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Vannacci sulla scuola: “Le classi per merito sono inclusive”

Il presidente di Futuro Nazionale torna a proporre classi distinte per livello di apprendimento, definendole un fattore inclusivo e non discriminante. Una proposta già al centro delle polemiche nel 2024, quando da candidato alle europee con la Lega aveva sollevato un caso politico parlando di classi con "caratteristiche separate"

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Vannacci sulla scuola - nella foto, Roberto Vannacci

Roberto Vannacci | alanews

Giulia Camuffo di Giulia Camuffo

Classe 2003, Veneta trapiantata a Milano. Ho studiato Relazioni Internazionali e iniziato a scrivere documentando le manifestazioni sul territorio Lombardo. Collaboro con l’agenzia Alanews e con il magazine indipendente Scomodo.

22 giugno 2026 – A margine di un convegno sulla scuola a Roma, Roberto Vannacci, presidente di Futuro Nazionale, ha rilanciato la proposta di organizzare le classi secondo il merito e ha proposto di assegnare le sezioni anche in base al profitto degli studenti. Ha affermato che la misura è “un fattore inclusivo e non discriminante” e l’ha presentata come una tecnica didattica collaudata, non come una punizione per gli studenti meno brillanti.

Vannacci rilancia la proposta sulle classi omogenee

Il cuore dell’intervento di Vannacci riguarda la strutturazione delle classi in base al rendimento scolastico. L’ex generale ha ricordato come questo sistema sia già ampiamente adottato in diversi Paesi europei – Francia, Germania e Regno Unito tra gli altri – e come l’Italia stessa lo abbia praticato in passato: “Quando uscivamo dalle scuole medie, chi prendeva ottimo e distinto andava nelle sezioni A e B dei licei, chi prendeva buono e sufficiente andava nelle sezioni C e D”.

Secondo Vannacci, il modello andrebbe a vantaggio di tutti: gli studenti più diligenti sarebbero messi nelle condizioni di progredire senza rallentamenti, mentre quelli con maggiori difficoltà riceverebbero un supporto più mirato e calibrato sul loro livello.

Vannacci: “Inclusivo, non discriminante”

Il passaggio più significativo della dichiarazione riguarda la chiave di lettura con cui Vannacci presenta la proposta. Anticipando le probabili obiezioni, l’ex generale ha scelto di appropriarsi del termine “inclusione”, solitamente utilizzato dal fronte avverso: “Lo vedo come un fattore, usando un termine che a voi piace molto, inclusivo piuttosto che discriminante. Il fatto di poter aiutare ognuno raggruppandoli per caratteristiche simili”. L’argomento rovescia la critica più comune a questo tipo di sistema – quella di cristallizzare le disuguaglianze – sostenendo invece che la separazione per livelli consenta interventi pedagogici più efficaci per ciascun gruppo.

Una proposta che aveva già fatto discutere

Non è la prima volta che Vannacci si espone sul tema della separazione scolastica per livelli. Nell’aprile 2024, allora candidato con la Lega alle elezioni europee, aveva sollevato un caso politico con un’intervista a La Stampa in cui sosteneva che classi con “caratteristiche separate” avrebbero aiutato sia i ragazzi con grandi potenzialità a esprimersi al massimo, sia quelli con più difficoltà a ricevere un supporto più mirato. Le reazioni furono immediate: dopo le polemiche, Vannacci si difese precisando di non aver mai sostenuto che i ragazzi disabili dovessero stare in classi separate, ma che avrebbero avuto bisogno di strutture adeguate e momenti di attenzione specifica. Non bastò: persino all’interno della Lega il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti prese le distanze con un secco “non condivido”. La proposta odierna, incentrata sul merito e sul profitto anziché sulla disabilità, appare come una riformulazione più cauta della stessa idea di fondo – con la differenza che stavolta Vannacci guida un proprio movimento e non deve rispondere a nessun partito di riferimento.

Norme attuali sulla composizione delle classi

Nel sistema scolastico italiano attuale, la formazione delle classi non segue criteri di rendimento: le istituzioni scolastiche sono tenute a comporre classi eterogenee, bilanciando livelli di preparazione, provenienza e, dove necessario, l’inserimento di alunni con bisogni educativi speciali. Il supporto agli studenti in difficoltà è previsto tramite strumenti come i Piani Didattici Personalizzati e i Piani Educativi Individualizzati , oltre al sostegno in classe. Nessuna norma, al momento, prevede la separazione degli studenti per merito nella composizione delle sezioni; la proposta di Vannacci richiederebbe dunque una modifica del quadro organizzativo e delle prassi scolastiche attuali per essere attuata.

Vannacci, Futuro Nazionale e lo sfondo politico

L’intervento si inserisce nella strategia di visibilità pubblica di Vannacci, che dopo aver lasciato la Lega il 3 febbraio 2026 per fondare Futuro Nazionale . consumando la rottura con Matteo Salvini, accusato di averlo “usato per prendere voti” – sta costruendo un programma politico organico su temi come scuola, famiglia e identità nazionale. Eletto al Parlamento europeo con oltre 532mila preferenze nel giugno 2024, Vannacci punta a posizionare il suo movimento come riferimento dell’area di destra più radicale, allargando il proprio bacino elettorale anche attraverso proposte di riforma del sistema educativo.

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