intenzione di tornare a visitare gli impianti nucleari iraniani
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Raid di Israele nel sud del Libano: due persone uccise
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Proseguono i negoziati tra Stati Uniti e Iran sul dossier nucleare
L'esercito israeliano ha bombardato con circa dieci colpi di artiglieria le periferie delle città di Barashit e Beit Yahoun, secondo l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese. Le truppe israeliane hanno inoltre effettuato perlustrazioni con fuoco di mitragliatrici nella zona, riferisce la stessa fonte.
Hezbollah riferisce che Israele ha colpito civili sulla strada Zouat al-Sharqiyah – Mifdoun, uccidendo due persone e ferendone una terza. Il gruppo libanese sostiene che le vittime stavano ispezionando le loro case dopo l'annuncio del cessate il fuoco. «L'esercito nemico israeliano ha nuovamente preso di mira intenzionalmente cittadini libanesi», si legge in un comunicato diffuso su Telegram.
Secondo l'agenzia Wafa, le forze israeliane sono entrate nella città di Yabad, a sud-ovest di Jenin, e hanno lanciato granate sonore contro i residenti senza causare feriti o arresti. Nella valle del Giordano settentrionale, due giovani, tra cui un giornalista, sono rimasti feriti dopo un'aggressione da parte di soldati israeliani. Le forze israeliane hanno inoltre arrestato un giovane nella città di Tubas, riferiscono fonti locali.
Il vicepresidente Usa Vance riferisce che Washington e Teheran hanno concordato l’istituzione di un canale diretto con la Guardia Rivoluzionaria iraniana per ridurre il rischio di ulteriori conflitti. Stati Uniti e paesi del Golfo sottolineano in una dichiarazione congiunta che i palestinesi non devono essere costretti a lasciare Gaza, colpita duramente dai raid israeliani, secondo fonti ufficiali. Il negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf smentisce le affermazioni statunitensi sull’uso di fondi sbloccati per acquistare prodotti agricoli americani, definendole false. L’Oman esprime sostegno al memorandum Usa-Iran, giudicandolo cruciale per la pace e la sicurezza nel Golfo di Hormuz, mentre l’Iraq chiede all’OPEC di aumentare le quote di produzione petrolifera a causa dei danni subiti dal settore, riferisce il ministero del Petrolio iracheno. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani conferma una telefonata con il collega iraniano Abbas Araghchi.
L'Iran ha accusato la NATO di «complicità» nella guerra degli Stati Uniti contro Teheran, secondo media locali. Il presidente Donald Trump ha criticato i suoi alleati europei per il mancato sostegno militare, esprimendo insoddisfazione per Italia, Regno Unito, Germania, Francia e Spagna durante un incontro con il segretario generale della NATO, Mark Rutte. Rutte ha difeso l'Europa, sottolineando che molti alleati hanno messo a disposizione le basi per le operazioni Usa, ad eccezione di «casi isolati», secondo interviste ai media.
L'Autorità dello Stretto del Golfo Persico (PGSA) ha avvertito che le navi che transitano fuori dalle rotte designate non riceveranno garanzie di sicurezza né coperture assicurative, secondo un messaggio pubblicato su X. Il comunicato, diffuso in risposta a numerose richieste, segue l'attacco a una nave battente bandiera di Singapore al largo dell'Oman. La PGSA ha precisato che «le conseguenze del passaggio su rotte non autorizzate saranno a carico del proprietario, dell'operatore e del comandante della nave», secondo la nota.
L'Autorità per la Sicurezza del Passaggio nel Golfo Persico (PGSA) ha comunicato su X che «qualsiasi transito al di fuori delle rotte designate non sarà coperto da garanzie di sicurezza né da assicurazioni o responsabilità correlate». Il messaggio, diffuso in risposta a numerose richieste, segue l'attacco a una nave battente bandiera di Singapore al largo dell'Oman. La PGSA ha precisato che «le conseguenze del passaggio su rotte non autorizzate saranno a carico del proprietario, dell'operatore e del comandante della nave», secondo quanto riferito da media locali.
Il presidente francese Emmanuel Macron e la premier italiana Giorgia Meloni propongono una coalizione multinazionale per sostituire la missione di pace Onu in Libano, secondo fonti ufficiali. Macron ha annunciato l'iniziativa dopo un incontro con Meloni, sottolineando l'intenzione di rafforzare la sovranità libanese e delle sue forze armate. La proposta arriva mentre Israele mantiene il controllo su territori libanesi e continua a condurre attacchi nel paese. Macron ha aggiunto che l'accordo sarà coordinato con Unione Europea e Nazioni Unite.
Il segretario generale dell’Organizzazione Marittima Internazionale, Arsenio Dominguez, annuncia la sospensione temporanea del piano di evacuazione delle navi bloccate nello Stretto di Hormuz. Dominguez riferisce che un’imbarcazione è stata colpita oggi vicino alle coste dell’Oman nel Golfo di Oman, ma non rientrava nel programma di evacuazione IMO. La sospensione serve a verificare che siano garantite condizioni di sicurezza per tutte le navi coinvolte e presenti nella regione, dopo che alcune erano già state evacuate con successo.
