Nel documento preliminare in vista del prossimo Consiglio europeo emerge un orientamento politico destinato a far discutere. Tra i punti della bozza delle conclusioni del vertice Ue del 18 e 19 giugno si fa riferimento alla possibilità di lavorare a possibili sanzioni contro alcuni ministri israeliani definiti “estremisti”, oltre a una forte condanna per le violazioni dei diritti umani legate al conflitto in Medio Oriente.
Condanna per il trattamento degli attivisti della Flotilla
Nel testo provvisorio, Bruxelles esprime anche una netta presa di posizione sul trattamento riservato ai detenuti a seguito dell’intercettazione della Global Sumud Flotilla in acque internazionali. Il Consiglio europeo parla esplicitamente di maltrattamenti nei confronti degli attivisti coinvolti e invita le istituzioni comunitarie a proseguire il lavoro su possibili misure restrittive.
Un’ampia parte della bozza è dedicata alla situazione nei territori palestinesi occupati. Il documento ribadisce la condanna delle azioni unilaterali israeliane in Cisgiordania e a Gerusalemme Est, con particolare riferimento all’espansione degli insediamenti, inclusa l’area E1, considerata illegale dal diritto internazionale.
Il Consiglio europeo invita Israele a interrompere tali attività, rispettare gli obblighi internazionali e garantire la protezione della popolazione palestinese, comprese comunità cristiane e altre minoranze, oltre a preservare lo status quo dei luoghi santi di Gerusalemme.
Le possibili sanzioni ai ministri israeliani
Nel documento viene inoltre evidenziato il rischio legale e reputazionale per le aziende coinvolte nella costruzione degli insediamenti. I leader Ue condannano anche l’aumento delle violenze da parte dei coloni contro i civili palestinesi, accogliendo al tempo stesso le sanzioni già adottate dall’Unione contro gruppi estremisti e organizzazioni accusate di sostenere tali azioni, oltre che contro Hamas.
La bozza contiene anche una ferma condanna della recente legge israeliana sulla pena di morte, definita discriminatoria e da abrogare immediatamente. Parallelamente, il Consiglio europeo esprime forte preoccupazione per la crisi umanitaria nella Striscia di Gaza e chiede la riapertura dei valichi di frontiera, insieme alla rimozione delle restrizioni agli aiuti umanitari e alle Ong.
Bruxelles respinge il piano di controllo della Striscia
Infine, nel documento emerge anche una posizione critica rispetto a un presunto piano israeliano che prevederebbe l’acquisizione del 70% del territorio della Striscia di Gaza. L’Unione europea respinge tale ipotesi, ribadendo la necessità di rispettare il diritto internazionale e di favorire un accesso umanitario senza ostacoli alla popolazione civile.
