Il progetto per la realizzazione di un grande resort di lusso sulla costa meridionale dell’Albania, nella zona di Zvernec, è diventato un caso politico e istituzionale. L’iniziativa, promossa dal fondo riconducibile a Jared Kushner, genero di Donald Trump, ha alimentato un acceso dibattito su trasparenza, procedure urbanistiche e impatto ambientale, fino a entrare nel confronto tra vertici europei e governo albanese.
Il nodo della trasparenza e il richiamo delle istituzioni Ue
La questione è arrivata fino alla conferenza stampa congiunta tra il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e il premier albanese Edi Rama, trasformando il progetto in un tema di discussione pubblica di livello europeo.
Costa ha scelto una linea prudente, evitando di entrare nel merito del singolo investimento ma ricordando che la Commissione europea mantiene un dialogo costante con le autorità di Tirana. Bruxelles, ha spiegato, monitora anche le posizioni della società civile e non esclude interventi qualora emergano elementi critici.
Il presidente del Consiglio europeo ha inoltre ribadito che il percorso di adesione dell’Albania all’Unione europea non riguarda soltanto l’adozione formale delle norme comunitarie, ma la loro effettiva applicazione, sottolineando la centralità dello stato di diritto nel processo di integrazione.
Edi Rama difende il resort del genero di Trump
Di fronte alle polemiche, il premier albanese Edi Rama ha respinto le accuse legate alla presunta mancanza di trasparenza, offrendo una lettura diversa della vicenda. Secondo Rama, il progetto di Zvernec rientra in un’iniziativa esclusivamente privata e non coinvolge direttamente obblighi di comunicazione pubblica nelle fasi iniziali delle trattative.
Il capo del governo ha precisato che la trasparenza diventa un elemento obbligatorio solo nel momento in cui il progetto entra nella fase autorizzativa e amministrativa, mentre le negoziazioni tra soggetti privati per l’acquisto dei terreni seguono dinamiche differenti.
Rama ha infine ribadito che la responsabilità del processo è condivisa tra le parti coinvolte, cercando di ridimensionare le accuse che negli ultimi giorni hanno alimentato il dibattito interno e internazionale sul futuro dell’area costiera interessata dal progetto.
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