Tommaso Miele, ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, ha rassegnato le proprie dimissioni dal ruolo di presidente del Collegio dei Revisori dei Conti del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm). La notizia, trapelata da fonti interne all’organo di autogoverno della magistratura ordinaria, arriva in seguito al coinvolgimento di Miele nell’inchiesta giudiziaria relativa al Ponte sullo Stretto. L’ex magistrato aveva iniziato a ricoprire l’incarico per il quadriennio 2025-2028 inizialmente a titolo gratuito, prima che il plenum del Csm deliberasse, nel marzo del 2026, un compenso lordo annuo pari a 27mila euro.
Una lunga carriera nella magistratura contabile e i casi di rilievo
Entrato nella magistratura contabile nel lontano 1986, Miele vanta una carriera di altissimo profilo conclusasi lo scorso febbraio nel ruolo di presidente aggiunto, ovvero il numero due dell’istituzione. Nato ad Aquino (Frosinone) nel 1956, coniugato e padre di due figli, si è laureato in Giurisprudenza a Firenze e ha iniziato il proprio percorso lavorativo come funzionario direttivo della Polizia di Stato presso il Viminale.
A trent’anni il passaggio alla Corte dei Conti, dove ha ricoperto ruoli di primo piano sia nelle sezioni di controllo che in quelle giurisdizionali, operando in Piemonte, nel Lazio, in Molise e presso i ministeri. Durante la sua guida della sezione giurisdizionale del Lazio, si è occupato del noto caso dell’acquisto di mascherine mai pervenute, pagate con fondi della Regione all’epoca della giunta Zingaretti (un’indagine poi archiviata). Nel 2024, in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario, Miele aveva espresso parole d’ordine rigorose, esortando a mantenere altissima l’attenzione sul monitoraggio dei fondi Pnrr e a non concedere spazi di impunità nella gestione del denaro pubblico. All’interno della Corte ha guidato anche il seminario di formazione permanente e, a partire dal 2012, l’Associazione magistrati dell’istituto.
Gli incarichi istituzionali, lo sport e l’attività accademica
Il percorso professionale di Miele si è sviluppato anche al di fuori della magistratura. Tra il 1996 e il 1997, durante il governo Prodi, è stato alla guida dell’ufficio legislativo del ministero della Sanità, per poi diventare consigliere giuridico della presidenza del Consiglio nei due anni successivi. Ha inoltre guidato i collegi dei revisori dei conti delle Università del Molise e di Cassino. Nel 2015 la Federcalcio lo ha scelto come commissario straordinario per la Lega Pro.
Parallelamente agli impegni istituzionali, ha coltivato una costante attività di studio e insegnamento, professando diritto costituzionale, amministrativo e contabilità pubblica in diversi atenei (tra cui Luiss, Università di Cassino e del Molise) e offrendo il proprio contributo scientifico a vari centri di ricerca focalizzati sulle autonomie locali.
