Il Teatro San Carlo di Napoli spegne duecento candeline. Un traguardo che racconta non solo danza, ma anche una storia lunga e ricca di sfide. Il 22 giugno, le sue porte si spalancano per celebrare la Scuola di Ballo, tra le più antiche d’Europa.
Teatro San Carlo, va in scena La Bella 1812,
La serata prende il via alle 18.30 nel Salone degli Specchi, con la presentazione del libro La Scuola di Ballo del Teatro San Carlo. L’Ottocento. A firmarlo è Maria Venuso, docente e ricercatrice che ha raccolto voci e studi per ricostruire la nascita e l’evoluzione della scuola nel XIX secolo. Renato Zanella, direttore della scuola, sarà la guida di questa prima parte, prima di passare all’“Incontro agli Specchi”. Un momento pensato per entrare nel cuore dello spettacolo serale, svelandone origini e significati. Napoli, dunque, si prepara a vivere una festa che intreccia passato e presente, arte e memoria.
Alle 20.30, nella storica sala del Teatro San Carlo, va in scena La Bella 1812, un balletto originale che unisce musica e danza per rendere omaggio all’anno di fondazione della Scuola. L’idea è del direttore Renato Zanella, che ha reinterpretato le musiche di Čajkovskij ispirandosi al celebre ottetto de La bella addormentata. Non si tratta solo di un tributo musicale, ma di un racconto coreografico che parla della capacità della scuola di restare viva e di superare periodi difficili, in particolare il lungo stop tra il XIX e il XX secolo.
Sul palco ci saranno gli allievi di tutti i corsi, insieme a étoile, solisti e al Corpo di Ballo del Teatro San Carlo. Le coreografie sono firmate da Zanella e dal coreografo contemporaneo Alessandro Amoroso, mentre la musica è affidata al maestro Giuseppe Burgarella, che suonerà al pianoforte. I costumi d’epoca, provenienti dal repertorio del teatro e rifiniti dalla sartoria artigianale di Giusi Giustino, trasporteranno il pubblico in un’atmosfera d’altri tempi, elegante e suggestiva.
Questo spettacolo è molto più di una celebrazione: è il segno di un passaggio di testimone tra generazioni di danzatori e artisti che custodiscono con passione e rigore una tradizione in continua trasformazione. Un quadro in movimento dove passato e futuro si incontrano grazie alla tecnica e all’espressività dei ballerini, protagonisti di un’istituzione che resta un punto di riferimento per la formazione coreutica in Europa.
Cultura e danza: un viaggio nel cuore di Napoli tra storia e spettacolo
Scegliere il Teatro San Carlo come teatro dell’evento rafforza il legame profondo tra la città e la sua tradizione artistica. Con La Bella 1812, la Scuola di Ballo non racconta solo la storia della danza, ma anche una vicenda di resistenza culturale. Il lungo periodo di chiusura tra XIX e XX secolo, che ha di fatto sospeso l’attività nel teatro, oggi fa parte della sua storia. Nonostante le difficoltà, l’insegnamento non si è mai fermato davvero, mantenendo viva la fiamma della scuola e permettendo al teatro di continuare a offrire spettacoli di alto livello.
La presentazione del libro di Maria Venuso è un’occasione per riportare alla luce un patrimonio storico e accademico spesso nascosto dietro le quinte. Grazie ai contributi degli studiosi, si mette in luce il ruolo culturale e istituzionale della scuola, intrecciando vicende storiche, politiche e artistiche che ne hanno forgiato l’identità.
L’“Incontro agli Specchi” è un momento pensato per il pubblico: non solo uno spettacolo da guardare, ma una finestra aperta sulla nascita, le scelte creative e il significato profondo delle coreografie. Un modo per avvicinarsi alla danza come linguaggio vivo, capace di raccontare storie che vanno dalla tradizione ai giorni nostri.
La serata finale del 2026 diventa così un’occasione per riflettere sulla storia della Scuola di Ballo, ma anche per celebrare la sua capacità di rinnovarsi e di trasmettere il testimone alle nuove generazioni. Tra note antiche e passi di danza, Napoli conferma il suo ruolo di capitale della danza classica e contemporanea in Europa.
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