“Il governo è ossessionato dall’immigrazione, ma i giovani se ne vanno lo stesso.” Lo ha detto chiaramente ieri Elly Schlein, al Nazareno, durante la presentazione della proposta di legge “Diritto a restare”. Dietro quelle parole c’è un problema concreto: mentre si discute quasi solo di flussi migratori, i ragazzi italiani, quelli che dovrebbero costruire il futuro del Paese, scelgono di andarsene. Non per mancanza di talento o voglia, ma perché qui si trovano con le spalle al muro. È una fuga silenziosa, fatta di cervelli che volano via e opportunità che svaniscono, un peso che l’Italia porta sulle spalle da troppo tempo.
Le idee di Schlein
La legge che il Pd propone vuole mettere nero su bianco un diritto semplice ma fondamentale: quello di poter restare in Italia senza dover scappare per mancanza di alternative. “Partire deve essere una scelta, non una fuga obbligata”, ha detto Schlein. Dietro questa frase c’è la consapevolezza che l’Italia, ancora oggi, non è un posto che attrae i giovani, costretti a cercare fortuna altrove. La legge punta a cambiare questa situazione con misure concrete.
Tra le idee principali c’è un bonus di 200 euro al mese per tre anni agli under 35, pensato per aumentare il potere d’acquisto dei giovani lavoratori. Verrà inoltre creato un fondo per sostenere le imprese giovanili innovative, soprattutto nelle zone interne del Paese, quelle più abbandonate e spopolate. Infine, sarà lanciato un portale chiamato “Scelgo l’Italia”, un punto di incontro digitale tra chi vuole restare o tornare e le opportunità lavorative e formative sparse in Italia.
Quasi 200mila giovani persi in quattro anni: un allarme che non si può ignorare
I numeri emersi dalla campagna di ascolto che ha accompagnato la legge sono impietosi: dal 2019 al 2023, quasi 192mila giovani italiani hanno lasciato il Paese. Non è solo un problema demografico, ma un colpo duro all’economia e al tessuto sociale. Lo spopolamento giovanile svuota le comunità, indebolisce la produzione e impoverisce le nostre risorse più preziose.
Schlein ha sottolineato un altro punto: molti di questi giovani, dopo aver studiato o lavorato all’estero, vorrebbero tornare a casa. Ma l’Italia non offre ancora gli strumenti giusti per accogliere questo ritorno. La proposta di legge vuole anche costruire reti di supporto e informazione, per fare in modo che l’esperienza all’estero diventi un valore e non un motivo per restare lontani.
Con “Diritto a restare” il Pd prova a scuotere un sistema che guarda più all’immigrazione che alle esigenze di chi nasce e cresce qui. È un invito a pensare a politiche giovanili serie, concrete e lungimiranti, che diano ai giovani un motivo per restare, non per andar via.