Il segretario generale dell'Organizzazione Marittima Internazionale, Arsenio Dominguez, ha annunciato la sospensione del piano di evacuazione delle navi bloccate nello Stretto di Hormuz. La decisione segue l'attacco a una nave vicino alle acque costiere dell'Oman, segnalato oggi dall'organizzazione britannica per la sicurezza marittima. Dominguez ha precisato che la nave colpita non faceva parte del programma di evacuazione dell'IMO. La sospensione servirà a verificare che restino garantite le condizioni di sicurezza per le imbarcazioni coinvolte e per tutte quelle nella regione, secondo una nota ufficiale.
Giorgia Meloni ha negato che l'Italia abbia partecipato agli attacchi Usa contro l'Iran, durante una conferenza stampa con Emmanuel Macron. Meloni ha precisato che l'Italia ha fornito solo supporto tecnico e logistico all'esercito statunitense. Ieri, il segretario della NATO Mark Rutte aveva affermato che 500 aerei Usa erano decollati da basi italiane per sostenere l'«Operation Epic Fury», la campagna congiunta di Washington e Tel Aviv contro Teheran, secondo quanto riportato da Fox News.
Il Fondo Monetario Internazionale riferisce che i prezzi di energia e materie prime sono diminuiti dopo l'accordo tra Stati Uniti e Iran per fermare le ostilità e riaprire lo Stretto di Hormuz. La portavoce Julie Kozack avverte però che i flussi commerciali nel Golfo torneranno alla normalità solo nel tempo. Il Fmi deciderà nell'aggiornamento del World Economic Outlook dell'8 luglio se mantenere i tre scenari di crescita pubblicati ad aprile, basati sugli esiti della guerra congiunta Usa-Israele contro l'Iran. A maggio, con lo Stretto ancora chiuso e il petrolio sopra i 100 dollari al barile, Kozack aveva indicato un peggioramento delle prospettive economiche globali verso uno scenario avverso di crescita al 2,5 per cento.
Il segretario di Stato Marco Rubio ha ribadito che gli Stati Uniti non accetteranno pedaggi o tasse imposti dall'Iran nello Stretto di Hormuz, secondo fonti ufficiali. L'Iran ha usato lo stretto come leva durante le trattative e il conflitto in corso, ma ha negato di voler imporre tali tariffe. I paesi del Golfo considerano la sicurezza dello stretto fondamentale per le loro economie, dipendenti dalle esportazioni energetiche. Le autorità del Golfo monitoreranno con attenzione la situazione dopo i prossimi 60 giorni, riferiscono fonti regionali.
Stati Uniti e Paesi del Golfo hanno ribadito che i palestinesi non devono essere costretti a lasciare Gaza, in una dichiarazione congiunta diffusa mentre l'offensiva israeliana ha devastato l'enclave e causato vaste evacuazioni, secondo fonti ufficiali. I ministri degli Esteri hanno assicurato che «nessuno sarà obbligato a lasciare Gaza e chi vorrà potrà tornare». Il comunicato sostiene inoltre i negoziati facilitati dagli Usa tra Israele e Libano, invitando a proseguire i colloqui nonostante le tensioni regionali. Sui gruppi armati in Libano, i ministri hanno sottolineato che «la piena sovranità libanese non può realizzarsi finché esistono forze armate non statali al di fuori dell'autorità dello Stato» e hanno chiesto il disarmo completo di tali gruppi, riconoscendo l'importanza di sostenere l'esercito libanese. Hanno infine ribadito la necessità di impedire all'Iran di acquisire armi nucleari e di affrontare la questione dei suoi missili balistici, droni e alleati regionali.
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno avvertito le navi commerciali di utilizzare solo le rotte attraverso lo Stretto di Hormuz approvate da Teheran, secondo media locali. L’allerta segue l’annuncio dell’Oman di una nuova rotta di transito marittimo coordinata con l’Organizzazione Marittima Internazionale, mentre il traffico riprende dopo settimane di interruzioni. La questione resta un punto di tensione nelle trattative tra Stati Uniti e Iran, avviate dopo un memorandum d’intesa firmato la scorsa settimana per sospendere le ostilità nella guerra tra Usa e Israele contro l’Iran e avviare negoziati di pace.
Il centro Regno Unito Maritime Trade Operations (UKMTO) riferisce che una nave cargo è stata colpita da un proiettile non identificato nello Stretto di Hormuz, al largo della costa dell'Oman. Il colpo ha danneggiato il ponte di comando sul lato di dritta della nave, ma il comandante ha segnalato assenza di feriti e nessun impatto ambientale. UKMTO ha diffuso un avviso di sicurezza sull'incidente, secondo quanto riportano fonti ufficiali.
Germania e Israele hanno condotto un'esercitazione navale congiunta al largo di Haifa, rafforzando i legami militari mentre Berlino continua a fornire armi a Israele. L'esercito israeliano ha riferito che una nave della marina tedesca ha attraccato a Haifa prima dell'esercitazione, definendo la visita «un ulteriore passo per rafforzare i rapporti professionali e operativi tra le due marine». I comandanti tedeschi Volker Kübsch e Rico Geisler hanno incontrato il retroammiraglio Eres Ben Zion, capo della base navale di Haifa. Due giorni fa, una commissione d'inchiesta Onu ha affermato che Israele continua a colpire intenzionalmente bambini palestinesi, configurando genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità a Gaza e crimini di guerra in Cisgiordania occupata.
