Volodymyr Zelensky prova a riaprire il canale diretto con Vladimir Putin e propone un incontro. In una lettera aperta indirizzata al Cremlino, il presidente ucraino ha proposto un incontro faccia a faccia con il leader russo per discutere la fine della guerra, entrata ormai nel suo quinto anno dall’invasione su larga scala del febbraio 2022.
Il messaggio di Kiev arriva in una fase delicata del conflitto, mentre sul terreno proseguono i combattimenti e le diplomazie occidentali cercano di riattivare un percorso negoziale. Zelensky ha chiesto di stabilire una data precisa per il colloquio, indicando la necessità di un confronto diretto tra i due leader. Secondo quanto riportato dai media internazionali, il presidente ucraino avrebbe anche proposto sedi neutrali per l’eventuale vertice, tra cui Svizzera, Turchia o Paesi del mondo arabo.
Nella lettera, Zelensky si è detto pronto a un cessate il fuoco completo durante i negoziati e ha rilanciato anche l’ipotesi di uno scambio totale dei prigionieri come possibile primo passo verso una de-escalation.
Putin: “Soluzione pacifica possibile”, ma senza tregua immediata
Da San Pietroburgo, dove si trova per il Forum economico internazionale, Putin ha risposto con un’apertura prudente. Il presidente russo ha affermato che Mosca sarebbe pronta a lavorare a una soluzione attraverso mezzi pacifici, pur precisando che, secondo il Cremlino, non sarebbe necessaria una tregua preliminare.
Il leader russo ha inoltre indicato l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder come possibile figura di mediazione, definendolo un politico con una posizione autonoma e il coraggio di difenderla. Un nome destinato però a far discutere, anche alla luce dei rapporti mantenuti negli anni dall’ex cancelliere con Mosca.
Putin ha aperto anche a un possibile ruolo dell’Unione europea, ma solo all’interno del quadro negoziale già discusso con Washington. Il Cremlino, ha spiegato, non si opporrebbe all’ingresso dell’Ucraina nell’Ue, ma resta contrario a qualsiasi trasformazione dell’Unione in un blocco militare.
Il ruolo di Stati Uniti ed Europa nell’incontro tra Putin e Zelensky
La proposta di Zelensky è stata accolta favorevolmente anche da Donald Trump, che ha definito auspicabile un incontro diretto tra i due leader. Il presidente americano ha sottolineato che un’intesa richiederebbe comunque compromessi da entrambe le parti.
Sul fronte occidentale, Stati Uniti ed Europa restano al centro della partita diplomatica. Zelensky ha chiarito che le questioni ucraine ed europee non possono essere decise senza Kiev e senza il coinvolgimento degli alleati. Germania, Francia e Gran Bretagna starebbero valutando un piano per spingere Putin al tavolo negoziale, mentre Washington prepara nuovi aiuti militari per l’Ucraina.
Secondo il segretario di Stato americano Marco Rubio, un nuovo pacchetto di assistenza sarebbe in fase di approvazione e potrebbe essere annunciato a breve. Kiev continua intanto a chiedere sistemi di difesa aerea, in particolare Patriot, per far fronte agli attacchi russi.
La lettera di Zelensky non segna ancora una svolta, ma riporta al centro l’ipotesi di un negoziato politico diretto. Resta da capire se l’apertura di Mosca si tradurrà in un percorso concreto o se resterà, ancora una volta, sul terreno delle dichiarazioni.
