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Ue: “Chiarire subito i fatti sugli spari alla Ocean Viking”

Bruxelles sollecita la Libia a fornire spiegazioni ufficiali sull’attacco alla nave di soccorso Ocean Viking mentre cresce la tensione sulle operazioni umanitarie nel Mediterraneo

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La denuncia dell'Ocean Viking per l'attacco della guardia costiera libica

La denuncia dell'Ocean Viking per l'attacco della guardia costiera libica | Shutterstock - alanews

Giacomo Camelia di Giacomo Camelia

Nato a Carate Brianza nel 2000, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Lavoro come redattore web dal 2024. Adoro il cinema e la musica anche se la mia passione più grande riguarda lo sport, il calcio in particolare

Bruxelles, 26 agosto 2025 – La Commissione Europea ha dichiarato di aver contattato le autorità libiche per chiarire i fatti relativi agli spari contro la nave Ocean Viking, impegnata nelle operazioni di soccorso nel Mediterraneo. Un portavoce dell’esecutivo comunitario ha sottolineato che spetta alle autorità libiche fornire una spiegazione ufficiale su quanto accaduto. Al momento, ha aggiunto, si sta lavorando alla ricostruzione dei fatti e non si è ancora passati alla valutazione di eventuali conseguenze.

Ventuno minuti di spari contro l’Ocean Viking: il racconto dell’aggressione

L’episodio risale al 24 agosto, quando la nave Ocean Viking, gestita dall’organizzazione umanitaria SOS Méditerranée, si trovava a circa 40 miglia nautiche dalla costa libica. Secondo le testimonianze raccolte, la motovedetta della guardia costiera libica ha intimato all’imbarcazione di lasciare l’area. Dopo ripetuti avvertimenti, l’equipaggio libico ha aperto il fuoco per circa 20 minuti con armi automatiche, mirando ad altezza uomo e colpendo la nave in diverse parti, tra cui sovrastrutture, antenne e motoscafi di soccorso. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito, ma tutti a bordo hanno vissuto momenti di terrore e grave pericolo.

La nave, inizialmente diretta verso Marina di Carrara per lo sbarco degli 87 migranti soccorsi, ha poi cambiato rotta su indicazione delle autorità italiane, dirigendosi verso il porto di Augusta, in provincia di Siracusa. Il capitano ha deciso di non fermarsi a Marina di Massa, ritenendo non sicuro il porto assegnato a causa della distanza e delle condizioni.

Tensioni politiche e fermo amministrativo della nave Mediterranea

L’aggressione alla Ocean Viking si inserisce in un clima di crescente tensione sulle operazioni di salvataggio nel Mediterraneo centrale. Ieri la nave Mediterranea, della ong Mediterranea Saving Humans, è stata sottoposta a un fermo amministrativo dalle autorità italiane. L’imbarcazione aveva soccorso dieci persone e, disattendendo l’ordine di sbarco a Genova, ha condotto i migranti a Trapani, porto considerato più vicino e sicuro.

Laura Marmorale, presidente di Mediterranea, ha definito il provvedimento “osceno”, sottolineando come il governo italiano, invece di favorire le operazioni di soccorso, le ostacoli con misure punitive. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha condannato con fermezza gli spari della guardia costiera libica contro la Ocean Viking, richiamando la necessità di interrompere il Memorandum con la Libia e criticando la gestione politica del governo in materia di immigrazione e soccorso in mare.

Da più parti si lamenta come le norme e le scelte politiche italiane stiano complicando le attività delle organizzazioni umanitarie impegnate nel Mediterraneo, in un contesto segnato da un tragico aumento dei naufragi e delle vittime. L’Unione Europea ha per ora adottato un atteggiamento prudente, concentrandosi sull’accertamento dei fatti e sollecitando le autorità libiche a fornire una versione chiara e trasparente degli eventi.

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