Il ministro della Difesa israeliano Israele Katz afferma che Israele continuerà a occupare aree in Libano, Siria e Gaza, respingendo le pressioni per ritirarsi dai territori conquistati. Katz ha definito la zona in Libano una «zona di sicurezza» e ha aggiunto che le forze israeliane resteranno in aree simili in Siria e Gaza finché lo riterranno necessario, secondo media israeliani.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha annunciato che Iran e Oman terranno colloqui sulla futura gestione dello Stretto di Hormuz e sui servizi marittimi nella zona. Araghchi ha definito «produttiva» una telefonata con il suo omologo omanita, sottolineando la volontà di Teheran di definire gli accordi in collaborazione con i Paesi vicini. La dichiarazione segue una recente dichiarazione congiunta a Muscat, secondo quanto riferito dal ministro su X.
Hapag-Lloyd riferisce che tutte le sue navi bloccate nel Golfo dopo la chiusura temporanea dello Stretto di Hormuz hanno lasciato la regione. Un portavoce della compagnia ha spiegato che la decisione è arrivata dopo una valutazione della sicurezza e consultazioni con le autorità competenti. Per motivi di sicurezza, la società non ha fornito ulteriori dettagli.
Il vicepresidente Usa JD Vance afferma che Washington e Teheran hanno concordato un canale diretto con la Guardia Rivoluzionaria iraniana per evitare escalation. In un’intervista a UnHerd, Vance ha spiegato che militari iraniani e statunitensi si incontreranno a Doha per risolvere le controversie. Ha aggiunto che gli Emirati Arabi Uniti hanno aperto nuovi canali con l’Iran, inclusi contatti con la Guardia Rivoluzionaria, per discutere incentivi economici.
Israele annuncia che manterrà le truppe nel sud del Libano finché Hezbollah non sarà disarmato, secondo il portavoce David Mencer. Le dichiarazioni arrivano mentre proseguono i colloqui mediati dagli Stati Uniti a Washington tra le due parti. Mencer ha sottolineato che Israele non ritirerà le forze finché Hezbollah rappresenterà una minaccia e non sarà demilitarizzato. Ha inoltre precisato che ogni riposizionamento delle truppe avverrà solo dopo il disarmo di Hezbollah e la demilitarizzazione del sud del Libano, non prima.
Il ministero della Salute del Libano riferisce che un raid israeliano ha colpito un’auto a Mefdoun, nel distretto di Nabatieh, causando tre morti e un ferito. L’Iran, alleato di Hezbollah, ha esortato Israele a fermare gli attacchi e ha minacciato una risposta in caso contrario, secondo media regionali. Israele subisce pressioni internazionali per ritirare le truppe dal sud del Libano, una richiesta chiave di Teheran nei negoziati con Washington.
È iniziata al Dipartimento di Stato americano a Washington l'ultima sessione di negoziati tra Libano e Israele, riferiscono fonti ufficiali. I colloqui si svolgono mentre Israele prosegue gli attacchi contro il Libano, sollevando dubbi sulla possibilità di un accordo politico duraturo. Sotto pressione degli Stati Uniti, i rappresentanti libanesi hanno avviato trattative dirette con Israele ad aprile. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che i due Paesi sono vicini a un «impegno di intenti».
Il ministero della Salute del Libano riferisce che gli attacchi israeliani tra il 2 marzo e il 25 giugno hanno causato 4.230 morti e 12.179 feriti. Israele mantiene il controllo su alcune aree del sud del Libano, occupate da decenni o conquistate durante la guerra 2023-2024, avanzando oltre 10 chilometri nel territorio libanese. Un memorandum d'intesa firmato di recente tra Stati Uniti e Iran prevede la fine delle ostilità su più fronti, incluso il Libano, nell'ambito di negoziati per un accordo di pace duraturo.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha negato in una telefonata con Abbas Araghchi che l’Italia abbia autorizzato l’uso delle sue basi aeree per attacchi Usa contro l’Iran, secondo quanto riferito dallo stesso Tajani su X. Tajani ha sottolineato che l’Italia non ha mai partecipato a iniziative militari né autorizzato l’impiego delle basi per azioni belliche contro l’Iran, rispettando i trattati con gli Stati Uniti. La smentita segue le dichiarazioni del segretario generale della NATO Mark Rutte, che avevano suscitato polemiche politiche in Italia. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha precisato che le basi italiane sono impiegate solo per attività tecniche e logistiche.
La maggior parte dei mercati azionari del Golfo ha chiuso in calo giovedì, influenzata dal ritorno dei prezzi del petrolio ai livelli precedenti al conflitto. Secondo l'agenzia Reuters, il calo è stato favorito da un accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran che apre la strada alla riapertura dello Stretto di Hormuz. I prezzi del greggio, principale motore dei mercati finanziari regionali, hanno continuato a scendere spinti dalle aspettative di un aumento dell'offerta mediorientale, nonostante le preoccupazioni sulla domanda.
Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha parlato in conferenza stampa a Manama, Bahrain, secondo quanto riferito. Rubio ha escluso discussioni su un fondo per la ricostruzione in Iran con i Paesi del Golfo e ha affermato che non c’è sostegno a pedaggi per il passaggio nello Stretto di Hormuz. Ha inoltre sottolineato che l’Europa rappresenta una minaccia minore per gli Stati Uniti rispetto all’Iran e ha criticato il divieto europeo sull’uso delle basi militari Usa, definendolo un ostacolo all’alleanza transatlantica. Rubio ha confermato l’impegno americano per un accordo con Teheran, ma senza accettare «un’intesa a qualsiasi costo», e ha ribadito la volontà di un futuro pacifico per il Libano.
Il ministero del Petrolio iracheno ha chiesto giovedì a OPEC di aumentare la quota di produzione del paese, citando i danni subiti dall'industria a causa della guerra in Iran. Secondo il ministero, l'Iraq, membro fondatore dell'OPEC, dipende fortemente dalle esportazioni petrolifere che rappresentano circa il 90% delle entrate di bilancio. Il ministero ha sottolineato l'importanza di rivedere le basi di produzione per adeguarle alle capacità sostenibili dei paesi membri e alle «circostanze uniche di sicurezza ed economiche» dell'Iraq. Salim al-Rikabi, portavoce del ministero, ha negato le voci di un possibile ritiro dall'OPEC, confermando l'impegno del paese nei confronti dell'organizzazione e la necessità di aumentare la produzione.
I paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) hanno chiesto agli Stati Uniti rassicurazioni sul mantenimento della loro influenza politica e sul controllo delle vie marittime, oltre a garanzie di sicurezza. Secondo il senatore Rubio, il GCC vuole essere coinvolto nelle trattative con l'Iran e assicurarsi sostegno per la ricostruzione dai danni subiti durante gli attacchi iraniani, in un conflitto che non hanno scelto e che hanno cercato di evitare.
Il ministro indiano del Petrolio, Hardeep Puri, ha dichiarato di aver discusso con il collega iraniano Mohsen Paknejad a Nuova Delhi le possibilità di collaborazione nel settore energetico. Puri ha sottolineato l'impegno dell'India a rafforzare la sicurezza energetica attraverso dialogo e partnership reciproche, secondo un post pubblicato su X.
L'esercito israeliano ha incendiato diverse abitazioni nel villaggio di Ain Arab, nel sud del Libano, secondo l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese (NNA). L'attacco è avvenuto dopo gli avvertimenti rivolti ieri agli abitanti di evacuare l'area. I residenti erano rientrati solo un giorno prima, dopo che l'esercito libanese aveva riaperto la strada tra Ain Arab e Al-Mari, chiusa per settimane, riporta la NNA.
La navigazione nello Stretto di Hormuz è aumentata dopo l'accordo quadro tra Iran e Stati Uniti, secondo fonti internazionali. Tuttavia, esperti avvertono che il traffico marittimo tornerà ai livelli prebellici solo gradualmente. Le compagnie di navigazione e le assicurazioni segnalano che lo stretto resta pericoloso a causa del rischio mine. La bonifica richiede operazioni lente e rischiose con tecniche specializzate per individuare e distruggere gli ordigni.
Mohammad Bagher Ghalibaf, capo negoziatore iraniano, ha definito false le accuse statunitensi sull'impiego dei fondi sbloccati per comprare prodotti agricoli Usa. Su X, Ghalibaf ha detto che «l'unico raccolto è la sfiducia accumulata in decenni», aggiungendo che gli Stati Uniti esportano «soia OGM, promesse mancate e parole vuote», secondo quanto riportano media locali.
Almeno due persone sono morte in un attacco con drone contro un'auto nel sud del Libano, riferiscono fonti mediche e di sicurezza libanesi citate da Reuters. L'incidente avviene in un contesto di crescenti tensioni nella regione.
Gli iraniani hanno riconosciuto presto l'importanza strategica dello Stretto di Hormuz e lo usano come leva nei confronti degli avversari, secondo fonti diplomatiche. Un memorandum prevede l'assenza di tariffe per 60 giorni, ma resta incerto il futuro dopo tale termine. Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha escluso l'introduzione di pedaggi, sottolineando la mancanza di sostegno da parte dei Paesi del Golfo. L'IRGC ha dichiarato che non conta se le acque siano omanite o iraniane, alimentando così le tensioni nei colloqui in corso.
Il senatore Marco Rubio ha detto a Manama che il rifiuto europeo di concedere basi militari indebolisce l’alleanza transatlantica con gli Stati Uniti, secondo fonti della conferenza stampa in Bahrain. Ha aggiunto che l’Iran rappresenta una minaccia maggiore per l’Europa rispetto agli Usa.
I ministri degli Esteri di Iran e Oman hanno ribadito la necessità di mantenere il coordinamento bilaterale sul traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, secondo media iraniani. Abbas Araqchi e il suo omologo Badr al-Busaidi hanno discusso gli sviluppi regionali e le misure temporanee per un periodo di 60 giorni, riferisce un comunicato sul canale Telegram di Araqchi.
Marco Rubio riferisce che i Paesi del Golfo hanno espresso serie preoccupazioni riguardo alla navigazione marittima. Secondo lui, gli Stati Uniti monitorano il movimento delle navi e considerano una violazione diretta dell'accordo con l'Iran il blocco delle rotte. I rappresentanti omaniti si sono detti contrari a un sistema di pedaggio per lo Stretto di Hormuz. Rubio aggiunge che l'obiettivo degli Usa per il Libano è garantire un futuro di pace.
