Checco Zalone ha ricevuto la laurea honoris causa in Pianoforte Jazz a Rodi Garganico, durante la XXI edizione del Rodi Jazz Fest. Il titolo è stato attribuito dal Conservatorio Umberto Giordano, che nella motivazione ufficiale ha parlato di «un artista capace di coniugare comicità ed eccellenti qualità musicali». La cerimonia su invito ha unito il conferimento del riconoscimento a una lectio magistralis rivolta in particolare agli studenti.
La cerimonia e la lectio magistralis
Nell’incontro con il pubblico, Zalone ha alternato battute e passaggi tecnici, ricostruendo i primi approcci allo strumento. «Ho iniziato quella cosa che fate voi musicisti, il solfeggio. Dopo due mesi, volevo denunciare al Telefono Azzurro mio padre», ha detto. Ha ricordato le tastiere arranger usate nelle feste private — «un accordo e la tastiera ti faceva tutto l’accompagnamento» — e ha spiegato che solo quando una di quelle macchine si ruppe «capì che si poteva cominciare a mettere le mani sul pianoforte più seriamente».
Un primo jazz e un avvertimento agli studenti
Tra aneddoti e dimostrazioni pratiche, Zalone ha eseguito al pianoforte Estate di Bruno Martino, indicandolo come «forse il primo brano con degli accenni al jazz» imparato da bambino. Poi si è rivolto ai più giovani con un consiglio netto: «Il jazz è una musica difficilissima», aggiungendo che richiede disponibilità a sacrifici economici e professionali.
Le motivazioni dell’istituzione
Nella motivazione, il Conservatorio ha richiamato l’impronta jazz nelle scelte musicali di Luca Medici e la varietà delle colonne sonore dei suoi film come elemento centrale della valutazione. La nota ha citato la canzone Immigrato, dal film Tolo Tolo, invitando a un ascolto attento per cogliere «i contrappunti che nel brano si sentono molto sfumati, soprattutto dalla metà in poi», ritenuti dalla commissione prova della radice jazzistica del lavoro dell’artista.
La stessa istituzione ha ricordato alcuni passaggi pubblici della sua attività musicale: la performance del 2011 a Resto Umile Show con Al Jarreau sul brano Georgia On My Mind e la pubblicazione, nel 2024, dell’album Pastiche insieme a Francesco De Gregori, una raccolta di classici italiani ed evergreen. Questi riferimenti, secondo la commissione, concorrono a definire un percorso in cui l’elemento jazzistico affiora in modo riconoscibile.
Le contestazioni dal mondo jazz
La decisione ha però generato contestazioni. Musicisti, orchestre e band jazz hanno espresso rimostranze sull’opportunità del titolo honoris causa. In interviste e reazioni raccolte dal Corriere della Sera sono arrivate accuse di «l’infondatezza della scelta e l’insussistenza dei requisiti necessari per il conferimento». Secondo questi critici, il premio non rispecchierebbe criteri accademici tradizionali.
Da un lato, la commissione ha valutato l’intero percorso artistico di Zalone e le influenze musicali presenti nelle colonne sonore dei suoi film; dall’altro, alcuni operatori del settore hanno evidenziato una discrepanza tra i parametri accademici attesi per una laurea honoris causa e il profilo del candidato. La discussione si è spostata anche sui social e tra addetti ai lavori.
Tra cinema e musica: il profilo considerato
Il conferimento si inserisce in un percorso noto al grande pubblico: oltre ai successi cinematografici — Cado dalle nubi, Che bella giornata, Sole a catinelle, Quo Vado, Tolo Tolo e Buen Camino — Medici ha affiancato in più occasioni pratica musicale e attenzione alla scrittura delle colonne sonore. La commissione ha richiamato questi elementi nella valutazione complessiva, mentre i contestatori hanno chiesto criteri più stringenti per il conferimento di titoli accademici a personalità dello spettacolo.
L’assegnazione della laurea honoris causa è stata ufficializzata dal Conservatorio Umberto Giordano durante la XXI edizione del Rodi Jazz Fest e la cerimonia si è svolta nella sede di Rodi Garganico con accesso riservato agli invitati.
