9 giugno 2026 – Intesa Sanpaolo entra con decisione nella partita per Monte dei Paschi di Siena. Il gruppo guidato da Carlo Messina ha lanciato un’Opas volontaria totalitaria su Mps dal valore massimo di circa 30,6 miliardi di euro, in caso di adesione integrale. L’operazione, approvata dal consiglio di amministrazione di Intesa, si inserisce nel pieno del nuovo risiko bancario italiano e punta a ridisegnare gli equilibri della finanza nazionale.
Intesa Sanpaolo, Messina:”Rimaniamo in gara, alte probabilità di successo”
Il Ceo Carlo Messina ha ribadito con forza la determinazione di Intesa in un’intervista a Bloomberg Tv: “Se ci fosse una controfferta per Mps? Rimarremmo comunque in gara“. E ha aggiunto: “Ci sono alte probabilità di successo”, riferendosi alla maxi operazione da 31 miliardi di euro. Sulla struttura dell’offerta, Messina ha precisato che “la componente in contanti – un euro ad azione oltre allo scambio di azioni – è una risposta ai concorrenti“, sottolineando infine che quella di Intesa “è l’unica offerta reale” sul tavolo.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Messina aveva anche incontrato la stampa nella sede storica di Ca’ de Sass, a Milano, al termine di una maratona iniziata con il consiglio che ha dato il via libera all’offerta. Il messaggio del numero uno di Intesa è netto: l’operazione va letta come una mossa di mercato, non come una partita di potere. “Vince chi paga di più”, ha sintetizzato Messina, chiarendo che l’obiettivo è creare valore per Intesa Sanpaolo e per i suoi azionisti.
Il nodo Banco Bpm e il possibile “cavaliere bianco”
La mossa di Intesa arriva in un contesto già movimentato dalla proposta di aggregazione avanzata da Banco Bpm per il Monte. Messina, però, ha marcato la differenza tra le due iniziative con una battuta destinata a pesare nel dibattito finanziario: quella di Banco Bpm, ha detto, sarebbe “una lettera d’amore”, mentre quella di Intesa è “un’offerta”.
Il banchiere ha anche risposto all’ipotesi di un possibile “cavaliere bianco”, cioè di un soggetto pronto a presentare una proposta alternativa. La linea resta la stessa: se qualcuno dovesse riconoscere ai soci di Mps un premio superiore, l’operazione di Intesa potrebbe anche non concretizzarsi. Messina ha però precisato che l’eventuale mancato successo dell’Opas non comprometterebbe il piano industriale del gruppo.
Unipol, Mediobanca e Generali al centro della partita
Uno dei punti centrali dell’operazione riguarda l’accordo con Unipol. In base al progetto comunicato da Intesa, Unipol acquisirebbe un perimetro bancario composto da 635 filiali di Mps, insieme a strutture centrali necessarie a operare in autonomia. La cessione è pensata anche per gestire in modo preventivo i possibili temi antitrust.
Intesa, invece, manterrebbe Mediobanca e il suo marchio. Proprio Mediobanca porta con sé un elemento strategico: la partecipazione in Generali. Messina ha escluso l’intenzione di acquisire il Leone di Trieste o di interferire nella sua gestione, spiegando che l’interesse di Intesa è legato alla crescita dell’utile netto della compagnia. Nel quadro dell’offerta, Intesa ha anche approvato l’acquisto diretto di una quota del 3% circa in Generali, coperta da derivati.
Intesa Sanpaolo, Messina: “Stabilità per il sistema”
Nel confronto con la stampa, Messina ha rivendicato il profilo industriale dell’operazione. Il marchio Mediobanca, ha assicurato, sarà preservato e le persone valorizzate. L’obiettivo dichiarato è dare stabilità al sistema e costruire un gruppo più forte nel panorama bancario italiano ed europeo.
Più dura la valutazione sull’attuale vertice di Mps-Mediobanca. Messina ha riconosciuto il lavoro svolto da Luigi Lovaglio, ma ha affermato che non può rappresentare il futuro dell’istituto. Parole che confermano come l’Opas di Intesa non sia soltanto un’offerta finanziaria, ma anche una proposta di discontinuità nella governance e negli equilibri del credito italiano.
La partita, comunque, resta aperta. L’offerta dovrà passare dalle autorizzazioni delle autorità competenti e dal giudizio del mercato. Ma con la mossa di Intesa, il dossier Mps diventa il centro del nuovo assetto della finanza italiana.