Il senatore Rubio riferisce che i Paesi del Golfo hanno espresso preoccupazioni serie. Secondo lui, l'interesse principale riguarda la libera circolazione delle navi, che se bloccata violerebbe l'accordo con l'Iran. I rappresentanti omaniti si sono detti contrari a un sistema di pedaggio per lo Stretto di Hormuz. Rubio ha aggiunto che l'obiettivo per il Libano è un futuro di pace.
Il segretario di Stato americano, secondo fonti ufficiali, ha escluso che sia stato discusso un fondo per la ricostruzione dell'Iran con gli Stati del Golfo durante una conferenza stampa a Manama.
Il senatore Marco Rubio afferma che i Paesi del Golfo non supportano l'introduzione di pedaggi o tariffe nello Stretto di Hormuz, secondo fonti ufficiali.
Il segretario di Stato americano, Antony Rubio, ha definito «molto produttivo» l'incontro con i ministri degli Esteri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) a Manama, Bahrain, secondo quanto riferito da fonti ufficiali. Rubio ha parlato al termine della riunione, sottolineando l'importanza del dialogo tra le parti.
Oman ha espresso sostegno al memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran, definendolo fondamentale per ristabilire la pace e garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, secondo l'agenzia statale omana. Il ministro degli Esteri ha ribadito la responsabilità di Oman come Stato costiero nel sostenere la sicurezza marittima secondo il diritto internazionale e ha escluso l'imposizione di tasse sul transito nello Stretto. La dichiarazione è stata resa durante la riunione ministeriale congiunta tra i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo e il segretario di Stato Usa Marco Rubio, tenutasi oggi a Bahrain.
Marco Rubio ha definito «molto produttivo» l'incontro con i ministri degli Esteri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) a Manama, Bahrain, secondo quanto riferito da fonti ufficiali statunitensi.
La Guardia Rivoluzionaria iraniana ha avvertito che ogni attraversamento dello Stretto di Hormuz senza autorizzazione «sarà affrontato», secondo media locali. L'IRGC ha criticato una nuova rotta attraverso lo stretto, fondamentale per il trasporto energetico. Tehran intende imporre in futuro tariffe di servizio marittimo, mentre gli Stati Uniti sostengono che si tratti di una via internazionale senza oneri.
L'Organizzazione marittima internazionale dell'Onu riferisce che 57 navi con circa 1.100 marittimi hanno attraversato lo stretto di Hormuz dal 23 giugno nell'ambito di un piano di evacuazione Onu. L'iniziativa consentirà a circa 11.000 marittimi su centinaia di navi di lasciare la zona. Secondo i dati aggiornati, 13 navi sono passate il 23 giugno, 32 il 24 e 12 il 25 giugno.
Fonti locali riferiscono di un attacco con droni nel villaggio di Kfar Tibnit, vicino a Nabatieh, nel Libano meridionale. L'esercito israeliano continua a colpire obiettivi mobili nei villaggi lungo la zona occupata nel sud del Libano. Le forze israeliane mantengono il controllo di queste aree tramite il fuoco, tra cui Kfar Tibnit, Nabatieh, Fawqa e Kfar Rouman.
Il ministero della Salute palestinese a Gaza riferisce due morti e quindici feriti nelle ultime 24 ore a causa dell'aggressione israeliana, nonostante una presunta tregua, secondo fonti ufficiali. Diverse vittime restano intrappolate sotto le macerie e sulle strade, mentre le squadre di soccorso non riescono a raggiungerle. Dal cessate il fuoco dell'11 ottobre, il ministero ha registrato 1.031 morti, 3.309 feriti e 785 corpi recuperati. Complessivamente, dal 7 ottobre 2023, i decessi sono 73.043 e i feriti 173.417.
Finora l'Iran non ha reagito ufficialmente alla visita di Marco Rubio nella regione, ma segue con attenzione l'incontro, riferisce un analista regionale. Rubio ha indicato due linee rosse: la prima riguarda lo Stretto di Hormuz, dove ha escluso qualsiasi modifica allo status quo, inclusa l'introduzione di pedaggi o tariffe. Questa posizione preoccupa Teheran, che sostiene di voler estendere la propria sovranità sullo stretto e di voler applicare nuove tariffe di servizio, secondo fonti iraniane.
I paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) considerano prioritaria la negoziazione, il dialogo e l'accomodamento con l'Iran per mantenere la stabilità nella regione, secondo fonti diplomatiche. Il passaggio dello Stretto di Hormuz era aperto prima degli attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran, con un traffico marittimo intenso e regolare. L'Iran ha usato lo Stretto come leva strategica, attivando una «leva di emergenza» che potrebbe riutilizzare in futuro, avvertono esperti regionali. I leader del GCC hanno ribadito che non accetteranno modifiche allo status quo né il pagamento di tariffe da parte iraniana nel passaggio.
Il ministro degli Esteri del Bahrain, Abdullatif bin Rashid Al Zayani, ha accolto con favore l'annuncio di Oman di un corridoio per il passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz. Al Zayani ha espresso il sostegno durante una riunione del Consiglio di Cooperazione del Golfo, presieduta in occasione della visita di Rubio nel paese, secondo fonti ufficiali.
