Il gip di Firenze, Patrizia Martucci, ha disposto l’archiviazione delle accuse contro Marcello Dell’Utri nell’inchiesta sui presunti mandanti occulti delle stragi mafiose del 1993. Il decreto, firmato il 15 gennaio 2026, evidenzia l’assenza di prove di contatti diretti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi, deceduto nel 2023, o con Dell’Utri, ex collaboratore dell’ex presidente del Consiglio. Si tratta della sesta archiviazione dopo trent’anni di indagini.
Dell’Utri era indagato per aver sollecitato e istigato il boss mafioso Giuseppe Graviano a organizzare la campagna stragista del 1993, finalizzata a favorire la nascita e l’ascesa politica di Forza Italia e di Berlusconi. Nel luglio 2023 era stata perquisita la sua abitazione a Milano nell’ambito dell’inchiesta.
La mancanza di prove decisive
Nel decreto di archiviazione, il gip Martucci sottolinea la mancanza di prove che colleghino direttamente Dell’Utri e Berlusconi con la criminalità organizzata in relazione alle stragi. La decisione accoglie le osservazioni della difesa, che aveva definito “fantasiose” le ipotesi accusatorie basate su dichiarazioni di collaboratori di giustizia ritenuti inattendibili e aveva evidenziato l’assenza di riscontri concreti.

L’archiviazione segue una serie di passaggi giudiziari avviati dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze sulle stragi del 1993 a Firenze, Milano e Roma. L’ipotesi che la campagna terroristica mafiosa fosse funzionale a favorire una specifica fazione politica non ha trovato riscontri nei vari procedimenti.
Marina Berlusconi: “Ci si è accaniti per anni su una tesi insensata”
Marina Berlusconi, primogenita di Silvio Berlusconi, ha definito l’archiviazione “un accanimento basato su una tesi insensata” secondo cui le stragi mafiose del 1993-94 avrebbero favorito la nascita e l’ascesa politica di Forza Italia. Ha sottolineato che questa ipotesi ha alimentato trent’anni di sospetti e campagne di delegittimazione verso il padre e Dell’Utri, ma ha prodotto solo “una montagna di carta straccia”, sia in tribunale che sui media. Marina Berlusconi ha aggiunto che “la verità storica è totalmente diversa” e ha ricordato il ruolo di suo padre nella lotta alla criminalità organizzata in Italia.
Barbara Berlusconi: “Verità e giustizia meritano serietà”
Barbara Berlusconi, terzogenita di Silvio Berlusconi e membro del cda di Fininvest, ha definito l’archiviazione la prova della totale estraneità del padre alle stragi. Ha denunciato lo spreco di ingenti risorse pubbliche per processi basati su accuse “assurde e inverosimili”, ora respinte dal Tribunale di Firenze. Barbara Berlusconi ha espresso rispetto per le vittime della mafia, sottolineando che “verità e giustizia meritano serietà, non costruzioni mediatiche o giudiziarie”.
Marina Berlusconi ha inoltre richiamato l’attenzione sulle criticità della giustizia italiana, citando la sconfitta al referendum dello scorso marzo come “una immensa occasione perduta”. Ha evidenziato l’urgenza di una reale responsabilità civile dei magistrati e ha definito la questione della giustizia un’emergenza politica ancora aperta, ribadendo che “la bandiera del garantismo non può e non deve essere ammainata”.
