Sarah, 12 anni, e Alisya, 16, sono le sorelle scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena la notte tra il 6 e il 7 giugno. Secondo gli investigatori le due sarebbero uscite dalla stanza passando per una finestra che si affacciava su una tettoia.
Sorelle scomparse: il fermaglio ritrovato
Martedì è stato trovato un fermaglio riconosciuto come di Sarah e le ricerche, con personale a terra e mezzi aerei, sono concentrate nei boschi del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise; le ragazze, affidate alla struttura “Ofh Hope” dopo la separazione dei genitori residenti a Minturno, risultano irreperibili da undici giorni, mentre la procura di Sulmona ha aperto fascicoli per sottrazione e abbandono di minori e ha indagato i responsabili della struttura.
Secondo la ricostruzione riportata da alcuni media, il fermaglio è stato segnalato da un cittadino e rinvenuto vicino a un sentiero nella parte alta di Civitella Alfedena. Una coetanea ha riconosciuto l’oggetto come appartenente a Sarah; gli investigatori stanno esaminando il fermaglio per stabilire se e come possa ricondurre agli spostamenti delle sorelle scomparse.
Non sono state fornite al momento ulteriori informazioni tecniche sul reperto né sull’esito degli accertamenti in corso.
Schede e telefoni: intestazioni e periodi di inattività
Due delle tre schede telefoniche a disposizione delle minori risultano intestate, rispettivamente, a un uomo di origine kosovara e al compagno della madre di Alisya; i due dispositivi risultano inattivi da 96 ore. Il cellulare intestato al compagno della madre sarebbe stato consegnato a Sarah per motivi di sicurezza durante gli spostamenti tra Civitella Alfedena e Barrea.
Gli inquirenti stanno verificando il terzo cellulare in possesso delle ragazzine per capire se abbia agganciato celle telefoniche utili a ricostruire spostamenti o perimetri di ricerca. Sono sotto analisi anche i telefoni e i pc della casa famiglia, utilizzati dalle minori e dagli altri ospiti della struttura.
Telecamere, orari e ricostruzione dell’uscita
Le ultime immagini note risalgono a sabato 6 giugno: le due ragazze sono state riprese da telecamere di sorveglianza mentre erano in un bar del paese alle 21:26. Gli educatori erano nell’area ma a distanza, secondo quanto riferito. Le due sarebbero rientrate nella struttura intorno alle 23; nella notte, tra le 2 e le 5, avrebbero chiesto un farmaco e poi sarebbero uscite dalla stanza attraverso una finestra che dava su una tettoia, per poi raggiungere la strada principale a pochi metri di distanza.
Le verifiche comprendono la visione delle registrazioni delle telecamere che hanno ripreso anche un’auto nei pressi della casa famiglia nelle ore della fuga; gli investigatori cercano di accertare se ci sia stato un accordo con qualcuno all’esterno.
Verifiche sulla famiglia e persone ascoltate
La procura ha acquisito elementi sul contesto familiare: dopo una separazione burrascosa, entrambi i genitori erano stati privati della potestà, misura poi revocata per il padre nel maggio scorso, secondo quanto riportato nella sentenza citata dagli inquirenti. In passato il padre aveva accusato la madre di aver tentato di portare via una delle figlie dalla casa famiglia.
I carabinieri hanno ascoltato più volte, come persona informata sui fatti, il fidanzato di Alisya, Joseph, 18 anni, di origine egiziana; il giovane ha riferito che sarebbe stata la madre a prelevare le ragazze e a portarle in una casa, ipotesi su cui le ricerche non hanno finora dato esito. In passato, secondo una dichiarazione raccolta dagli investigatori, la madre avrebbe scritto: «un giorno vi vengo a prendere con la forza, anche di notte».
Le verifiche procedono su più fronti: esame dei reperti, analisi dei dispositivi elettronici e ricognizioni sul territorio del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La procura di Sulmona ha aperto due fascicoli, uno per sottrazione di minori e l’altro per abbandono di minori.
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