Le immagini sono inequivocabili: attivisti della Flotilla bloccati dalle forze israeliane, vittime di maltrattamenti e umiliazioni in acque europee. Navi italiane colpite, la sovranità nazionale calpestata sotto gli occhi di tutti. In mezzo a questa tensione palpabile, Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, non si è limitata a osservare. Ha chiesto un cambio di passo deciso, rimarcando che parole e promesse non bastano più. Serve un’azione concreta, subito, da parte dell’Italia e dell’Europa, ormai in ritardo davanti a una crisi che non ammette ulteriori ritardi.
Intervistata a Roma il 21 maggio, Schlein non ha usato mezze misure nei confronti dell’esecutivo di Giorgia Meloni. “Le parole non bastano più”, ha detto, invitando il premier a “prendere una posizione ufficiale chiara” e a non limitarsi a condannare l’attacco alla Flotilla con dichiarazioni di circostanza. La leader dem ha sottolineato che l’Italia deve uscire dall’“appiattimento” degli ultimi tre anni e togliere il veto che blocca la sospensione degli accordi di cooperazione tra Ue e Israele. Ha anche criticato il cosiddetto “Board of Peace trumpiano”, definito “inadeguato a portare la pace a Gaza”.
L’accordo di cooperazione tra Ue e Israele, secondo Schlein, va sospeso subito, davanti alle continue violazioni del diritto internazionale da parte israeliana, che si traducono in azioni dure anche contro chi porta aiuti umanitari. Le immagini degli attivisti maltrattati e umiliati dal ministro Ben-Gvir, ricercato dalla Corte penale internazionale, confermano la denuncia di uno Stato che agisce con arroganza e senso di impunità, violando anche la sovranità italiana con il fuoco contro imbarcazioni italiane.
Il governo italiano deve farsi sentire di più in Europa e sul fronte umanitario
Le parole di Schlein sono arrivate anche ad Avellino, il giorno prima, durante una manifestazione politica. Ha definito “disumano” il trattamento riservato agli attivisti della Flotilla da Israele e ha chiesto al governo italiano di passare “dalle parole ai fatti”, lavorando per togliere il veto che impedisce all’Ue di agire contro Israele. Le continue violazioni del diritto internazionale richiedono, secondo Schlein, una risposta decisa e coordinata.
Ha poi sottolineato la necessità di fare pressione per ottenere subito la liberazione degli attivisti arrestati. Erano impegnati a portare aiuti fondamentali, colmando le carenze di Stato e Unione Europea nel far arrivare soccorsi alla popolazione palestinese in grave difficoltà. La risposta istituzionale, ha detto, non può limitarsi a qualche comunicato: servono sanzioni mirate contro il governo israeliano e i suoi ministri, responsabili di crimini in Gaza e Cisgiordania, così come contro chi copre le violenze dei coloni.
In questa direzione, il Partito Democratico, insieme a Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, ha presentato una proposta di legge per vietare l’ingresso in Italia di prodotti provenienti da territori occupati con la forza. Schlein ha chiamato le altre forze politiche a sostenere questa norma, che sarebbe “un segnale chiaro sulla posizione che l’Italia deve prendere”. Il dibattito sul ruolo italiano nei conflitti mediorientali si fa sempre più acceso, mettendo in luce una questione cruciale di politica estera e umanitaria.
