La vicenda legata allo sbarco della nave umanitaria Ocean Viking ad Ancona si è conclusa con una condanna a quattro anni di reclusione per due giovani egiziani, ritenuti responsabili del ruolo di “scafisti” durante la traversata partita dalla Libia. I due, rispettivamente di 23 e 24 anni, erano stati arrestati dopo l’arrivo dell’imbarcazione il 20 maggio 2025, quando a bordo si trovavano 276 migranti soccorsi nel Mediterraneo. La decisione è arrivata al termine del processo con rito abbreviato, davanti alla gup Francesca De Palma, che li ha riconosciuti colpevoli di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aggravata.
Il verdetto del tribunale e le accuse della Procura
Secondo l’impianto accusatorio, i due avrebbero avuto un ruolo attivo nella gestione della traversata, ricevendo denaro e utilizzando telefoni satellitari e dispositivi GPS per guidare l’imbarcazione partita dalle coste libiche prima del soccorso da parte della Ong. Le indagini della Squadra Mobile si sono basate in larga parte sulle testimonianze dei migranti e su alcuni video registrati durante il viaggio, elementi che li avrebbero identificati come responsabili della navigazione. La pena inflitta è stata fissata in quattro anni di reclusione.
La difesa: “Migranti costretti a guidare la Ocean Viking”
Gli avvocati Paolo Cognini e Alessandro Genovali, legali della difesa, hanno contestato con decisione la ricostruzione accusatoria, chiedendo l’assoluzione dei due imputati. Secondo la loro versione, i giovani non sarebbero stati scafisti ma migranti a loro volta, costretti da gruppi armati libici a condurre la Ocean Viking sotto minaccia, dopo aver pagato anche loro per il viaggio. La strategia difensiva punta ora all’appello, che sarà valutato una volta depositate le motivazioni della sentenza.
Il viaggio della Ocean Viking e i numeri del soccorso
La nave era salpata con a bordo 276 persone provenienti da diversi Paesi africani e asiatici, tutte soccorse nel Mediterraneo centrale dopo aver affrontato una traversata estremamente difficile. Il viaggio era iniziato il 15 maggio 2025 e si era protratto per oltre 40 ore in condizioni di forte precarietà. Tra i migranti figuravano anche 95 minori, compresi tre bambini di età inferiore all’anno, a testimonianza della complessità e della fragilità del gruppo tratto in salvo.
