Electrolux ha sospeso per 50 giorni il piano di licenziamenti e chiusure durante il tavolo al Mimit, a Roma, il 15 giugno. Lo ha fatto dopo essersi detta disponibile a discutere misure condivise e aver assicurato di non procedere con azioni unilaterali, secondo fonti presenti al tavolo. All’incontro erano presenti il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, che hanno sollecitato l’apertura di un percorso negoziale con le parti sociali.
Il confronto con i vertici di Electrolux
Secondo la ricostruzione fornita dalle fonti, il ministro Adolfo Urso ha chiesto all’azienda di non dare seguito alle misure annunciate e di avviare subito “un confronto vero e serrato al Mimit con tutte le parti, attraverso un programma ravvicinato di incontri, senza forzature ma con spirito collaborativo”. Urso ha aggiunto: “Noi siamo pronti a fare la nostra parte, come sempre”.
Nel suo intervento, il ministro ha detto che l’obiettivo è “concertare, nel più breve tempo possibile, una nuova proposta industriale sostenibile e condivisa, fondata su investimenti, innovazione, tutela degli stabilimenti e salvaguardia dell’occupazione, capace di dare prospettiva a competenze, siti produttivi e lavoratori”. Le frasi sono riportate integralmente dalle fonti presenti al tavolo.
Le fonti di governo hanno inoltre riferito che Electrolux ha dichiarato di non voler procedere con azioni unilaterali, confermando la sospensione temporanea delle misure annunciate. Il contenuto di queste dichiarazioni è emerso dalle comunicazioni ufficiali rese note al termine dell’incontro convocato al Mimit.
Critiche di Ciriani e richieste per lo stabilimento di Porcia
Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento, ha definito il piano di esuberi che era stato presentato da Electrolux “assolutamente inaccettabile e irricevibile”. Pur con questa valutazione netta, Ciriani ha considerato “un primo passo” l’apertura dell’azienda a cercare con l’esecutivo e le parti sociali soluzioni alternative e a lavorare a “un nuovo piano condiviso e sostenibile”.
Nell’intervento attribuito a Ciriani si legge che resta “molto da fare e da definire” e che l’obiettivo del governo è la tutela dei lavoratori di tutti gli stabilimenti, con un riferimento esplicito allo stabilimento di Porcia. Ciriani ha partecipato all’incontro convocato dal ministero delle Imprese e, secondo le fonti, ha sottolineato la necessità che ogni proposta alternativa garantisca la tutela dell’occupazione e la continuità produttiva dei siti coinvolti.
