Alle 00:00 ora italiana l’US Geological Survey ha registrato un terremoto di magnitudo 7,8 al largo dell’isola di Mindanao, nelle Filippine meridionali. Il Pacific Tsunami Warning Center ha emesso un’allerta tsunami, stimando inizialmente onde potenzialmente alte fino a tre metri in alcune aree costiere. Le autorità filippine hanno segnalato onde fino a 1,40 metri, rapporti di crolli di edifici e almeno cinque morti in un bilancio provvisorio in fase di verifica, e hanno raccomandato evacuazioni per le comunità costiere.
Alle 00:00 ora italiana l’USGS ha localizzato l’epicentro a una distanza stimata in dieci miglia dalla costa di Mindanao e ha indicato una profondità di 35 chilometri. Il PTWC ha segnalato la possibilità di onde pericolose e ha diffuso un avviso rivolto alle popolazioni costiere. In un comunicato citato da media internazionali il centro di allerta ha avvertito che le onde di tsunami erano possibili «entro le prossime tre ore» in diverse aree del Pacifico.
Secondo i rapporti raccolti dalla stampa, onde alte fino a 1,40 metri sono state registrate sulle coste filippine dopo la scossa. Il PTWC aveva inizialmente stimato la possibilità di onde fino a tre metri in alcune zone costiere; le misure e i confronti sugli effetti osservati sono stati comunicati dalle agenzie di monitoraggio e riportati dalle autorità competenti. Le notifiche di allerta sono state indirizzate anche a istituti di monitoraggio e protezione civile nei Paesi circostanti indicati dal PTWC.

Crolli e vittime: segnalazioni sul terreno
La polizia locale ha segnalato il crollo di numerosi edifici nelle aree costiere interessate dalla scossa. Il sergente maggiore Robert Dagon della polizia di General Santos City è citato dalla stampa: «Molti edifici sono stati colpiti, ma non posso elencarli ora perché siamo impegnati nelle operazioni di soccorso». Lo stesso ufficiale ha inoltre dichiarato: «Diversi edifici sono crollati. Anche alcune case sono crollate».
Un primo bilancio diffuso nelle ore successive al terremoto ha indicato almeno una persona morta e quattro ferite. La polizia ha riferito di essere al lavoro per verificare ulteriori segnalazioni. Un responsabile della protezione civile filippina ha riferito, secondo le agenzie, di un report che parla di «almeno cinque morti»; il dato è al momento oggetto di accertamenti da parte delle autorità locali.
Agostino Dacera, indicato come responsabile della gestione delle emergenze a General Santos, ha detto che il numero delle vittime è «ancora in fase di verifica» e che le autorità stanno valutando l’entità dei danni sul terreno. I rapporti di danno arrivano da diverse località costiere dell’isola, dove le forze dell’ordine e i servizi di emergenza hanno concentrato le operazioni iniziali.
I provvedimenti delle autorità e le istruzioni per la popolazione
Le autorità filippine per il monitoraggio dei terremoti hanno rivolto raccomandazioni alla popolazione delle zone costiere. Teresito Bacolcol, direttore dell’istituto filippino per il monitoraggio dei terremoti, è citato nei bollettini: «Consigliamo alle persone di evacuare verso zone con altitudini più elevate o comunque di spostarsi dalle isole verso la terraferma». Le indicazioni sono state ripetute nelle comunicazioni ufficiali indirizzate alle comunità costiere e ai centri urbani vicini all’epicentro.
Il PTWC ha inviato avvisi agli enti di protezione civile dei Paesi interessati dall’allerta, indicando la necessità di monitorare le registrazioni strumentali e di mantenere regole di sicurezza per le evacuazioni. Le autorità locali hanno attivato le procedure di emergenza e hanno segnalato la mobilitazione di forze di polizia e servizi sanitari per interventi e verifiche sul posto.
Accertamenti sul bilancio
La polizia ha riferito di verificare un report che parla di «almeno cinque morti»; il dato è al momento in corso di accertamento da parte delle autorità competenti.
