BRUXELLES, 12 GIU – Molto dipenderà da ciò che potrebbe accadere domenica. Se Stati Uniti e Iran sigleranno davvero il memorandum d’intesa annunciato da Donald Trump, con Ginevra accreditata come possibile teatro della firma, l’agenda internazionale della settimana potrebbe cambiare volto nel giro di poche ore. E mentre il Medio Oriente corre sul filo di una fragile tregua, l’Europa si prepara a uno dei passaggi diplomatici più intensi dell’anno, chiamata a misurarsi su Ucraina, difesa e relazioni transatlantiche.
Una settimana impegnativa per l’Europa
Ad aprire la settimana sarà il G7 di Evian, da lunedì 15 a mercoledì 17. I leader delle principali economie occidentali si confronteranno sul nuovo equilibrio in Medio Oriente, sul sostegno a Kiev e sulle tensioni commerciali globali. Per l’Ue saranno presenti Ursula von der Leyen e Antonio Costa. Ai diversi tavoli siederanno anche Volodymyr Zelensky, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, i leader del Qatar e degli Emirati Arabi Uniti, i rappresentanti di Fmi e Banca mondiale. Con una presenza, su tutte, che resta ancora avvolta nella nebbia: quella di Donald Trump. Sempre lunedì, questa volta a Lussemburgo, i ministri degli Esteri torneranno a fare il punto su Iran, Ucraina, nuove sanzioni alla Russia, Israele, allargamento e Balcani occidentali, in una riunione destinata inevitabilmente a misurarsi con gli sviluppi che arriveranno da Ginevra e da Evian.
Martedì 16 e mercoledì 17 sarà invece Bruxelles ad ospitare la ministeriale Difesa della Nato, ultimo giro di tavolo politico prima del vertice dell’Alleanza previsto a luglio ad Ankara. Sul tavolo non ci saranno soltanto spese militari e sostegno a Kiev, ma anche le continue pressioni di Trump sugli alleati e il futuro dell’impegno americano nella sicurezza del continente. La settimana si chiuderà con il Consiglio europeo di giovedì 18 e venerdì 19. I Ventisette saranno chiamati a fare il punto sul sostegno a Kiev dopo l’attivismo degli E3, l’ipotesi di una regia europea per eventuali negoziati di pace e il percorso d’adesione di Kiev. Spazio anche al rapporto con Pechino, tra le crescenti pressioni Ue per correggere gli squilibri negli scambi, e al primo vero confronto sul prossimo bilancio Ue 2028-2034, destinato a riaccendere lo scontro tra falchi e colombe.
