Il 4 giugno un docente di 48 anni della Scuola militare Teulié di Milano è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale, concussione e maltrattamenti su più allievi. L’indagine, coordinata dalle pm Letizia Mannella e Alessia Menegazzo, è condotta con il supporto dei carabinieri della sezione di Polizia giudiziaria.
Gli investigatori hanno ricostruito episodi di sopraffazioni, umiliazioni e vessazioni ai danni degli studenti. Sono emersi casi di presunti abusi sessuali commessi dall’insegnante su diversi allievi. L’attività investigativa avrebbe inoltre evidenziato ripetute violenze psicologiche e fisiche all’interno dell’istituto, in un contesto caratterizzato da un forte rapporto gerarchico tra docente e studenti.
Le indagini della Procura di Milano sul docente arrestato
Le pm Maria Letizia Mannella e Alessia Menegazzo hanno diretto le indagini che hanno portato all’arresto dell’insegnante. Il gruppo di magistrati si occupa di reati contro le fasce deboli, tra cui violenza di genere e sui minori, e ha svolto accertamenti approfonditi per ricostruire i fatti e raccogliere le testimonianze delle presunte vittime.
I carabinieri della Polizia giudiziaria hanno raccolto le prove ritenute necessarie per l’emissione della misura cautelare. L’inchiesta riguarda abusi che sarebbero avvenuti all’interno della Scuola militare, frequentata da giovani studenti provenienti da diverse regioni italiane. Gli accertamenti proseguiranno per chiarire l’esatta portata dei fatti contestati e verificare eventuali ulteriori responsabilità.
Cos’è la Scuola militare Teulié
La Scuola militare Teulié di Milano è una delle più antiche e prestigiose istituzioni formative dell’Esercito Italiano. Fondata nel 1802, accoglie ogni anno studenti selezionati tramite concorso pubblico provenienti da quasi tutto il Paese.
L’istituto ospita circa 230 allievi, di cui 84 al primo anno. Offre due indirizzi storici, il liceo classico e il liceo scientifico tradizionale, ai quali negli ultimi anni si è aggiunto il liceo scientifico digitale. Gli studenti vivono all’interno della struttura durante l’anno scolastico e partecipano non solo alle normali attività didattiche, ma anche a programmi di formazione militare, attività sportive e momenti della vita comunitaria come l’alzabandiera e le adunate.
Proprio per la particolarità del contesto, che vede molti ragazzi minorenni vivere lontano dalle famiglie per gran parte dell’anno, la vicenda sta suscitando forte attenzione. Le autorità giudiziarie mantengono al momento il massimo riserbo sui dettagli dell’indagine.
L’inchiesta proseguirà nelle sedi competenti con ulteriori accertamenti, mentre resta fermo il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.
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