Marco Rubio ha dichiarato a Manama che gli Stati Uniti sono disponibili a una pace «duratura e reale» nella regione. Ha aggiunto che tale pace non deve compromettere la sicurezza e la prosperità di Washington e dei suoi alleati, secondo quanto riferiscono media locali.
Marco Rubio, in conferenza stampa con il ministro degli Esteri del Bahrain a Manama, ha dichiarato che gli Stati Uniti sono disponibili a una pace «duratura e reale» nella regione. Rubio ha aggiunto che tale pace non deve compromettere la sicurezza e la prosperità di Washington e dei suoi alleati.
Il senatore Marco Rubio ha dichiarato che gli Stati Uniti vogliono assicurarsi che qualsiasi decisione nell'accordo tenga conto degli interessi degli alleati. Rubio ha aggiunto che Washington è aperta a una pace duratura e reale, che non comprometta la sicurezza e la prosperità degli Usa e dei loro partner. Ha sottolineato che gli Stati Uniti intendono fare tutto il possibile per far funzionare l'intesa, secondo quanto riferito da media internazionali.
Marco Rubio ha detto a Manama, durante una conferenza stampa con il ministro degli Esteri del Bahrain, che gli Stati Uniti sono disponibili a una pace «duratura e reale» che non metta a rischio la sicurezza e la prosperità di Washington e dei suoi alleati. Lo ha riferito l'agenzia di stampa locale.
Il senatore Marco Rubio ha dichiarato a Manama che gli Stati Uniti non riconoscono la sovranità di alcuno Stato sullo Stretto di Hormuz. Rubio ha aggiunto che Washington cerca un accordo con l'Iran, ma «non a qualsiasi prezzo», durante l'incontro con i leader del Bahrain, secondo media locali.
Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha commentato a Manama che chiamare «pedaggio» o «tassa» la tariffa sul transito nello Stretto di Hormuz è una questione di «semantica». Lo ha detto durante la sua visita in Bahrain, secondo fonti ufficiali.
I negoziati a Washington si concentrano sull’occupazione israeliana nel sud del Libano, secondo fonti ufficiali. Il Libano chiede il ritiro israeliano, ma funzionari israeliani affermano che le truppe non lasceranno l’area, anche su richiesta degli Stati Uniti, mentre Netanyahu conferma che resteranno finché sarà in carica. Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, indica che il ritiro sarà un processo graduale e non immediato. L’ambasciatore Usa in Libano sottolinea che il ritiro non avverrà a breve, ma è previsto, mentre si discute la possibilità di affidare alcune zone all’esercito libanese, che dovrà poi liberarle; il nodo principale riguarda l’area a sud del fiume Litani, dove esercito e Hezbollah mostrano disponibilità.
L'esercito israeliano riferisce che Basil Sweid, 32 anni, autista del 75° battaglione della 7ª brigata corazzata, è morto in un incidente mentre il suo camion cisterna si è ribaltato durante un'attività operativa nel sud del Libano. Un altro soldato ha riportato ferite di media entità, secondo fonti militari.
Anwar Gargash, consigliere presidenziale degli Emirati Arabi Uniti, afferma che nuovi «fatti geopolitici» non possono essere imposti agli stati del Golfo Arabo a seguito di una «aggressione traditrice». In un post su X, Gargash sottolinea che imporre un fatto compiuto nato dall’aggressione non crea stabilità, ma genera nuove tensioni e conflitti, citando come esempio lo Stretto di Hormuz.
Un uomo palestinese è stato ucciso da colpi israeliani stamani nel villaggio di Sarta, a ovest di Salfit, in Cisgiordania occupata, riferisce l'agenzia palestinese Wafa. Fonti locali indicano che Mustafa Taha Mustafa al-Khatib, 32 anni, è morto dopo che le forze israeliane hanno fatto irruzione nella sua abitazione e hanno aperto il fuoco.
Un soldato israeliano è stato ucciso durante un'«attività operativa» nel Libano meridionale, riferisce l'esercito. La vittima è il maggiore Basel Suaid, di 32 anni, secondo fonti militari.
L'esercito israeliano ha confermato la morte del maggiore Basel Suaid, 32 anni, durante un'operazione militare nel sud del Libano, secondo fonti ufficiali. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sulle circostanze dell'incidente.
Hamza al-Ghazali, 20 anni, residente nel quartiere Zeitoun a sud di Gaza, cerca quotidianamente una penna di insulina, secondo fonti locali. La carenza di medicinali e le restrizioni israeliane all'ingresso di forniture mediche nella Striscia di Gaza complicano la gestione del diabete di tipo 1, che richiede dosi regolari e monitoraggio costante. Hamza ricorda che prima della guerra ottobrina del 2023 riusciva a procurarsi l'insulina a prezzi accessibili, ma ora la situazione è diventata critica.
Il segretario di Stato Usa Marco Rubio incontra giovedì i funzionari del Bahrain durante l'ultima tappa di un viaggio regionale per promuovere il memorandum d'intesa con l'Iran. Rubio parteciperà anche a un incontro con il Consiglio di Cooperazione del Golfo, che riunisce sei monarchie tra cui Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. In precedenza, Rubio ha rassicurato Emirati e Kuwait sul fatto che l'accordo non favorisce eccessivamente l'Iran, secondo quanto riferito ai media locali. «Non faremo nulla che comprometta la sicurezza dei nostri alleati di lunga data nella regione», ha detto a Kuwait City.
