Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha chiesto ad Atm di “fare luce” e intervenire con decisione sulla vicenda delle chat a sfondo sessista in cui, secondo quanto emerso, compaiono alcuni dipendenti dell’azienda del trasporto pubblico. L’indicazione è netta: se verranno individuate responsabilità, chi ha partecipato non deve tornare in condizioni di poter nuocere ancora.
Le parole sono arrivate a margine dei premi in memoria di Giorgio Ambrosoli, dove Sala ha collegato l’accertamento dei fatti a provvedimenti conseguenti. Il sindaco ha richiamato l’azienda a un’azione che unisca verifica puntuale e sanzioni proporzionate, evitando passaggi formali che lascino inalterate le situazioni nelle quali si sarebbero maturati i comportamenti contestati.
Le richieste del sindaco Sala ad Atm
“Atm deve far luce ma deve anche intervenire, e se verranno individuati dei responsabili non ci siano interventi che rimettano coloro che hanno fatto queste cose in condizione di nuocere ancora”, ha detto Sala, sollecitando un’azione che tenga insieme fase investigativa e fase sanzionatoria.
Nell’indicare la linea, il sindaco ha chiesto verifiche accurate sui contenuti delle chat e sulla catena delle responsabilità, con l’obiettivo di impedire la ripetizione di condotte analoghe. Ha sottolineato l’esigenza di accertare rapidamente i fatti e di evitare provvedimenti che finiscano per reinserire nelle stesse condizioni chi dovesse risultare responsabile.
Il richiamo è a non limitarsi a controlli superficiali: l’analisi interna deve essere “incisiva” e accompagnata da misure all’altezza del quadro che emergerà. L’attenzione, nelle parole del sindaco, resta su due piani: la ricostruzione puntuale di quanto avvenuto nelle conversazioni e l’adozione di sanzioni adeguate, se ne verranno confermati i presupposti.
La posizione ribadita pubblicamente esclude soluzioni che possano attenuare l’effetto delle misure disciplinari. Sala ha chiesto di predisporre provvedimenti che tengano conto dell’impatto interno all’azienda e della necessità di tutelare i servizi, affinché chi ha violato le regole non sia «in condizione di nuocere ancora».
“Supponiamo che si tratti di reati, quindi le mie indicazioni ad Atm sono di essere certamente incisivi in analisi e duri anche nei provvedimenti da prendere”.
Il contesto: le chat e l’intervento pubblico
La vicenda riguarda conversazioni a contenuto sessista attribuite ad alcuni dipendenti di Atm. L’emersione del caso ha portato il sindaco a intervenire pubblicamente durante la cerimonia dedicata a Giorgio Ambrosoli, collegando l’appello all’azienda a un principio di responsabilità interna e di tutela dell’ambiente di lavoro.
Secondo la cornice tracciata da Sala, l’azienda è chiamata a completare gli accertamenti e, se necessario, a varare misure disciplinari che impediscano il ripetersi di comportamenti simili. L’indicazione è di procedere senza esitazioni una volta verificati contenuti e ruoli nelle chat contestate.
