Le condizioni di Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, restano al centro dell’attenzione dopo il ricovero d’urgenza avvenuto mercoledì sera all’ospedale di Vigevano. Secondo quanto riferito dai legali del 38enne indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, la donna avrebbe tentato il suicidio tramite un’overdose di farmaci. Al momento si trova ancora in Rianimazione: il quadro è stabile, ma non è ancora possibile stabilire quando potrà essere dimessa.
Il tentato suicidio
La notizia è stata resa nota dagli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, autorizzati dalla famiglia a parlarne pubblicamente. La donna, spiegano, è stata soccorsa nella serata di mercoledì 17 giugno e trasferita in ospedale dopo il malore accusato a seguito dell’assunzione di farmaci. I sanitari avrebbero eseguito una lavanda gastrica prima del ricovero in terapia intensiva.
Nel frattempo, nonostante gli appelli a moderare i toni, nelle ultime ore Daniela Ferrari ha continuato a ricevere messaggi d’odio online.
Una donna travolta dall’inchiesta-bis di Garlasco
Da mesi il nome di Daniela Ferrari è diventato uno dei più esposti nell’inchiesta-bis sul delitto di Garlasco. La madre di Andrea Sempio è stata ascoltata più volte dai carabinieri e si è trovata al centro della ricostruzione dell’alibi del figlio, nel nuovo filone investigativo riaperto dalla Procura di Pavia.
La sua figura è emersa come quella di una madre divisa tra la difesa del figlio e il peso di un’indagine che l’ha toccata direttamente. Nel tempo ha sempre difeso pubblicamente Andrea, ma si è trovata anche a dover rispondere a domande su elementi apparentemente marginali, diventati però cruciali per gli inquirenti.
Il nodo dello scontrino di Vigevano
Il punto più delicato resta quello dello scontrino del parcheggio di Vigevano, emesso alle 10.18 del 13 agosto 2007 e per anni considerato parte dell’alibi di Sempio. Gli investigatori hanno ipotizzato che a ritirarlo non fosse stato il figlio, ma la madre.
Questa ipotesi sarebbe sostenuta anche da un’intercettazione ambientale dell’ottobre 2025, in cui Daniela Ferrari, in lacrime, avrebbe detto al marito: “È colpa mia, gli ho detto di tenere lo scontrino, ho rovinato io la vita di Andrea”. Nella stessa conversazione il marito le avrebbe risposto che “lo scontrino lo hai fatto tu”, lasciando intendere che la responsabilità della gestione del tagliando ricadesse su di lei.
I messaggi con l’amico pompiere e le spiegazioni fornite
Tra gli altri passaggi investigativi c’è anche la questione dell’amico d’infanzia che lavorava come caposquadra dei vigili del fuoco a Vigevano. Per gli inquirenti, Daniela Ferrari potrebbe essersi recata in città la mattina del delitto per incontrarlo, o quantomeno per verificare che fosse effettivamente al lavoro.
La donna ha sempre respinto questa ricostruzione. In tv, a Quarto Grado, aveva parlato di un semplice rapporto di vecchia data, ridimensionando il legame e spiegando di aver preso con lui solo due o tre caffè e di essersi scambiata qualche messaggio, prima di perdere i contatti.
Lei stessa aveva riferito agli investigatori di essere a Gambolò quella mattina per fare la spesa e aggiustare un telecomando, mentre il figlio sarebbe rimasto in casa con il marito. L’ex pompiere, dal canto suo, ha sostenuto di essere regolarmente in servizio a Vigevano, circostanza che sarebbe stata confermata anche dalle verifiche sui turni.
Lo stress della madre di Andrea Sempio
Il peso dell’inchiesta e delle continue attenzioni mediatiche sembra avere inciso profondamente sullo stato emotivo della donna. Già nell’aprile dello scorso anno, quando era stata convocata come testimone dai carabinieri del comando provinciale di Milano per ricostruire i suoi movimenti nel giorno dell’omicidio di Chiara Poggi, Daniela Ferrari aveva accusato un malore.
In quell’occasione aveva scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere e aveva resistito agli interrogatori per una quarantina di minuti. All’uscita dalla caserma di via Moscova era apparsa molto provata, accompagnata dai suoi avvocati.
Le lettere piene di rabbia inviate ad Alberto Stasi
Qualche settimana fa erano emerse anche alcune lettere scritte da Daniela Ferrari ad Alberto Stasi tra dicembre 2018 e gennaio 2019, dopo l’archiviazione della prima inchiesta su Andrea Sempio. Si trattava di missive molto dure, cariche di rabbia e rancore, in cui la donna chiedeva all’ex fidanzato di Chiara Poggi, ancora detenuto dopo la condanna definitiva, delle scuse pubbliche per ciò che avrebbe causato alla sua famiglia e soprattutto al figlio.
In quelle lettere accusava Stasi di aver danneggiato la sua famiglia sul piano economico e psicologico e di aver contribuito a spostare i sospetti sul figlio Andrea. Poi, parlando di recente davanti alle telecamere, ha ribadito la sua difesa del figlio, aggiungendo però anche una sfumatura diversa: “Non posso dire che sicuramente Alberto Stasi è colpevole”.
Le ultime dichiarazioni della madre di Andrea Sempio
Negli ultimi giorni Daniela Ferrari aveva detto anche: “Neanche la morte mi fa paura sinceramente”. Una frase che aveva poi in parte corretto, spiegando di avere pensato al suicidio ma di essersi fermata per il timore delle conseguenze mediatiche di un gesto simile. “Io ci ho pensato, ma se dovessi farlo direbbero che l’ho fatto perché sa che il figlio è colpevole”, aveva aggiunto.
Proprio in questo intreccio tra dolore personale, pressione pubblica e peso investigativo si colloca il ricovero in Rianimazione di queste ore. Le sue condizioni restano stabili, ma il quadro complessivo racconta una donna messa a dura prova da anni di indagini, sospetti e un’esposizione mediatica continua.
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