Il segretario di Stato Usa Marco Rubio incontra giovedì i vertici del Bahrain nell'ultima tappa di un viaggio nel Golfo per promuovere l'accordo preliminare con l'Iran. Rubio è arrivato mercoledì sera a Manama, sede della Quinta Flotta della Marina americana, e incontrerà anche i rappresentanti del Consiglio di Cooperazione del Golfo, che include sei monarchie arabe. Durante le tappe precedenti, Rubio ha rassicurato Emirati Arabi Uniti e Kuwait sul fatto che l'intesa non favorisce eccessivamente Teheran, secondo media locali. «Non faremo nulla che comprometta la sicurezza dei nostri alleati storici nella regione», ha detto a Kuwait City.
Il segretario di Stato Usa Marco Rubio incontra oggi i vertici del Bahrain durante la tappa finale di un viaggio nel Golfo. Secondo fonti ufficiali, Rubio ha avviato la missione per promuovere l'accordo preliminare con l'Iran presso gli alleati arabi scettici. Arrivato ieri a Manama, sede della Quinta Flotta Usa, Rubio incontrerà anche il Consiglio di Cooperazione del Golfo, che riunisce sei monarchie sunnite tra cui Arabia Saudita, Qatar, Oman, Emirati Arabi Uniti e Kuwait. Durante le tappe precedenti negli Emirati e in Kuwait, Rubio ha assicurato che l'intesa non comprometterà la sicurezza degli alleati regionali.
Donald Trump ha accusato i Paesi europei di non aver sostenuto gli Stati Uniti e Israele nel conflitto contro l'Iran durante un incontro con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, alla Casa Bianca. Trump ha espresso frustrazione per la mancanza di partecipazione degli alleati, affermando che «non avevamo bisogno di aiuto, li abbiamo distrutti nella prima settimana». Ha aggiunto che sarebbe stato comunque gradito un segnale di disponibilità da parte della Nato, secondo quanto riferiscono media statunitensi.
Il Senato degli Stati Uniti ha respinto una risoluzione che limitava i poteri di guerra del presidente Donald Trump contro l'Iran, un giorno dopo aver approvato una misura simile con 50 voti favorevoli e 48 contrari, secondo fonti ufficiali. Trump ha esercitato pressioni sui repubblicani prima del voto di mercoledì sera, che si è concluso con 50 voti contrari e 47 favorevoli, invertendo così l'esito dopo una rivolta nel suo partito. I senatori Bill Cassidy della Louisiana e Rand Paul del Kentucky hanno cambiato posizione: Cassidy ha votato contro la misura, mentre Paul si è astenuto votando «presente». Trump ha accolto il risultato affermando che «l'esito mette l'Iran in allerta».
Soldati statunitensi e loro famiglie accusano il Pentagono di sottovalutare le ferite riportate durante il conflitto Usa-Israele contro l’Iran, secondo un’inchiesta di CBS News. In un caso, un militare con trauma cranico, perdita di udito e vista e danni polmonari è stato classificato come «non gravemente ferito». Almeno 13 soldati Usa sono morti nel conflitto. Il Pentagono nega di aver minimizzato la gravità delle ferite subite.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che le forze armate del paese hanno risposto agli attacchi di Stati Uniti e Israele in modo inaspettato per gli aggressori, secondo media locali. Pezeshkian ha aggiunto che l’Iran è ora «riconosciuto in tutto il mondo come una nazione potente e dignitosa». Ha inoltre ricordato che i nemici speravano di far cadere la Repubblica islamica in tre giorni, ma le forze iraniane hanno creato «un’epopea che il nemico non avrebbe mai immaginato».
Il presidente uscente colombiano Gustavo Petro ha criticato il presidente eletto Abelardo de la Espriella per la sua promessa di riavviare le relazioni diplomatiche con Israele, secondo dichiarazioni online. Petro ha definito «un invito a ripetere il genocidio» il fatto di «dimenticare il genocidio palestinese come si dimentica quello colombiano». Petro aveva interrotto i rapporti con Israele nel 2024, dopo l’adesione della Colombia a una denuncia per genocidio contro Israele alla Corte Internazionale di Giustizia.
Il senatore democratico Chris Coons, membro della Commissione Esteri del Senato Usa, ha messo in dubbio le affermazioni sul buon andamento dei negoziati con l’Iran, secondo media statunitensi. In un video pubblicato online, Coons ha ironizzato: «Come fai a sapere che le trattative con l’Iran vanno male? Perché JD Vance dice una cosa, i negoziatori iraniani un’altra, e Trump twitta sull’alga nella piscina riflettente».
Il senatore Usa Lindsey Graham ha espresso sostegno alle posizioni dell’ex presidente Trump per concludere il conflitto con l’Iran, citando il commento dell’ex speaker Newt Gingrich. Graham ha riferito che gli americani desiderano «vedere la fine onorevole del conflitto iraniano senza ulteriori violenze, se possibile». Gingrich aveva sottolineato che gli sforzi negoziali Usa hanno «dato risultati» e che serve un sistema di monitoraggio per garantire il rispetto degli accordi da parte dell’Iran.
