Negli Stati Uniti si discute da anni di protezione dei minori. Se ne discute al Congresso, sui media, sui social. È uno dei pochi temi capaci di unire destra e sinistra, almeno a parole. Eppure a New York, oggi, pagare per un rapporto sessuale con un ragazzo o una ragazza di 15, 16 o 17 anni è ancora classificato come misdemeanor, ossia un reato minore. Non una felony, non un reato grave, non qualcosa che finisce in un casellario giudiziario che pesa davvero. La soglia è lì, fissata ai 15 anni, e sotto quella soglia la legge cambia registro completamente: e qui si apre il mondo di polemiche che sta attraversando l’attualità americana e che riguarda in qualche modo anche lo scomodo – per l’amministrazione americana – caso Epstein.
La legge che vuole chiudere il vuoto
La proposta di legge A9214, depositata all’Assemblea dello Stato di New York il 3 novembre 2025, si chiama formalmente Victims Protection and Child Sex Buyer Accountability Act. L’obiettivo è semplice: rendere reato grave (felony) l’acquisto di prestazioni sessuali da qualsiasi minore, indipendentemente dall’età. Nessuna distinzione tra chi ha 14 anni e chi ne ha 17.
Il disegno di legge è sostenuto da un’ampia coalizione bipartisan e ha già superato la commissione Codici del Senato statale nel gennaio 2026. Adesso deve passare dall’Assemblea, dove il punto di blocco è lo Speaker Carl Heastie, la figura istituzionale che le campagne social stanno citando direttamente.
Il meccanismo che favorisce i trafficanti
La lacuna normativa non è solo una questione simbolica. Chi lavora sul campo nel contrasto al traffico sessuale lo documenta da anni: la distinzione tra misdemeanor e felony crea un incentivo strutturale a preferire vittime più grandi.
Un compratore che paga sesso a un sedicenne rischia poco sul piano penale. E, cosa altrettanto rilevante, può costruire una difesa difficile da smontare: “non sapevo quanti anni avesse, mi aveva detto di essere maggiorenne”. Quella difesa, nel contesto di un misdemeanor, funziona meglio di quanto dovrebbe. Le forze dell’ordine, con risorse limitate, hanno meno motivazione a investire tempo e personale in casi che finiscono con sanzioni lievi.
Il risultato è che i 15-17enni diventano una categoria legalmente più economica, meno rischiosa per chi abusa, meno tutelata dallo Stato.
Le vittime di Epstein in prima linea
Non è un caso che il tema stia tornando con questa intensità proprio adesso. Il nome che aleggia su tutta la discussione è quello di Jeffrey Epstein: il finanziere americano morto in carcere nel 2019 mentre era in attesa di processo per traffico sessuale di minori, in un caso che ha coinvolto decine di vittime, molte delle quali adolescenti.
Negli ultimi mesi alcune sopravvissute si sono fatte portavoci attive della campagna per l’A9214, portando la loro esperienza diretta a sostegno di una riforma che, a loro avviso, avrebbe potuto fare la differenza. Tra queste, anche Marina Lacerda, “minor victim nr.1” nei file dell’FBI.
Sullo sfondo, una vicenda che non si è ancora conclusa: quella dei file di Epstein. Il Congresso americano ha approvato con voto quasi unanime l’Epstein Files Transparency Act, firmato dal presidente Trump nel novembre 2025, che imponeva al Dipartimento di Giustizia di rendere pubblici tutti i documenti relativi al caso entro il 19 dicembre 2025. La scadenza non è stata rispettata. Al 6 gennaio 2026, il DoJ aveva reso disponibili circa 12.300 documenti su un totale stimato di oltre 2 milioni ancora in fase di revisione e oscuramento. A fine gennaio il dipartimento ha rilasciato altri 3 milioni di pagine, dichiarando che sarebbe stata l’ultima divulgazione significativa, dichiarazione che ha generato immediate proteste da parte delle vittime e dei legislatori che avevano firmato la legge.
Una parte rilevante dei file rimane ancora inaccessibile.
Il paradosso americano
C’è qualcosa di difficile da ignorare in questa combinazione di elementi. Gli Stati Uniti hanno costruito negli ultimi anni un’intera narrativa pubblica sulla protezione dei minori dallo sfruttamento sessuale: audizioni parlamentari, campagne mediatiche, carriere politiche fondate su questo tema. Eppure uno degli stati più popolosi e influenti del paese manteneva – e mantiene ancora oggi – una norma che tratta un sedicenne vittima di sfruttamento come una categoria legalmente inferiore rispetto a un quattordicenne nella stessa situazione.
New York non è l’unico stato con incongruenze di questo tipo. Il panorama legislativo americano in materia è frammentato: Texas e North Carolina sono stati rispettivamente il primo e il secondo stato a rendere reato grave anche il solo acquisto di sesso tra adulti consenzienti, solo nel 2021 e nel 2024. In California, acquistare sesso è ancora un misdemeanor a meno che la vittima non abbia meno di 16 anni.
Ma New York, con la sua immagine di stato progressista e attento ai diritti civili, è un caso che fa più rumore degli altri.
Cosa succede adesso
La campagna social intorno all’A9214 usa un format ormai collaudato: hashtag dedicati (#A9214, #CloseTheLoophole), tag diretto allo Speaker Heastie su Instagram, invito a commentare una parola chiave per ricevere il link alla petizione. Il meccanismo è semplice e misurabile – e in un anno di elezioni di midterm, la pressione pubblica su un tema trasversale come questo può avere un peso reale.
La finestra legislativa è aperta. Il voto non c’è ancora stato. E il nome di Epstein – con i suoi milioni di file ancora in attesa di essere letti – continua a ricordare quanto il confine tra retorica e norma possa essere più ampio di quanto sembri.
