L’Arabia Saudita ha lanciato a Riad un progetto di alleanza militare con Pakistan, Turchia ed Egitto, mentre la tregua tra Stati Uniti, Israele e Iran è attesa per la firma in Svizzera venerdì 19 giugno. Il piano, indicato con l’acronimo STEP e ribattezzato a Riad “accordi di Maometto”, si basa su un trattato bilaterale già firmato e su una serie di negoziati per estenderne la portata. L’iniziativa nasce in un contesto segnato dai raid statunitensi e israeliani sull’Iran avviati il 28 febbraio e dalla percezione, tra alcuni protagonisti regionali, di incertezza sulla disponibilità americana a garantire la difesa degli alleati del Golfo.
Alleanza STEP e il trattato bilaterale
A Riad il nome usato è “accordi di Maometto”, definizione pensata per sottolineare il ruolo del principe ereditario Mohammed Bin Salman e il vincolo fra i quattro popoli sunniti.
Al momento, il disegno poggia su un trattato bilaterale – il primo concreto fra Arabia Saudita e Pakistan – e su una serie di colloqui per far entrare Ankara e Il Cairo. Le fonti indicano che la transizione da intesa bilaterale a coalizione richiede ancora passaggi diplomatici e tecnici.
La spinta a sviluppare il progetto è collegata alla guerra scatenata il 28 febbraio, quando raid statunitensi e israeliani hanno colpito obiettivi in Iran. Ne è seguita un’ondata di lanci di missili e droni che ha interessato anche il territorio saudita. L’annuncio della tregua fra Washington e Teheran e la firma prevista il 19 giugno in Svizzera hanno contribuito a intensificare il coordinamento tra alcuni attori regionali.
Il trattato sauditi-pakistano e la clausola di mutua difesa
Il primo pilastro operativo è il patto di difesa firmato a settembre tra Riad e Islamabad, indicato come “Strategic Mutual Defense Agreement”. L’accordo prevede che un’aggressione contro uno dei due Paesi sia considerata un attacco a entrambi, una clausola paragonata all’articolo 5 della Nato.
Nel testo in circolazione, il Pakistan ottiene, in cambio di un ombrello militare e nucleare, finanziamenti da parte saudita destinati a sostenere la sua economia. Un alto funzionario saudita ha detto che l’intesa riflette una cooperazione di lunga data e non nasce da un singolo evento.
La struttura e le garanzie richieste da un sistema di mutua difesa restano tra i punti più sensibili: logistica, tempi e condizioni di intervento, interoperabilità delle forze e protezioni legali su armi e tecnologie sensibili sono passaggi obbligati per trasformare la clausola politica in capacità reale.
Risorse militari, progetti economici e punti critici
I promotori sintetizzano la forza potenziale del patto nella complementarità dei membri: soldi dall’Arabia Saudita, capacità nucleare e missilistica dal Pakistan, tecnologia e industria della difesa dalla Turchia, e forze tradizionali significative dall’Egitto. Accanto ai piani militari, sono già stati siglati contratti per ferrovie, centri logistici, reti di trasporto e sistemi digitali. Si fa anche riferimento a un oleodotto pensato per portare greggio dai giacimenti sauditi al Mediterraneo.
Sul piano operativo, si segnalano esercitazioni congiunte: la cooperazione fra Egitto e Turchia ha incluso addestramenti reciproci e valutazioni su uno stormo congiunto di caccia F16 a protezione dello spazio aereo saudita.
Permangono vari nodi aperti. La storia del Medio Oriente registra alleanze nate rapidamente e dissoltesi altrettanto in fretta; diverse analisi ricordano come il ruolo statunitense nelle forniture di armi e nel dispositivo militare regionale sia ancora centrale. Sul piano politico pesano ambizioni di leadership e rivalità interne: l’Egitto mantiene una posizione di protagonismo panarabo che può entrare in competizione con il baricentro del Golfo. Anche il ruolo del Qatar è citato come possibile estensione: il paese avrebbe manifestato interesse ad aderire, dopo aver affidato ad Ankara la formazione dei propri militari.
L’evoluzione di Step dipenderà dal superamento di questi nodi tecnici e politici, dalla formalizzazione delle clausole di difesa e dalla capacità di tradurre contratti infrastrutturali in meccanismi concreti di cooperazione. L’ultimo dato ufficiale sul calendario regionale è la firma della tregua Usa-Israele-Iran prevista per il 19 giugno in Svizzera.
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