Il memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti ha superato i primi giorni difficili, alimentando speranze per una possibile soluzione duratura alla guerra contro l’Iran, riferiscono fonti locali. Gli iraniani seguono con prudenza le trattative ancora in corso, mantenendo un cauto ottimismo. Un residente di Teheran ha osservato che «si è passati dal bombardamento quotidiano al parlare di acquisti di mais dagli Usa», ma la qualità della vita resta in peggioramento. L’accordo dovrebbe consentire all’Iran di accedere a parte dei fondi congelati all’estero per acquistare beni umanitari.
Mercoledì Donald Trump ha negato il coinvolgimento degli Stati Uniti nell’attacco mortale a una scuola femminile a Minab, in Iran, che ha causato oltre 150 vittime, affermando che non è certo se la responsabilità sarà mai accertata. Trump ha definito «inaccettabile» un accordo con l’Iran che preveda un pedaggio nello Stretto di Hormuz. Ha inoltre dichiarato che, pur non avendo bisogno di aiuto nella guerra contro l’Iran, sarebbe stato gradito un sostegno europeo, secondo quanto riferito ai giornalisti.
La Marina della Guardia Rivoluzionaria iraniana ha respinto una nuova rotta marittima nello Stretto di Hormuz, avvertendo che le navi che la utilizzeranno saranno esposte a pericoli, secondo Press TV. L’IRGC ha denunciato che «alcune autorità» hanno creato il percorso senza coordinarsi con Teheran, senza specificare quali. La Guardia Rivoluzionaria ha ribadito che solo le rotte designate dall’Iran sono autorizzate e che le navi devono coordinarsi con la Marina IRGC, minacciando azioni contro chi si discosta da tali corridoi. Il monito segue linee guida diffuse dal Sultanato di Oman, che condivide lo stretto con l’Iran, in collaborazione con l’Organizzazione Marittima Internazionale.
Il ministero della Corea del Sud ha comunicato che cinque navi sudcoreane hanno attraversato lo Stretto di Hormuz, segnalando un allentamento delle restrizioni al transito. Attualmente, 13 imbarcazioni sudcoreane si trovano ancora nello stretto, secondo fonti ufficiali.
Tre giudici della Corte penale internazionale (CPI) hanno presentato una causa al tribunale federale di Manhattan contro l’amministrazione Trump per le sanzioni imposte lo scorso anno, riferiscono fonti legali. Kimberly Prost, Solomy Balungi Bossa e Reine Adelaide Sophie Alapini-Gansou accusano l’ex presidente Usa di esercitare «pressioni extragiudiziarie» colpendo i loro interessi finanziari e personali. Le sanzioni, legate a indagini su Netanyahu e presunti crimini di guerra americani in Afghanistan, limitano l’accesso a servizi bancari e online, secondo la denuncia.
Il Partito Democratico critica la richiesta della Casa Bianca di 87,6 miliardi di dollari di fondi supplementari, in gran parte destinati alla guerra contro l'Iran, secondo fonti parlamentari. La richiesta prevede 67,15 miliardi per le spese militari, inclusi costi operativi e rifornimento di armi. Il leader democratico al Senato, Chuck Schumer, ha scritto su X che «dovremmo ridurre i costi per gli americani, non firmare un altro assegno in bianco per Trump». La senatrice Patty Murray ha annunciato che esaminerà la richiesta ma «non darà il via libera a decine di miliardi per questa guerra disastrosa».
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha accusato la Nato di «complicità attiva in una guerra di aggressione illegale» dopo le dichiarazioni del segretario generale Mark Rutte. Baghaei ha definito le parole di Rutte una «chiara e grave ammissione» del coinvolgimento dell’Alleanza nella guerra, chiedendo che la Nato e i singoli Stati membri siano ritenuti responsabili. Tra questi, Italia e Romania devono spiegare «perché hanno scelto di collaborare». Rutte aveva detto a Fox News che l’Italia ha permesso il decollo di 500 aerei statunitensi per l’operazione contro l’Iran, mentre Bucarest ha dovuto limitare i voli per usare gli aeroporti come basi per i rifornimenti.
Due persone sono morte in un attacco israeliano contro la loro auto vicino a Nabatieh, nel sud del Libano, secondo fonti locali. Un altro raid è stato segnalato a Nabatieh al-Fawqa, ma non si hanno conferme di vittime. L’esercito israeliano ha inoltre operato ad Ain al-Arab, dove una pattuglia ha minacciato di demolire le abitazioni se non fossero state evacuate entro le 17 locali. La maggior parte degli abitanti ha lasciato il villaggio dopo l’avvertimento.
Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha avviato un tour nel Golfo per rassicurare gli alleati sulla protezione dei loro interessi durante i negoziati con l’Iran, riferiscono fonti ufficiali. Rafael Grossi, direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, conferma che le visite ai siti nucleari iraniani avverranno secondo il memorandum firmato. Teheran afferma invece che le ispezioni saranno «esaminate e risolte solo nell’ambito di un accordo finale» con Washington. Nel frattempo, il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz aumenta grazie a un piano Onu per evacuare 11.000 marinai bloccati. In Libano, un attacco israeliano ha ucciso due persone a Nabatieh, mentre il ministro della Difesa israeliano esclude un ritiro dal sud del Libano anche su richiesta Usa. I colloqui tra Libano e Israele proseguono a Washington con la proposta americana di «zone pilota» per il trasferimento di territori all’esercito libanese.
