Il 3 giugno la Corte costituzionale ha dato ragione al Senato, in uno scontro acceso con la Procura di Milano. Al centro della battaglia, l’inchiesta che coinvolge la senatrice Daniela Santanchè, accusata di una presunta truffa aggravata ai danni dell’Inps nel caso Visibilia. La Consulta ha sollevato dubbi sull’utilizzo di certi materiali investigativi, bloccando di fatto alcune indagini. La decisione riporta alla luce un tema caldo: il fragile equilibrio tra i poteri dello Stato, un gioco di sguardi e regole che, questa volta, ha visto il Parlamento spuntarla contro la magistratura. L’ordinanza sarà ora inviata al Senato e notificata ai pm di Milano, a testimonianza di quanto sia stretta e complessa la relazione tra le istituzioni.
Al centro della disputa ci sono alcuni elementi chiave del fascicolo che riguarda Santanchè. In particolare, l’utilizzo di mail attribuite alla senatrice e registrazioni audio ottenute di nascosto, inserite nel procedimento senza il via libera della Camera. Questo aspetto ha scatenato polemiche sulla regolarità dell’azione giudiziaria, mettendo in tensione Parlamento e magistratura. La questione riguarda direttamente i diritti e le prerogative dei parlamentari, con l’obiettivo di tutelare l’autonomia delle istituzioni. L’ordinanza della Consulta richiama così l’attenzione sull’importanza di stabilire limiti chiari alle indagini che coinvolgono rappresentanti eletti, soprattutto quando si usano intercettazioni non autorizzate.
Santanchè ribadisce la sua fedeltà a Fratelli D’Italia nonostante l’inchiesta
Qualche giorno prima della sentenza della Corte costituzionale, Daniela Santanchè ha confermato il suo legame saldo con Fratelli d’Italia. In un’intervista rilasciata il primo giugno al Corriere della Sera e a Repubblica, ha smentito le voci di possibili aperture verso altri partiti, chiarendo di non essere “sul mercato”. L’ex ministra del Turismo ha detto di non aver mai condizionato il suo futuro politico alle dimissioni, confermando l’intenzione di restare al fianco del partito guidato da Giorgia Meloni. Commentando alcune assenze eccellenti a un evento aziendale, ha sottolineato la sincerità dei suoi rapporti personali, come quello con La Russa, e il continuo sostegno alla premier Meloni, con cui scambia messaggi anche di recente. Santanchè ha inoltre ribadito che le sue dimissioni non hanno causato problemi politici o amministrativi, puntando sul lavoro svolto con le associazioni di categoria e confermando il suo impegno nelle commissioni Esteri e Difesa.
