È morto a 56 anni Aleksandr Samokutyaev, cosmonauta russo e uno dei protagonisti delle missioni di lunga durata a bordo della Stazione spaziale internazionale. La scomparsa è avvenuta il 17 giugno 2026 ed è stata annunciata dall’agenzia spaziale russa Roscosmos. Le cause della morte non sono state rese note.
Nato a Penza, in Russia, il 13 marzo 1970, Samokutyaev aveva trascorso complessivamente oltre 331 giorni nello spazio in due diverse missioni sulla Iss. Nel corso della sua carriera partecipò a due spedizioni orbitali, effettuò due passeggiate spaziali e fu anche a bordo della Stazione spaziale internazionale nel luglio 2011, quando lo shuttle Atlantis raggiunse la Iss per l’ultima missione del programma Space Shuttle della Nasa.
Aleksandr Samokutyaev, dalla carriera militare al corpo dei cosmonauti
Prima di diventare cosmonauta, Samokutyaev aveva seguito una formazione militare e aeronautica. Dopo gli studi e il servizio nell’aviazione russa, si laureò all’Accademia aeronautica Yuri Gagarin nel 2000. Nel 2003 entrò nel corpo dei cosmonauti e, due anni più tardi, completò l’addestramento di base ottenendo la qualifica per le missioni spaziali.
Il suo primo volo avvenne il 4 aprile 2011, quando partì dal cosmodromo di Baikonur come comandante della Soyuz TMA-21 insieme al cosmonauta Andrey Borisenko e all’astronauta statunitense Ron Garan. La navicella fu chiamata “Gagarin”, in omaggio al primo uomo nello spazio, nel cinquantesimo anniversario dello storico volo di Yuri Gagarin del 1961.
Le missioni sulla Stazione spaziale internazionale
Durante la prima permanenza in orbita, Samokutyaev lavorò come ingegnere di volo nelle Expedition 27 e 28 della Stazione spaziale internazionale. Rimase nello spazio per 164 giorni, prima di rientrare sulla Terra nel settembre 2011 nella steppa del Kazakistan.
In quella missione fu testimone di un momento simbolico della storia dell’esplorazione spaziale: l’arrivo dello shuttle Atlantis alla Iss nel luglio 2011. Si trattò dell’ultima missione del programma Space Shuttle, che chiuse una stagione durata trent’anni per la Nasa.
Tre anni più tardi Samokutyaev tornò sulla Stazione spaziale internazionale con la Soyuz TMA-14M, insieme alla cosmonauta Elena Serova e all’astronauta americano Barry “Butch” Wilmore. La missione durò 167 giorni e si concluse nel marzo 2015. In quella fase lavorò anche con l’equipaggio dell’Expedition 42, di cui faceva parte l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti.
Due passeggiate spaziali e oltre 331 giorni in orbita
Nel corso della carriera, Samokutyaev effettuò due attività extraveicolari. La prima passeggiata spaziale avvenne nell’agosto 2011, durante la sua prima permanenza sulla Iss; la seconda nell’ottobre 2014, nel corso della missione successiva. In totale trascorse oltre dieci ore all’esterno della Stazione spaziale internazionale.
Il bilancio complessivo della sua attività in orbita supera i 331 giorni, risultato della somma delle due missioni di lunga durata. Per il contributo al programma spaziale russo ricevette il titolo di Eroe della Federazione Russa e quello di pilota-cosmonauta della Federazione Russa.
Dopo la carriera spaziale, Samokutyaev intraprese anche un percorso politico. Fu eletto deputato alla Duma di Stato della Federazione Russa, rappresentando la regione di Penza. La sua figura resta legata soprattutto alla storia della Iss e a una stagione di collaborazione internazionale nello spazio, segnata dalla presenza congiunta di cosmonauti russi, astronauti americani, europei e giapponesi a bordo del laboratorio orbitante.
