La procura generale di Milano ha confermato il suo parere positivo alla richiesta di grazia di Nicole Minetti. L’ex igienista dentale era finita nel mirino della stampa e della giustizia per l’adozione di un bambino malato, tra accuse che parlavano di feste con droga e escort. Un quadro torbido, fatto di sospetti e polemiche. Ora, la Procura generale di Milano, sotto la guida di Francesca Nanni e con il sostituto Gaetano Brusa, ha inviato il dossier al ministro di Giustizia Carlo Nordio “al fine di consentire al ministero e alla Presidenza della Repubblica di assumere le determinazioni di rispettiva competenza”.
Il caso della grazia a Nicole Minetti
Il Fatto Quotidiano aveva riportato voci, inizialmente anonime e poi attribuite, su feste a base di droga e sesso cui Minetti avrebbe preso parte. Le indagini, condotte dai Carabinieri e integrate dalle difese, hanno smontato queste accuse. Non è emerso alcun elemento che confermi quelle versioni. La Procura generale precisa inoltre che in Spagna e Uruguay non risulta alcun procedimento o indagine in corso né nei confronti di Minetti né del compagno Giuseppe Cipriani.
Particolare attenzione è stata dedicata alla morte, in circostanze poco chiare, di un avvocato legato alla vicenda. Le autorità uruguaiane hanno chiarito che il defunto era il legale del bambino adottato e che non ci sono sospetti su eventuali reati legati alla sua morte. I genitori biologici del minore non hanno mai partecipato al procedimento di adozione, che è stato seguito da un difensore d’ufficio, mentre la madre è irreperibile da tempo. Non ci sono stati scontri né contenziosi legali attorno a questa adozione, riconosciuta regolarmente dal Tribunale per i Minorenni di Venezia.
Adozione e salute del bambino: tutto sotto controllo
L’iter dell’adozione ha superato senza problemi ogni verifica. La Procura generale conferma che tutte le fasi sono state svolte con trasparenza, dall’Uruguay fino al riconoscimento in Italia. Il Tribunale per i Minorenni di Venezia ha sancito la validità dell’adozione a luglio 2023, dopo l’avvio della procedura in Sud America a febbraio dello stesso anno.
Dal punto di vista medico, il bambino ha bisogno di cure continue e particolari. È seguito al Boston Children’s Hospital, dove si conferma la necessità di un monitoraggio costante per prevenire ricadute di una grave malattia che lo accompagna dalla nascita. Solo per questo motivo Minetti può accompagnarlo negli Stati Uniti per le terapie e i controlli specialistici. Anche altre strutture, a Cleveland, New York e in Italia, hanno confermato che le cure sono indispensabili e richiedono la presenza costante di Minetti, che vive stabilmente in Italia da gennaio 2024, con rientri sporadici in Sud America.
Nessuna rogatoria internazionale: la procura si è mossa con i fatti
La Procura generale di Milano sottolinea che non è stata richiesta alcuna rogatoria internazionale, perché il trattato con l’Uruguay serve solo per acquisire prove in procedimenti penali. E poiché non ci sono indagini aperte su Minetti o Cipriani né in Uruguay né in Spagna, non si è ritenuto necessario ricorrere a questo strumento.
Al termine delle indagini, la Procura ha redatto una relazione dettagliata, consegnata al Ministero della Giustizia. Questi documenti supportano le decisioni del Ministro e del Presidente della Repubblica, lasciando a loro la parola finale sulla concessione della grazia.
In un clima di dibattito acceso, la Procura di Milano ha fatto il suo lavoro con rigore, chiarendo che le accuse più pesanti – dalle feste con droga alla regolarità dell’adozione – non trovano conferme. Così resta confermato il quadro che ha portato, all’inizio dell’anno, all’atto di clemenza firmato dal capo dello Stato per motivi umanitari legati alla salute del bambino.
