La festa per i 250 anni degli USA avrebbe dovuto essere accompagnata da concerti istituzionali e festeggiamenti ufficiali. Invece, Donald Trump, dopo che molti artisti si sono tirati indietro, ha deciso di ribaltare tutto: niente più spettacoli organizzati dalle autorità, ma un maxi raduno tutto suo a Washington. Il Presidente americano, infatti, ha scelto di puntare su un evento massiccio, annunciato come “il più grande di sempre”. La festa si trasforma, dunque, in un palco personale, lontano dalle celebrazioni tradizionali.
Dietro i festeggiamenti, si è aperta una vera e propria battaglia politica. America250, l’organismo nato su mandato del Congresso, aveva sempre garantito una celebrazione senza colori partitici. Ma Freedom 250, la partnership pubblico-privata legata a Trump, ha portato il dibattito politico in primo piano. Il risultato? Artisti di spicco come Martina McBride, i Commodores, Young MC e Bret Michaels hanno fatto un passo indietro, dopo aver espresso perplessità sul carattere politico assunto dall’iniziativa.
Trump non si è fatto attendere nelle risposte, liquidando gli artisti come “di terza categoria” e autoproclamandosi “l’attrazione numero uno al mondo”. Il confronto mostra quanto la ricorrenza, che avrebbe dovuto unire il Paese, sia diventata terreno di scontro culturale e politico.
Il raduno del 24 giugno: la scommessa di Trump per i 250 anni degli USA
Nonostante le defezioni, Trump non ha cambiato idea e il 24 giugno Washington sarà teatro di un grande raduno. L’ex presidente lo ha definito “speciale in ogni dettaglio” e destinato a entrare nella storia come “il più grande evento mai realizzato nella capitale”.
Nel suo annuncio, pubblicato su Truth, ha promosso la città come “una delle più sicure al mondo” e ha attaccato i cantanti “privati di talento” che, a suo dire, avrebbero rischiato di annoiare il pubblico con cachet esorbitanti. Al loro posto, un programma musicale più sobrio ma di impatto, con ospiti come Lee Greenwood, celebre per “God Bless the U.S.A.”, e il tenore Christopher Macchio, che interpreterà arie come “Nessun Dorma” e “Ave Maria”. Ad accompagnarli, la U.S. Army Band e la Marine Band, insieme ai cori delle Forze Armate.
Trump stesso sarà uno dei protagonisti principali dell’evento e dovrebbe intervenire davanti ai partecipanti nel corso della serata.
Una festa per “i veri patrioti” e gli eventi in città
Il raduno sarà dedicato a quelli che Trump definisce “grandi patrioti”, promettendo un’atmosfera “selvaggia e meravigliosa”, ben oltre una semplice celebrazione culturale.
Nel frattempo, Washington si prepara a una serie di eventi collaterali che dureranno dal 25 giugno al 10 luglio. Il National Mall ospiterà una fiera con la partecipazione di tutti i 56 Stati e territori, spettacoli pirotecnici e persino un incontro di Ultimate Fighting Championship organizzato alla Casa Bianca, con un maxi palco sul prato presidenziale.
Questi appuntamenti vogliono mescolare spettacolo, politica e cultura, ma è chiaro che il centro dell’attenzione resta il raduno voluto da Trump, che si candida a essere uno degli appuntamenti più discussi delle celebrazioni per il 250° anniversario degli Stati Uniti.
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