Il chirurgo a Roma, il paziente a Pechino. Una nefrectomia radicale con trombectomia cavale, un’operazione complessa e rischiosa, è stata eseguita con successo a distanza, grazie alla chirurgia robotica.
Dal 3 al 5 giugno 2026, oltre mille specialisti provenienti da 60 Paesi si sono radunati all’Auditorium della Tecnica di Roma per assistere in diretta a più di quaranta interventi trasmessi dalle sale operatorie del PLA Hospital di Pechino e dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena. Un evento che ha segnato una vera rivoluzione: la tecnologia che abbatte barriere geografiche e supera i limiti della medicina tradizionale.
La chirurgia robotica collega Roma e Pechino in sala operatoria
L’operazione affrontata è una delle più complesse nella chirurgia urologica robotica: la rimozione di un trombo tumorale dalla vena cava inferiore. Un intervento che richiede non solo abilità chirurgica elevata, ma anche un coordinamento perfetto e il controllo totale di ogni fase. Per la prima volta, però, è stata portata a termine a oltre ottomila chilometri di distanza, con il collegamento in tempo reale tra Roma e Pechino.
Il successo nasce dalla collaborazione tra medici esperti e tecnologie digitali all’avanguardia. Giuseppe Navanteri, responsabile della UOC Ingegneria Clinica e Tecnologie degli IFO, insieme a Giuseppe Simone, ha guidato la creazione di una rete ultra affidabile, con una latenza di soli 140 millisecondi. È stata realizzata una struttura tecnologica dedicata che trasmette i movimenti del chirurgo senza ritardi apprezzabili, facendo sentire il medico come se fosse nella stessa stanza con il paziente.
L’intervento, seguito e commentato in diretta durante il Congresso internazionale CILR 2026, ha dimostrato che la telechirurgia non è più fantascienza, ma una realtà concreta. I chirurghi hanno mostrato come la robotica e le connessioni digitali possano abbattere le distanze, portando competenze altamente specializzate a livello globale.
Medicina 2.0: cosa cambia per pazienti e ospedali
Roma, con l’Istituto Regina Elena, è diventata il fulcro di questa rivoluzione tecnologica. Livio De Angelis, direttore generale degli Istituti Fisioterapici Ospitalieri, ha evidenziato come robotica, telemedicina e intelligenza artificiale stiano ormai entrando stabilmente nella pratica clinica. “Ciò che fino a poco tempo fa sembrava lontano, oggi si traduce in vantaggi concreti per i pazienti, che possono accedere da remoto a cure di altissimo livello.”
L’impatto va ben oltre il singolo intervento: questa tecnologia può cambiare per sempre il modo di erogare cure specialistiche, superando confini nazionali e valorizzando i centri d’eccellenza. Il risultato raggiunto al CILR 2026 conferma che la ricerca ventennale, l’innovazione tecnologica e la collaborazione internazionale sono la chiave per aprire nuove strade nella medicina.
La telechirurgia robotica internazionale amplia non solo le possibilità di cura, ma anche i modelli organizzativi e formativi per i medici. Collegare in tempo reale professionisti lontani migliaia di chilometri diventa un’occasione per condividere conoscenze e sviluppare protocolli comuni, a vantaggio di pazienti ovunque.
L’esperienza dell’intervento eseguito a Roma per un paziente a Pechino dimostra che la chirurgia robotica non è più legata alla vicinanza fisica. “È un passo avanti che apre uno scenario futuro dove le distanze conteranno sempre meno, mentre efficacia e sicurezza delle cure continueranno a migliorare grazie alle tecnologie digitali.”
