La rete elettrica cittadina ha registrato quasi venti interruzioni in cinque giorni a Torino, con disservizi a macchia di leopardo in più quartieri. In Consiglio comunale l’assessora all’Ambiente Chiara Foglietta ha collegato la sequenza all’ondata di caldo e a un incremento dei consumi fino al 30%. Da qui la decisione di convocare Ireti e Iren e di chiedere interventi rapidi e ristori per famiglie e attività che segnalano danni.
La Giunta ha ricordato che Ireti dichiara investimenti per 100 milioni nell’ultimo anno e un piano da 515 milioni nel periodo 2025-2030 per ammodernare la rete. Al tempo stesso opposizioni, commercianti e rappresentanti di quartiere hanno rilanciato tre richieste precise: cronoprogrammi pubblici, ristori e convocazione dei vertici. Tali istanze confluiscono nel tavolo chiesto dal Comune.
Torino: Quartieri e tempi del blackout
I guasti hanno interessato aree diverse: Borgo Vittoria, Mirafiori Sud, Parella, Pozzo Strada, Santa Rita e la zona di Aurora. Tra via Saorgio e largo Casteldelfino un settore è rimasto senza corrente per oltre 15 ore. I responsabili tecnici parlano di ripristini medi nell’ordine di alcune decine di minuti per i singoli episodi; tuttavia la moltiplicazione dei punti critici ha imposto manovre di rete e interventi coordinati più ampi.
I disservizi non si sono fermati ai confini cittadini. A Grugliasco, un tratto di via Rieti nel quartiere Paradiso è rimasto senza luce per circa 15 ore nella serata di lunedì 22 giugno. Un residente, che si presenta come Piero, ha riferito difficoltà a ricaricare i telefoni e una sospensione prolungata delle normali attività domestiche.
Impatto su negozi e famiglie
Le interruzioni hanno colpito direttamente esercizi commerciali e utenze domestiche. Il titolare del ristorante Antico Casale segnala serate sospese nei momenti di maggiore afflusso e derrate alimentari da scartare per i blackout notturni. Altri negozianti riportano l’impossibilità di utilizzare attrezzature essenziali per la conservazione dei cibi. È un danno economico che si somma ai disagi pratici.
In parallelo le circoscrizioni e i servizi di emergenza si sono attivati per monitorare persone fragili e strutture sanitarie. Secondo l’assessorato, il tracciamento delle utenze con esigenze elettromedicali è in corso con il coordinamento delle Asl locali. Non risultano pubblici elenchi o conteggi puntuali degli utenti coinvolti in queste verifiche.
Interventi in campo sulla rete
Foglietta ha elencato due fattori tecnici che hanno inciso sul sistema: l’eccezionale calore ha surriscaldato asfalto e terreno in cui corrono i cavi, riducendo la capacità di trasporto, mentre l’uso prolungato dei climatizzatori ha spinto la domanda fino al 30% in più. Di conseguenza sono stati potenziati i turni delle squadre e avviata l’installazione di gruppi elettrogeni nelle aree più colpite.
Nella zona nord Ireti ha posizionato due nuovi generatori che si sommano ai due già installati nei giorni precedenti: in totale risultano operativi quattro gruppi elettrogeni a supporto della rete. Oltre alle squadre interne, sono state attivate ditte esterne per accelerare scavi e ripristini. I tecnici ribadiscono tempi d’intervento rapidi sui guasti singoli; la propagazione degli eventi, però, richiede una risposta più estesa e una riorganizzazione temporanea dei carichi.
Pressing politico e investimenti
Il confronto in Sala Rossa si è concentrato su tre dossier: pubblicazione dei cronoprogrammi, verifica degli investimenti passati e futuri, governance delle partecipate. Federica Scanderebech, prima firmataria dell’interpellanza, ha chiesto «investimenti immediati sulla rete» e ristori per cittadini e attività. Altri consiglieri hanno esposto cartelli e sollecitato l’azionista pubblico — la Città di Torino — a esercitare pressione sulle società per accelerare gli interventi sul territorio.
Il piano da 515 milioni per il periodo 2025-2030 è stato illustrato in Aula come cornice finanziaria. Resta l’attesa per i dettagli operativi: Palazzo Civico ha convocato i vertici di Ireti e Iren e chiede cronoprogrammi puntuali e una proposta di ristori per le utenze danneggiate. Sul territorio, nel frattempo, restano in funzione i quattro generatori a nord e proseguono i ripristini mirati sui tratti più esposti all’ondata di calore.
