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Gli Usa avvertono: “Laboratori biologici in Ucraina a rischio”

Il rapporto dell'intelligence USA evidenzia i rischi legati ai laboratori biologici in Ucraina, finanziati da Washington. La guerra minaccia la sicurezza di questi centri cruciali

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Scienziati e ricercatori in laboratorio mentre svolgono dei test

Alanews.it

Redazione di Redazione

Oltre quaranta laboratori biologici finanziati dagli Stati Uniti operano in Ucraina, ma ora rischiano di diventare pericolosi punti critici nel cuore di un conflitto che non accenna a placarsi. A mettere sotto i riflettori questa rete è un rapporto dell’intelligence americana, firmato da Tulsi Gabbard, la direttrice uscente dell’Intelligence Nazionale. Tra combattimenti sul campo e scontri diplomatici, la sicurezza di queste strutture — che conservano agenti patogeni altamente pericolosi — vacilla, minacciata dall’instabilità crescente. Il documento, denso di dati e riferimenti a virus, non si limita a descrivere i rischi sanitari, ma rivela anche tensioni interne e accuse incrociate che si intrecciano con la guerra stessa.

Quanti laboratori Usa ci sono in Ucraina?

L’ultimo rapporto del Director of National Intelligence americano rivela che Washington ha finanziato o supportato nel tempo oltre 120 laboratori biologici sparsi in più di 30 nazioni. Di questi, più di quaranta si trovano in Ucraina, dove si studiano agenti patogeni molto pericolosi. Il documento sottolinea come la guerra in corso nel Paese possa compromettere la sicurezza di questi centri, con il rischio concreto di fughe accidentali di agenti come brucella e antrace.

Fino a oggi, le informazioni su questi laboratori erano frammentate e spesso mescolate ad altre strutture di ricerca medica o addestramento. L’ultimo bilancio del Dipartimento di Stato contava oltre 2.200 siti di vario genere in 90 Paesi. Il dossier evidenzia che i laboratori in Ucraina rappresentano più del 30% di quelli finanziati dagli USA, un dato che mette sotto i riflettori la loro vulnerabilità in un contesto di guerra.

Questi centri si occupano di malattie potenti e delicate, come antrace, tularemia, tubercolosi, febbre suina, MERS, SARS, Ebola e peste. La natura delle ricerche cambia a seconda della zona: per esempio, in Kazakistan circa il 40% del territorio è colpito da focolai naturali di peste, quindi i laboratori locali studiano soprattutto questa malattia. La solidità e la sicurezza di questi centri sono cruciali per la protezione globale.

Tulsi Gabbard lascia l’intelligence tra tensioni e accuse

Tulsi Gabbard, autrice del rapporto, ha messo in evidenza la preoccupazione del presidente Donald Trump per la cosiddetta ricerca sul “guadagno di funzione” – cioè il potenziamento volontario di virus o batteri – definita una minaccia seria per gli americani. Gabbard ha ricordato il decreto del 2025 che ha bloccato i finanziamenti pubblici a questo tipo di studi, sottolineando come molte informazioni su questi laboratori fossero state tenute nascoste al pubblico dall’amministrazione Biden.

Le sue parole hanno scatenato un acceso dibattito. Alcuni l’hanno accusata di favorire Mosca e Pechino, che da anni accusano gli Stati Uniti di usare i laboratori per sviluppare armi biologiche, accuse finora smentite da inchieste indipendenti. Le rivelazioni di Gabbard arrivano in un momento delicato: la sua recente decisione di dimettersi da direttrice dell’Intelligence Nazionale dopo pochi mesi, ufficialmente per motivi familiari legati alla grave malattia del marito.

Ma, secondo fonti giornalistiche, dietro la scelta ci sarebbero attriti insanabili con Trump. Gabbard avrebbe contestato alcune decisioni americane, soprattutto il coinvolgimento in guerre all’estero. Sembra che sia stata esclusa dalle riunioni chiave sulle operazioni in Iran e sulle manovre legate alla crisi venezuelana con Nicolás Maduro. Il confronto più duro con Trump risale a giugno 2025, quando, in un’audizione pubblica prima dell’operazione militare ‘Midnight Hammer’ contro siti nucleari iraniani, Gabbard ha sostenuto che Teheran non stava lavorando a un programma nucleare. Il presidente, irritato, ha respinto la sua posizione il giorno dopo, aprendo una frattura profonda tra il capo delle forze armate e la sua intelligence.

L’addio di Gabbard segna non solo la perdita di una figura nota nel mondo dell’intelligence e della politica, ma anche un momento di crisi nella gestione della sicurezza nazionale americana. Con la guerra in Ucraina che continua e la tensione internazionale in aumento, la sicurezza dei laboratori biologici nel Paese diventa un tema sempre più centrale, tra trasparenza, tutela e geopolitica.

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